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Vicenza in Lega Pro, il racconto dei 9 anni dell'era Cassingena: la stagione 2007-2008

Quarta puntata della storia del declino della Nobile Provinciale fino all'ultima retrocessione in Lega pro. La stagione si apre con proclami senza fondamento, visto che la salvezza sarà agguantata alla penultima giornata. Morosini veste biancorosso per il primo anno

“Basta con le salvezze agguantate all’ultima giornata, basta con sofferenze come l’ultimo quarto d’ora di Crotone. È quanto si sono detti dirigenti, tecnico e giocatori già pochi minuti dopo i sorrisi per un traguardo tagliato però col fiatone e dopo un lungo brivido”…. Questo è quanto si leggeva sui giornali a campionato 2006/2007 appena concluso. Il presidente Sergio Cassingena annunciava che la squadra che sarebbe andati a costruire avrebbe puntato ai playoff, ma tutto ciò rimarrà una pia illusione. La stagione 2007/2008 parte con la conferma di Gregucci in panchina, l’addio di Nicola Baggio e la nomina a vice presidente di Tiziano Cunico. VAI ALLA STORIA COMPLETA

Sul mercato il Vicenza si muove compiendo una mezza rivoluzione: arrivano Serafini, Giubilato, Terranova, Sforzini, Marchesetti, Capone, Brivio, Masiello ma soprattutto il compianto Piermario Morosini che il 18 marzo 2008, proprio in biancorosso segnerà a Modena quella che purtroppo resterà la sua unica rete in carriera.

La coppa Italia, preludio al campionato, vede il Vicenza fuori al secondo turno: dopo aver battuto il Messina ai rigori, viene superato 2-0 dal Bari e chiude subito l’avventura. In campionato le cose non vanno tanto meglio: la prima vittoria arriva solo alla nona giornata (1-3 a Treviso) ma a Natale il Vicenza con soli 13 punti in classifica è all’ultimo posto, con sul groppone delle sonore scoppole come quelle rimediate ad Avellino (3-0) e Rimini (5-1).

La società decide di correre ai ripari, ma nel frattempo , il 4 dicembre 2007 Cassingena abbandona la nave (ufficialmente per motivi personali) e viene eletto presidente l’Avv Gianluigi Polato. Nella finestra di mercato di gennaio arrivano a dare man forte alla squadra, gli attaccanti Zampagna e Matteini, il centrocampista Bernardini e il portiere Fortin, più alcune figure di secondo piano come Passiglia, Minieri e Perrulli di cui però il Vicenza in futuro faticherà a sbarazzarsi. Matteini e Zampagna rispettivamente con 5 e 6 reti contribuiranno alla rimonta dei biancorossi che con 32 punti nel girone di ritorno (anche se con qualche altra imbarazzante umiliazione come il 5-1 esterno subito dalla Triestina) riusciranno a conservare la categoria, ottenendo la salvezza alla penultima giornata. Alla fine, alla faccia di tutti i proclami pre campionato, il Vicenza chiude al diciasettesimo posto con appena 10 vittorie, 15 pari e ben 17 sconfitte, 43 i gol fatti, 60 quelli subiti.

A fine stagione si ritira il grande bomber Stefan Schwoch, per lui 216 presenze e 74 goal con la maglia biancorossa, quarto marcatore assoluto di tutti i tempi, mentre Paolo Cristallini entra a far parte del CdA assumendo l'incarico di Amministratore Delegato all'Area Tecnica.


La “chicca” di questa stagione, però verrà alla luce solo qualche tempo dopo. Si scoprirà infatti che il Vicenza calcio, depauperando quella che era una vera e propria risorsa societaria, nel corso dell’anno ha ceduto il Centro Sportivo di Isola alla River srl, impegnandosi a pagare alla stessa River un affitto pari a 360 mila euro all’anno per usufruire di quelle strutture tecniche che una volta erano di sua proprietà. Un’operazione questa che oltre ad aumentare il debito della società, avrà un’incidenza particolare anche sulle condizioni di vendita della stessa, divenendo in definitiva uno dei punti chiave nelle trattative (fallite) di cessione delle quote di maggioranza…

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