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Caso vaccini: «Zaia mostri le carte»

Per l'affaire del ventilato acquisto sul mercato parallelo dei sieri per il Sars-Cov-2 il Pd incalza il governatore veneto al quale chiede di disvelare i documenti della trattativa in corso

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«Crediamo che gli accertamenti messi in campo dai Nas rispetto alla ipotesi di acquisto di vaccini sul mercato parallelo da parte della Regione Veneto siano un atto dovuto, anche perché c'è una denuncia della Regione Umbria e un esposto di AstraZeneca. Nel momento in cui continuano a spuntare intermediari che propongono un'ampia disponibilità di vaccini, talvolta addirittura a prezzi di mercato, mentre le case farmaceutiche sono in ritardo con le consegne, è evidente che ci sia qualcosa che non quadra». Anna Maria Bigon consigliere regionale veneto del Pd dai banchi della opposizione chiede lumi su una vicenda considerata un tema delicato.

Bigon che idea vi siete fatti della condotta di Zaia in questo frangente?
«Tutti vogliamo vaccinarci, perché sappiamo che è l'unico modo per tornare prima possibile alla normalità e lasciarci alle spalle la pandemia. Capiamo quindi che di fronte a proposte per milioni di dosi non si possa restare indifferenti. Tuttavia, considerati i segnali d'allerta lanciati sia dall'Unione europea che dalle aziende farmaceutiche, il governatore avrebbe dovuto tenere una condotta ben più prudenti, anziché innalzare il vessillo del salvatore della patria». 

Perché il governatore sembra non far chiarezza sulle offerte che sarebbero giunte all'amministrazione regionale? 
«Dovreste domandarlo a lui, che però vi rimanderà al direttore generale della sanità veneta, il dottore Luciano Flor, asserendo Zaia che non segue direttamente le trattative. Noi da giorni continuiamo a chiedere le carte. Ho presentato un accesso agli atti per avere una copia della corrispondenza tra Regione, Aifa e struttura commissariale per l'emergenza coronavirus presso palazzo Chigi, in merito alle offerte per la fornitura di vaccini, spero mi vengano date in fretta. Ieri, dopo le dichiarazioni di Pfizer la quale in qualità di produttrice confermava ancora una volta la esistenza dei soli canali ufficiali abbiamo invitato il presidente Zaia sporgere una denuncia in procura. In attesa che lo faccia, la magistratura umbra si è già mossa».

Come giudicate che una chiusura totale nella ipotesi di acquisto preconizzata da varie amministrazioni regionali fra cui pure quella emiliana abbia avuto il niet non solo dei produttori come Pfizer e Astrazeneca ma pure della presidente in persona della Commissione europea ossia la baronessa Ursula von der Leyen?
«Quella di von der Leyen è anzitutto una mossa a tutela della salute collettiva. La Commissione europea ha firmato contratti che prevedono rigide procedure sul percorso dei vaccini, dalle case produttrici fino al momento della somministrazione. Acquistando su un mercato parallelo non abbiamo certezze se quella sostanza è realmente il vaccino o se è stata conservata in modo adeguato. Rischiamo di rimetterci soldi e soprattutto salute Detto questo va incrementata la produzione e accelerati i processi di autorizzazione: su questo siamo in ritardo».

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