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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

I senatori del M5S sul caso Borgo Berga: «La procura batta un colpo»

Un esposto presentato alla magistratura berica chiede una accelerazione delle indagini: «sono passati ormai cinque anni»

“Cara procura di Vicenza, datti una mossa con le indagini su Borgo Berga perché gli elementi che parlano a sfavore di quella lottizzazione sono così tanti che non possono essere dimenticati. E pure di il comune è bene che che sospenda i lavori perché su quei permessi ci sono troppe opacità”.

Almeno per le spicce suona più o meno così il monito indirizzato oggi a mezzodì da alcuni parlamentari e dalle associazioni che da anni segnalano una serie di irregolarità nell'ambito della realizzazione della cittadella giudiziaria di Borgo Berga nel capoluogo berico, una delle maxi-lottizzazioni più contestate nell'intero Veneto durante gli ultimi anni.

INCONTRO SOTTO IL TRIBUNALE
L'altro giorno, davanti al tribunale di Vicenza, c'erano due senatori del M5S: la rosatese Barbara Guidolin e il Padovano Giovanni Endrizzi. Con loro c'erano l'avvocato Matteo Ceruti del foro di Rovigo e l'architetto Carlo Costantini. I due sono i consulenti tecnico-legali che da anni assistono il M5S che in merito al caso dell'ex Cotorossi già nel 2014 avevano presentato un esposto alla magistartura. Esposto che unito a quelli presentati da altre associazioni (Legambiente, Italia Nostra, Civiltà del Verde e Comitato ocntro l'abusivismo edilizio) aveva dato il là ad un procedimento penale, condito da polemiche a non finire, che non è ancora approdato al processo. Più nel dettaglio Guidolin e Endrizzi, assistiti dai loro consulenti hanno presentato una integrazione all'esposto depositato cinque anni fa nella quale chiedono al procuratore Antonino Cappelleri, che è il titolare del fascicolo, di chiudere la partita delle indagini preliminari perché ormai sono tantissimi gli elementi per chiedere un rinvio a giudizio rispetto ad una serie di illeciti ambientali che sarebbero stati commessi dal lottizzante, ovvero la Sviluppo cotorossi spa. La quale peraltro da parte sua ha sempre respinto fermamente ogni accusa. L'esposto depositato oggi oltre alle firme di Guidolin ed Endrizzi vede quelle della senatrice di Mira Orietta Vanin di Mira (sempre del M5S) nonché quella del deputato bassanese Sara Cunial, già nei Cinque stelle e che oggi milita nel gruppo misto. Tra i firmatari c'è anche l'ex senatore del M5S, il trevigiano Enrico Cappelletti.


«Sono passati sei anni dall’avvio delle primissime indagini - fa sapere Endrizzi - il primo esposto è del 2013 e ad oggi non è stato ancora disposto alcun rinvio a giudizio. È ora che si chiudano le indagini ma anche si faccia chiarezza sulle motivazioni di tali ritardi che rischiano di portare alla prescrizione di alcuni reati ipotizzati. L’amministrazione comunale di Vicenza e la Regione Veneto hanno ignorato comitati, associazioni, esposti, il parere del Ministero dei beni culturali che ha ribadito il vincolo paesaggistico e persino l’Unesco ha rilevato come il complesso edilizio abbia causato danni significativi e importanti con un impatto devastante nel suo contesto locale - conclude Endrizzi - ora si deve chiudere questo capitolo». Per la Guidolin il registro non cambia: «Noi rimarremo vigili e continueremo a tenere nel dovuto conto le segnalazioni che ci giungono dai comitati. Penso che sia giusto che la procura batta un colpo».

PARLANO I CONSULENTI
Ma è stato Ceruti, uno dei maggiori esperti di diritto ambientale del Veneto, ad entrare nel dettaglio. Quanto alla lottizzazione di Borgo Berga «tutti i titoli edilizi rilasciati dal 2014 ed in particolare una denuncia di inizio attività rilasciata nel 2016 - sottolinea il legale - risultano privi di autorizzazione paesaggistica e dunque illegittimi. Va rimarcato peraltro che il vincolo paesaggistico che è stato ignorato dal Comune è stato invece riconosciuto dal ministero dei beni culturali. Per non parlare che questo orientamento, da noi sempre caldeggiato è stato avallato persino da un autorevole parere pro-veritate del vicepresidente emerito della Corte costituzionale vale a dire il professore Paolo Maddalena».

