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Venerdì, 19 Aprile 2024
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A un passo dalla resurrezione il Lane evita il Gòlgota

In altri momenti il pari di Pisa sarebbe stato tanta roba, ora serve a poco

Nella prima frazione di gioco il Vicenza illude ma poi incassa il solito gol in chiusura di tempo. La ripresa è una specie di tortura cinese e i biancorossi portano a casa il pareggio solo grazie ad un Super Nikita. Oltre al portiere, tra i positivi ci sono Diaw e tutta la linea mediana. Male Brosco, male Da Cruz, male Crecco e malissimo Bruscagin.

LE PAGELLE

CONTINI 8: buon intervento su Cohen al 41’. Al 51’ prodezza su Puskas. La sua uscita alla disperata del 66’ blinda il pareggio dei biancorossi. Un giallo per perdita di tempo, quando i nerazzurri sembrano sul punto di dilagare. Incolpevole sui gol è convincente in uscita ed evita un passivo che poteva essere ben più pesante. Questo sì sembra essere un capolavoro di Balzaretti.

CRECCO 5: la sua fascia è meno disastrosa di quella dall’altra parte. Ma anche su questo lato l’allenatore non riesce a cavare un ragno dal buco e i padroni di casa diventano presto dominatori incontrastati del gioco. Non commette errori evidenti ma la sua prova è improntata ad una mediocrità assoluta.

BROSCO 4: al 33’ si perde Caracciolo che per fortuna non ne approfitta. Al 43’ si ripete e fa Anche peggio: il suo tentativo di intercettare il traversone basso dalla destra sembra una clip di “oggi le comiche”. Il liscio costa al Lane una rete sanguinosa. E’ ancora lui a perdersi Puskas al 51’ affidando a Contini il ruolo di salvatore della patria. Un’ammonizione per gomitata su Lucca. All’85’ devia un pallone diretto nella porta berica, rischiando il più classico degli autogol: per fortuna la sfera sfila a lato. Prestazione sciagurata, che lascia intendere perché non si sia riusciti a piazzarlo sul mercato.

DE MAIO 5,5: al 66’ Puskas gli fa fare la figura della tartaruga con Speedy Gonzales. Solo la bravura del portierone ucraino/partenopeo evita al Vicenza di capitolare per la terza volta. Tra i difensori è il meno peggio e in qualche occasione fa anche valere la sua fisicità. Ma la difesa del Lane è una barca piena di falle e nemmeno l’esperienza del francese riesce ad evitarle di imbarcare acqua.

BRUSCAGIN 4-: sulla scorribanda di Mastinu sulla fascia lui si iscrive alla lista dei desaparecidi e tocca a Zonta tentare (inutilmente) di fare argine. Al 50’ è imbarazzante: si fa fumare da Cohen che per fortuna sbaglia la mira. Al 60’ in piena area cincischia col pallone e sciorina un assist facile facile per Caracciolo: 2-2. Dalla sua parte gli uomini della torre maramaldeggiano, senza trovare opposizione alcuna. E’ sopravvissuto a tutte le purghe degli ultimi due anni, come Ciro Di Marzio. Infatti lo chiamano l’Immortale…

BIKEL 6: becca u giallo per contenere le folate dei pisani: salterà la Spal. Da lui non puoi aspettarti il tocco di fino, però è ovunque e batte come un fabbro, impedendo che lì in mezzo gli uomini di D’Angelo prendano il controllo della situazione. Loro capiscono l’antifona e si riversano sulle fasce.

ZONTA 6,5: suo l’avvio dell’azione dello 0-1. E’ ancora un suo traversone calibrato che serve l’assist del raddoppio. Anche il biondo bassanese è uno che ha “gana” da vendere. Corre, imposta, fa interdizione e consuma le sue energie fino all’ultima stilla. Gara encomiabile, la sua.

(GIACOMELLI) 6: destro al volo senza pretese all’83’. Un paio di punizioni guadagnate. Pochi minuti per contribuire a tenere alto il Pisa.

CAVION 7: al 17’ trova la posizione giusta a bordo area e sul pallone vagante inventa una straordinaria botta di collo pieno che non lascia scampo a Nicolas. Come terzo davanti alla difesa assicura il contributo della sua esperienza e senso di posizione. Oltre al gol salva sulla linea al 73’ il pallone della vittoria pisana. Pare stia trovando il passo giusto.

(MEGGIORINI) n.g.: entra e non se ne accorge nessuno

RANOCCHIA 6: la sua ripartenza innesca lazione del secondo gol biancorosso. In generale crea molte preoccupazioni agli avversari giocando tra le linee, specie nel primo tempo. Poi, come gli capita spesso, cala vistosamente alla distanza. Forse deve crescere nella gestione delle sue energie, perché quando è stanco cancella geometrie e intuizioni.

DA CRUZ 4,5: brutta partita quella del capoverdiano. Il suo talento è cristallino, ma quando la tenzone si fa aspra vengono fuori tutti i suoi (noti) limiti di carattere. Contro il Pisa non solo non è determinante ma talora sembra lasciare i suoi con l’uomo in meno. Eppure, anche nel secondo tempo, qualche spazio per le ripartenze c’era…

(DALMONTE) n.g.: altro ectoplasma in campo. Gioca uno spezzone, è vero. Ma dove sono finite le giocate che hanno entusiasmato Vicenza?

DIAW 6,5: sull’invito di Zonta evidenzia il fiuto del gol che gli è proprio: al 22’ interviene a tempo e caccia in porta il piattone. Ammonizione evitabile. Al solito tanta buona volontà e tanto lavoro per creare spazio ai compagni. Più passa il tempo e più è evidente che non può fare la prima punta. Ma nel Lane di questi tempi è difficile garantire ad ognuno la sua comfort zone. Così resta solo l’apprezzamento per il gol e per l’impegno.

 (TEODORCZYK) n.g.: è presto per dare un giudizio definitivo sul polacco. Ma all’Arena Garibaldi il giocatore che si è visto aveva la stessa velocità di base di papa Voytila durante le passeggiate a Castel Gandolfo…

Mister BROCCHI 5: in altri tempi il pari esterno in casa di una corazzata del campionato sarebbe valso una medaglia sul petto e un voto più alto in pagella. Ma di questi tempi (e partendo dallo 0-2) questo risultato non cambia granchè. Per arrivare in zona play out occorrerà fare (più o meno) 2 punti a partita nei prossimi 15 turni. Ma la squadra ha dei limiti tecnici evidentissimi e nei momenti decisivi manca del dente avvelenato che è arma indispensabile delle provinciali. E allora qui bisogna capirsi. Al di là delle scelte tattiche, sempre discutibili, occorre fare chiarezza su un punto: la società ritiene il tecnico all’altezza della situazione? Se la risposta è no, urge una decisione immediata. Senza aspettare il risultato con la Spal. Se invece la risposta è sì, lo si dica apertamente ai tifosi: vada come vada non si cambia, indipendentemente dai punti in classifica. A Pisa, francamente, la panchina ha inciso poco sul risultato. Se la retroguardia è un’armata Brancaleone (42 gol subiti in 23 match, cioè circa 2 gol a partita) non è certo tutta colpa del mister, ma soprattutto di chi gli ha confezionato il pacco. Magallini/Di Carlo in primis. Vallone/Balzaretti in secundis. Brocchi si prenda dunque le sue responsabilità per questo ignominioso penultimo posto, ma non facciamone il comodo capro espiatorio.

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