Vicenza-Gubbio: Mezzo passo falso per il Lane

Con il Gubbio, primo tempo regalato e ripresa un po’ migliore ma non abbastanza per raggiungere la vittoria. Tutta la squadra gioca sottotono, si salvano (appena appena) solo Barlocco, Cappelletti e Arma. Si fa sotto la Regia che approfitta del pareggio biancorosso e di quello del Carpi

LE PAGELLINE

GRANDI 6: poco da fare sul gol di Tavernelli, la cui traiettoria batte sulla base del palo e rientra in campo. Per il resto qualche uscita efficace e poco più

BARLOCCO 6,5: il migliore nello scialbo primo tempo, con alcune iniziative messe al centro e un tentativo di tiro rimpallato. Nella ripresa solo ordinaria amministrazione e il nome finito nel taccuino dell’arbitro.

CAPPELLETTI 6+: nonostante la dura zuccata con Gomez, riesce tutto sommato a tenere bene il campo. Suo l’ultimo tentativo del Lane con un tiro fuori misura al 92’. Voto di stima, comunque, anche perché incappa in un cartellino.

PADELLA 6: prova opaca, durante la quale sente di non essere al meglio e si innervosisce troppo. Da salvare una buona copertura al minuto su Tavernelli al 67’. Ci ha abituati a molto meglio. Rimedia un’ammonizione inutile.

BRUSCAGIN 5: il meno convincente della difesa. E’ vero che dalla sua parte agisce il temuto Filippini, ma sul taccuino non resta nulla di buono per il cronista. Corsia inefficace, la sua.

TRONCO 5-: l’allenatore puntava molto su di lui dopo l’ottima prova della settimana scorsa. Ma alla fine risulta non pervenuto. Mimmo capisce presto l’antifona e lo manda sotto la doccia dopo i primi 45’. Peccato.

CINELLI 5: nonostante le migliori intenzioni, finisce stritolato nella gabbia di centrocampo del Gubbio e non gli riesce mai un acuto. Si fa ammonire già al 19’ (gli costerà la trasferta di Pesaro) e questo la dice lunga sul suo stato d’animo.

RIGONI 5-: prestazione incolore e senza personalità. Forse non sta nemmeno benissimo fisicamente, visto che il tecnico lo fa accomodare in panchina già al 57’. Partita al rallentatore da comprimario e non da leader.

VANDEPUTTE 5: prima frazione di gioco senza costrutto, nella quale sbatte sempre contro il muro del Lupo. Qualche segnale di risvegli alla ripresa del gioco, ma poi torna a nascondersi nella confusione generale.

GUERRA 5-: anche per lui una gara che non rassomiglia nemmeno lontanamente a quella col Rimini. Vuoto pneumatico nella prima parte di gara. Una buona girata al 57’ ma troppo centrale. Poco, decisamente, per ambire alla sufficienza.

MAROTTA 5+: l’Artigliere ha le polveri bagnate e invece delle cannonate sciorina qualche petardo innocuo. Prova a compensare con la grinta e la volontà, ma per andare in gol serve ben altro. Certo i compagni oggi lo aiutano poco… Per lui anche un giallo, evitabile.

NALINI 6: tanta attesa per il neo acquisto. Il mister lo manda in campo per un tempo e l’ex Crotone, appena aggregato alla squadra, fa vedere qualcosa di buono. Un suo traversone (sbagliato) coglie la parte superiore del montante all’84’. Ce n’è abbastanza per un cauto ottimismo.

ARMA 6: entra in campo quando la squadra è impegnata in un generoso quanto ingarbugliato tentativo di assedio. Che a dir la verità produce poco o niente. Il suo tiro parato da Ravaglia al 71’ è quanto di più somigliante si possa trovare ad un’occasione gol.

ZARPELLON 5,5: chiamato a sostituire uno spento Vandeputte fa rimpiangere il compagno belga. Il ragazzo ha un grande talento ma deve sviluppare la cosiddetta virilità, altrimenti il calcio che conta non se ne accorgerà…

ZONTA 6-: fa la sua comparsa sul terreno di gioco per mettere a disposizione corsa e geometrie. Purtroppo, nella mezzora che ha a disposizione non emergono né l’una né le altre. Non è solo colpa sua, a quel punto il Vicenza sta giocando solo col cuore ma orfano della testa.

SARANITI 6-: è l’ultimo disperato tentativo di modificare il copione usando i traversoni alla ricerca della spizzata vincente. Che non arriva. Solo un colpo di testa all’89’ con facile parata del portiere.

MISTER DI CARLO 5/6: stavolta anche SuperMimmo ci mette il suo. Il primo tempo della squadra è completamente regalato agli ospiti, che vanno vicinissimi al vantaggio alla riapertura delle ostilità con il legno piazzato a freddo. Di lì in poi i biancorossi guadagnano un po’ di campo, costringendo gli umbri a fare un po’ di barricate. Ma il maggior possesso palla è come la montagna che partorisce il topolino. Possiamo girare la frittata come vogliamo ma quelli di oggi sono due punti persi. Pesanti. Guardate come avrebbe potuto essere la classifica con un successo al Menti, considerando che domenica Carpi e Reggiana avranno lo scontro diretto. Bisognerà rifarsi subito a Pesaro…

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