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VIDEO | Fondo indennizzi, in arrivo le somme? I timori dei risparmiatori

Luigi Ugone, presidente della associazione «Noi che credevamo nella BpVi» parla delle incognite relative ai ristori che i cosiddetti azionisti azzerati dovrebbero percepire dallo Stato: ma sulla procedura aleggia l'incertezza anche perché il plafond presisto dalla norma potrebbe essere bersaglio, secondo lo stesso presidente. di appetiti inconfessabili

 

Luigi Ugone (presidente della associazione «Noi che credevamo nella Banca popolare di Vicenza ed in Veneto banca») è uno dei volti più noti in assoluto della protesta dopo il collasso delle ex popolari venete, da settimane, se non da mesi (non da solo per vero) distilla dubbi e perplessità sulle procedure operative che dovrebbero portare alcune decine di famiglie del Nordest a percepire i ristori che una legge dello Stato garantisce ai cosiddetti azionisti azzerati in forza delle disposizioni di legge contenute nel decreto 39 del 30 aprile 2019. Ai microfoni di Vicenzatoday.it però Ugone non nasconde il suo scetticismo sull’operato di certi «uffici romani» e prende di mira la Consap, la spa di proprietà del ministero dell’Economia che è stata incaricata di gestire l’iter degli stessi rimborsi. Sempre Ugone poi teme che la dotazione del fondo possa essere bersaglio di appetiti incofessabili.

LEGGI L’APPROFONDIMENTO COLLEGATO

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