Appartamenti a luci rosse: scoperte fatture false per 4 milioni e mezzo

Prosegue l'operazione Lucky Flats della Guardia di finanza di Bassano del Grappa. Le indagini ora mireranno a identificare le aziende che ne hanno beneficiato

Nei giorni scorsi militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Bassano del Grappa hanno concluso le attività prettamente tributarie di verifica fiscale nei confronti di quattro società “cartiere” emerse nell’ambito della più complessa ed articolata operazione di polizia economico-finanziaria Lucky Flats.

La conclusione delle operazioni ispettive nei confronti delle cartiere ha consentito ai Finanzieri di trasporre in ambito amministrativo le risultanze dell’indagine penal-tributaria, confermando i ruoli di soci occulti nonché amministratori di fatto delle cartiere per i due reali organizzatori della frode fiscale, il 48enne bassanese C.F. e il 52enne di Riese Pio X (TV) M.M..

Complessivamente l’attività delle Fiamme Gialle bassanesi, condotta in ambito amministrativo parallelamente all’indagine di polizia giudiziaria, ha permesso di rilevare fatture per operazioni inesistenti per circa 4,6 milioni di euro emesse dalle quattro cartiere nei confronti di diverse imprese con sede nel nord Italia. Le quattro imprese prive di capacità operativa, facenti capo formalmente al 46enne D.P., al 59enne C.G., al 48enne L.B. e al 41enne E.S., avrebbero così evaso IVA per quasi 800mila euro e non versato IVA dichiarata per circa 130mila.

L’indagine economico- finanziaria, avendo permesso l’attribuzione di responsabilità specifiche in capo ai reali organizzatori della frode, ha consentito di addebitare a questi ultimi anche le conseguenze dell’attività amministrativa, in qualità di amministratori di fatto delle cartiere. Nei confronti delle imprese cartiere sono stati inoltre constatati redditi derivanti da proventi illeciti per quasi 350mila euro, proposti per la sottoposizione a tassazione ai competenti Uffici finanziari.

L’operazione Lucky Flats, che già aveva permesso di sequestrare un ingente patrimonio nella disponibilità degli indagati con lo strumento del sequestro preventivo finalizzato alla confisca, efficace nel contrasto alle frodi tributarie per la sottrazione del profitto illecito agli indagati, ha consentito in questo frangente fiscale di constatare le responsabilità amministrative nella gestione delle cartiere, perché siano recuperate le imposte evase e comminate le relative sanzioni.

Nella fase finale dell’attività di polizia economico-finanziaria, i finanzieri del Comando Provinciale di Vicenza si concentreranno sui soggetti che hanno beneficiato, nelle proprie dichiarazioni, delle fatture false emesse dalle cartiere verificate, secondo la particolare conduzione trasversale delle indagini in materia di frodi fiscali, che spaziano dalle attività di carattere prettamente penale a quelle amministrative, beneficiando delle peculiari funzioni che l’ordinamento affida al Corpo.

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