Poi un'altra considerazione: «Abbiamo fatto presente al procuratore di Vicenza Antonino Cappelleri» che a breve lascerà la procura berica per andare a dirigere quella della città del Santo, «tutti i pronunciamenti di autorevoli organi nazionali e internazionali quali Anac e Unesco che corroborano il nostro impianto circa la illegittimità della intera operazione che era stata vagliata dal comune di Vicenza». E che ne consegue? Per l'avvocato «Palazzo Trissino deve quindi ordinare al privato, ovvero Sviluppo cotorossi spa, una sospensione dei lavori in corso. Poi va aperto un procedimento per considerare se sia possibile una sanatoria paesaggistica, i cui presupposti però a nostro parere non sussistono affatto. Dobbiamo ricordare - puntualizza Ceruti - che nell'ambito dell'iter mancano alcuni passaggi fondamentali come l'assenza della Valutazione ambientale strategica, procedura amministrativa nota come Vas, fino alla assenza della Valutazione di incidenza ambiantale ossia la Vinca. E parliamo di una assenza sia in fase di variante al piano urbanistico sia in fase di rilascio dei titoli edilizi noti come permessi a costruire. Per noi questo è sorprendente anche perché in altre circostanze il comune di Vicenza è sempre puntuale nel chiedere il rispetto di tali procedure. Ebbene, tutti questi profili a nostro parere non sono stati adeguatamente valutati nelle competenti sedi giudiziali. Ed è proprio in ragione di tutto ciò che abbiamo deciso di portare all'attenzione del procuratore tutti questi elementi. Perché si arrivi alla fine del procedimento».

Tra le ipotesi di reato prese in considerazione da comitati, associazioni e sottoscrittori dell'esposto ci sono la lottizzazione abusiva e la costruzione di una serie di edifici senza i regolari permessi. «Qualora venga accertata la lottizzazione abusiva siamo di fronte ad un reato permanente» spiega invece l'architetto Costantini il quale sostiene come almeno in questo ambito non incomba il rischio di prescrizione. Un ragionamento simile può valere anche per eventuali illeciti relativi alla realizzazione degli edifici in assenza di autorizzazioni regolari poiché «i reati sarebbero tutt'ora in divenire» spiega ancora l'avvocato Ceruti seguendo il ragionamento iniziato da Costantini.

ESTREME CONSEGUENZE
E tuttavia su quali possano essere le conseguenze se arrivassero le sanzioni è lo stesso architetto a fare luce sull'argomento. «Se le responsabilità saranno accertate in sede processuale la legge prevede anche la demolizione degli stabili abusivi. Non importa se l'abuso sia un piccolo garage o un grande complesso residenziale commerciale e direzionale come quella di Borgo Berga. Se poi si parla invece di come possa essere contenuto il danno visto che questo grande progetto è ancora in fase di sviluppo, tale contenimento può venire dal fatto che non si proceda con la realizzazione dell'ultimo macro lotto di Borgo Berga, sono la bellezza di quattordici còndomini, che è previsto al di là del Bacchiglione. Si tratta di un intervento che è previsto senza che vi sia una valutazione di compatibilità idraulica. Il che non sta né in cielo e né in terra non solo perché la valutazione è obbligatoria, ma proprio perché ci troviamo ad un passo dal fiume».

«NESSUNA COMPENSAZIONE AL PRIVATO»
Costantini fa un'altra considerazione: «Uno stop alla realizzazione del macrolotto, il cosiddetto lotto E, non deve arrivare a fronte di una compensazione per il privato per costruire in un'altra area della città. Il motivo è presto detto. I vantaggi concessi al privato grazie alla variante con cui si è realizzata la cittadella di Borgo Berga, sono tali e tanti per cui quel lotto va cancellato senza alcuna contropartita, né fondiaria né economica né di altro tipo. Ancora le consulenze tecniche, ben due, disposte a indagini in corso dalla procura di Vicenza hanno confermato in maniera pressoché integrale il contenuto dei nostri esposti. E questo è un paradosso per cui non riusciamo a capire perché il procedimento non vada avanti». Parole cui si è aggiunta la stoccata finale di Enrizzi: «Da un punto di vista etico la demolizione sarebbe un segnale importante. Quando si abbatte un ecomostro o quando si abbatte la casa abusiva di un mafioso il principio è sempre lo stesso. Non vedo tanta differenza sul piano della percezione da parte del cittadino quando comunque il bene pubblico viene violato».

A margine dell'incontro hanno parlato anche Sandro Piermatteo, vicepresidente di Italia nostra Vicenza e Paolo Crestanello, portavoce del comitato vicentino contro gli abusi edilizi. Il primo si è soffermato molto sul concetto di paesaggio e sulla necessità che la tutela del patrimonio culturale di Vicenza debba essere considerata «un unicum» con quella dell'ambiente perché «sono due fattori inscindibili». Crestanello invece, che ha ricordato le battaglie di questi ultimi anni, ha mosso una raccomandazione al Comune: «Deve fare sue le conclusioni del ministero e deve accertare quale sanzione vada applicata nel caso di specie, proprio in relazione alla vicenda del vincolo paesaggistico ignorato». 


ASCOLTA LA AUDIO-INTERVISTA  ALLA SENATRICE BARBARA GUIDOLIN

ASCOLTA LA AUDIO-INTERVISTA AL SENATORE GIOVANNI ENDRIZZI

ASCOLTA LA AUDIO-INTERVISTA A SANDRO PIERMATTEO

ASCOLTA LA AUDIO INTERVISTA A PAOLO CRESTANELLO

 

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