Ex Cotorossi, commissione territorio al curaro

Coalizione civica e comitati lanciano i loro strali sulla sanatoria che il Comune di Vicenza vorrebbe concedere al privato. Mentre la maggioranza di centrodestra lascia soli gli uffici

Foto di archivio del cantiere a Borgo Berga

Per l’affaire Borgo Berga, è scontro al calor bianco in commissione territorio. Mentre l'amministrazione ha avviato la procedura per sanare le irregolarità paesaggistiche di alcuni edifici del maxi progetto ancora in fase di realizzazione, il consigliere di opposizione Ciro Asproso durante la seduta di ieri ha puntato l'indice contro il neo-assessore all'edilizia privata e all'urbanistica Marco Lunardi, ma soprattutto contro gli uffici: «Abbiate il coraggio di mettere nero su bianco le ragioni della vostra scelta perché c'è molto da chiarire». Parole pesantissime alle quali sono seguiti i commenti al vetriolo dei residenti che da anni si battono contro la lottizzazione.

IL PREAMBOLO
Da giorni al comune di Vicenza si vociferava di un intervento degli uffici teso a sanare quelle che secondo il comune sono alcune irregolarità minime dei maxi lotti in via di realizzazione da parte della società Sviluppo cotorossi, una spa riferibile ai gruppi Gavio e Maltauro. Carenze che deriverebbero da alcune lacune in materia di autorizzazioni paesaggistiche.

La giunta comunale ieri dopo un lungo silenzio ha minimizzato la portata degli illeciti. Questo almeno sta scritto in una lunga nota diramata ieri a palazzo Trissino nella quale rendono esplicito il loro punto di vista il neo assessore Lunardi nonché il presidente della commissione territorio Marco Zocca di Fi. I due spiegano che dopo le comunicazioni «del Ministero dei beni culturali» il quale aveva confermato la esistenza di un vincolo paesaggistico sull'area dell'ex Cotorossi che obbligava il privato a dotarsi di alcune autorizzazioni speciali, il comune «ha effettuato una puntuale verifica, riscontrando in assenza di autorizzazione paesaggistica una serie di pratiche edilizie riguardanti varianti ai permessi di costruire relativi agli edifici privati, i quali risultano rilasciati con regolare autorizzazione paesaggistica».

IL J'ACCUSE
Ed è proprio l'ambiguità di questo passaggio che ha provocato la reazione di Asproso (Coalizione civica) il quale oltre a definire «per nulla chiaro l'intendimento dell'assessorato» ha pure chiesto a gran voce che gli uffici mettano nero su bianco una relazione tecnico-giuridica in cui una volta per tutte «venga palesato» lo stato della pratica. Si tratta di parole che pesano come pietre anche alla luce del fatto che durante lo svolgimento della commissione sia Zocca sia l'assessore, tranne qualche frase di circostanza, non hanno proferito parola, lasciando campo libero a Asproso che non solo ha infilzato la giunta: ma soprattutto ha messo sulla graticola l'excursus elaborato dagli uffici tecnici rappresentati in questo frangente dal direttore del settore urbanistica Riccardo D'Amato. Il silenzio di Zocca e Lombardi è stato reso ancora più plastico dal fatto che nessuno tra i membri della maggioranza di centrodestra sia venuto in soccorso sia dell'assessore sia degli uffici tecnici che per il caso Borgo Berga da anni sono al centro «di polemiche al vetriolo». 

I COMITATI
I comitati, presenti in saletta Chiesa, teatro della commissione di ieri, non hanno preso bene l'intervento di D'Amato. Tra risa silenziose e sguardi ironicamente rivolti verso il cielo, al termine dei lavori gli attivisti si sono dati appuntamento in corso Palladio appena fuori dal municipio: «L'amministrazione ha usato degli argomenti che sul piano tecnico-giuridico non sono valgono zero, ma sono pure ridicoli» spiegano gli stessi comitati tra i quali non mancavano i residenti di via Leoni i quali da molto tempo contestano la lottizzaizone all'ex Cotorossi.

Sulla quale peraltro non più tardi della fine di giugno si era abbattuta anche l'ira di alcuni tra deputati e senatori per una querelle infinita che per vero dura dai primi anni Duemila. Gli ambientalisti contestano però in radice le tesi del comune. Spiegano che nella procedura di sanatoria avviata in piazza Biade, sede del palazzo degli uffici, non si faccia il ben che minimo riferimento alla sostanza delle violazioni, ovvero alle opere edilizie realizzate grazie ad una Scia (una sigla che in gergo tecnico sta per «Segnalazione certificata di inizio attività»), del 12 dicembre 2016 «priva della relativa autorizzazione paesaggistica». Ed è per questo che i comitati si dicono pronti a dare battaglia. «Stiamo completando un dossier che renderemo pubblico alle brevissime - fanno sapere - non permetteremo che passino tesi tanto inconsistenti quanto improvvide per l'interesse collettivo».

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