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Video| Dakar 2021 il mito Franco Picco racconta la terza tappa

E' partito per ultimo ma "el Leon african" ha ripreso e sorpassato quasi metà dei concorrenti. Grande. Franco a 65 anni sta correndo la sua 29° avventura tra le dune, ieri 400 km di speciale nel più importante motorally del mondo

 

Quando i giochi si fanno duri i leoni ruggiscono e l’esperienza fa la sua parte!

Oggi (6 gennaio) nella quarta tappa il motociclista vicentino sferra una zampata e taglia il traguardo, dopo 300 km di speciale, primo degli italiani, 46esimo nella classifica generale delle moto.

Franco Picco casa e officina a Peschiera dei Muzzi (Sovizzo), una leggenda dei Rally Raid, è partito per la sua ventinovesima maratona nel deserto: la Dakar, che quest'anno si svolge in Arabia Saudita. Lui è un veterano della sabbia, la divora fin da giovanissimo, dagli anni '80, e quando non corre organizza escursioni in moto nel deserto. Non a caso, il suo soprannome è “l’Africano”.

A 65 anni, Franco si prepara a scrivere un’altra pagina di storia del motociclismo, è stato tra i primi piloti italiani ad innamorarsi delle gare di endurance estreme, due volte vincitore al Rally dei Faraoni, tre volte vincitore al Rally delle Piramidi, due volte secondo alla Parigi Dakar in Africa. 

Il sorriso a coprire le rughe, gli occhiali, la forza della volontà, al diavolo la carta d’identità, quando entra nella tuta di pelle, si siede sopra la sua moto e dà gas Franco non ha più età, è sempre il ragazzo che in cerca di emozioni è andato ad una delle prime edizioni della Dakar, quando la vita la si rischiava sul serio.   

Un pilota diventato ormai da tempo una della icone mondiali dei grandi rally africani, il cui nome è scritto dal 2015 nel prestigioso albo d’oro FIM Cross-Country Rally Legend, e che ora, con il solito spirito di avventura ritorna alla gara che lo ha visto debuttare nel 1985.

"Al tempo si correva con una bussola fissata al manubrio, con l’ago che vibrava tanto da dover guidare comunque a intuito, si dormiva quando si dormiva (ma sempre poco), si mangiava un rancio militare, ti immergevi in quella bolla mitica che viaggiava nel deserto in un alone di leggenda, con le notizie che arrivavano a casa dai collegamenti radio (poi dai telefoni satellitari) e le agenzie a tarda sera.

Adesso tutta la tecnologia consente di controllare e seguire le corse nel deserto in tempo reale, e questo garantisce una maggiore sicurezza. Sulla moto c’è un cockpit di navigazione che può fare invidia a un aereo, mentre alle prime Dakar si fissavano i foglietti del road book con una pinza sul traversino del manubrio o sul serbatoio; la versione arrotolata arrivò dopo."

Quest'anno l'impresa la affronta da solo, perché ha scelto di correre nella classe “Original Motul”, che non prevede assistenza.

Partecipa alla Dakar 2021 nella categoria moto senza assistenza, la più dura: "devi anche saper riparare il mezzo da solo. Io ho sempre lavorato nelle moto e con la meccanica me la cavo. L’organizzazione ti porta la cassa con i tuoi ricambi e le gomme e tu ti arrangi a fare tutto. È una questione di esperienza: devi sempre considerare che, dopo la fatica della tappa, dovrai dedicarti a pulire il filtro e, se va bene, fare tutte le manutenzioni ordinarie di giornata. Mi è capitato anche di dover smontare il motore per una rottura, ma ce l’ho quasi sempre fatta."

Franco Picco è in sella a una Husqvarna FR 450 Rally.

La corsa

Partenza il 2 gennaio. In totale saranno 12 le prove cronometrate, con una sola giornata di riposo in programma il 9 gennaio.
In totale i km da percorrere sono quasi 8000, dei quali quasi 5000 cronometrati e validi per la classifica. I partecipanti alla Dakar 2021 sono 555 comprese le 16 donne.

TERZA TAPPA

Grandissimo equilibrio in questo avvio di Dakar 2021 nella categoria riservata alle moto, con una classifica generale ancora abbastanza corta dopo tre tappe che consente ad almeno una dozzina di piloti la possibilità di sognare in grande. Quest’oggi, nella terza tappa da 403 km cronometrati con partenza e arrivo in quel di Wadi Ad-Dawasir, si è imposto l’australiano Toby Price davanti all’argentino Kevin Benavides e all’austriaco Matthias Walkner.

QUARTA TAPPA

Proprio nella tappa più lunga, dopo ben 813 chilometri Franco Picco ha ottenuto il suo miglior risultato chiudendo al 46esimo posto, un exploit che gli ha consentito di risalire in classifica generale fino al 55esimo posto. Oggi Picco si è tolto anche la soddisfazione di essere il migliore degli italiani in gara.
In questa quarta tappa Picco ha spinto alla grande la sua Husqvarna tra le dune del deserto, forse ricordando quando nelle prime edizioni della Parigi-Dakar lottava per il vertice dell’assoluta. Oltre a tenere il gas ‘spalancato’ per restare nei tempi, ha guidato da campione esperto qual è .

Domani, giovedì 7 gennaio, la quinta tappa della 43esima edizione della Dakar condurrà i suoi protagonisti da Riyadh a Al Qaisumah, percorrendo 661 chilometri di cui 456 di prova speciale. Una tappa da non sottovalutare, perché la quinta frazione è ricca d’insidie come le pietre sotto la sabbia e le dune molto ripide, ma siamo sicuri che il ‘nostro’ Franco darà fondo a tutte le sue risorse di esperto driver man, come del resto sta facendo sin dalla prima tappa.

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