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Riorganizzazione, tocca anche alle Poste: 13 uffici chiusi nel vicentino

Colpite soprattutto le frazioni: chiusure a Camporovere, Cesuna, Santa Caterina , Treschè Conca,Campese, Crosara, San Martino, Sant'Antonio, Sant'Ulderico di Tretto, Staro, Vallornara, Piana e Sant'Urbano

Redazione11 luglio 2012
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La scure della riorganizzazione di Poste Italiane si abbatte anche nel vicentino: saranno 13 gli uffici postali destinati alla chiusura da oggi al 2013. I tagli coninvolgeranno oltre mille uffici postali in Italia: 1156 sportelli da chiudere, altri 638 da razionalizzare riducendo l'orario e i giorni d'apertura. E' quanto prevede il piano di riorganizzazione che Poste Italiane ha già inviato all'Agcom, allegando la lista delle strutture "anti-economiche".

In provincia di Vicenza saranno colpite soprattutto le frazioni. Le chiusure previste sono a Camporovere, Cesuna, Santa Caterina , Treschè Conca, sull'Altopiano, Campese, Crosara, San Marino, nel bassanese, Sant'Antonio, Sant'Ulderico di Tretto, Staro, nello scledense, Vallornara a Marostica, Piana di Valdagno e Sant'Urbano a Montecchio Maggiore

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Per alcuni uffici postali è prevista la chiusura; per altri, invece, il Gruppo Poste ha pensato ad una trasformazione in sportelli multiservizi: saranno un po' anagrafe, un po' ufficio postale, un po' ufficio del comune, ecc…). Nella peggiore verranno aperti solo alcuni giorni a settimana.
 

Nonostante ciò, l'azienda sembra rassicurare i cittadini: "Niente di definitivo al momento. Non li vogliamo chiudere - dice Massimo Sarmi, l'ad di Poste Italiane - . Quel report è una lista che siamo obbligati a inviare ogni anno all'autorità di riferimento, cioè all'Agcom. Però sono sportelli effettivamente sotto i parametri di economicità, quindi per non tagliarli stiamo raggiungendo accordi con gli enti locali per trasformarli in centri multiservizi"

tagli

1 Commenti

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  • Avatar di salviamo

    salviamo Caro Massimo Sarmi, il tuo progetto è follia pura:

    Entro il 2012 è stata prevista la chiusura di 1.152 uffici postali.

    NOn solo, altri 634 saranno razionalizzati, ovvero aperti solo in determinati giorni ( pochi).

    Una stima provvisoria parla di un recupero per le casse delle Poste di circa venti milioni di euro. Poste che hanno chiuso il bilancio con un utile netto di 846 milioni di euro.

    L'Anci, l'Associazione nazionale dei comuni italiani, ha subito evidenziato la necessità che ogni chiusura o razionalizzazione avvenga "in collaborazione con gli enti interessati", e non unilateralmente. I sindacati del settore Slp-Cisl e Slc-Cgil, intanto, promettono battaglia, anche perché sul tavolo della trattativa ci si sono anche 1763 esuberi nel settore "Recapito".

    Si grida all'allarme per i disagi che si andrebbero a creare sopratutto alle persone anziane, che sono costrette, per la pensione, a doversi recare alle poste una volta al mese.

    Firmate per impedire un enorme disservizio agli anziani, ai disabili agli abitanti di paesini di montagna, dislocati ed in cui le poste rappresentano un vero luogo di riferimento:

    http://www.petizionionline.it/petizione/poste-1-152-uffici-chiusi-servizi-zero-piu-code-garantite/7537

    il 12 luglio del 2012