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Vicenza-Bassano tra l'asta deserta e il cupo finale

Le riflessioni di Alberto Belloni dopo la mattinata a Borgo Berga e verso l'ultima partita di regular season al Menti

(ce l’hanno assicurato gli esperti di calcio) si tratta di squadra composta da signori giocatori. Roba da leccarsi i baffi in serie C e allestirci una bella formazione financo nella Cadetteria. Peccato che quando Vignoni è andato a fare i conti sui Fenomeni della rosa abbia stabilito che gli atleti di proprietà biancorossa, tutti assieme, valgono appena 1.240.000 euro (Bianchi, Fortunato, Giacomelli, Magri, Romizi, Tassi, Valentini, Viola e Anzolin). Poco più del valore dei soli Gliozzi e Capello del Padova, tanto per capirci.

Gli altri, o sono in prestito oppure troppo vecchi per una stima, come Ferrari o De Giorgio). E che, tutti assieme, hanno raccolto sin qui la miseria di 34 punti, appena sopra la soglia di sopravvivenza, riuscendo a stomacare una tifoseria come quella eroica, che il suo amore non l’ha dimostrato con cinghie e martelli ma versando di tasca propria 300.000 euro nelle casse sociali per aiutare l’esercizio provvisorio.

Il Vicenza è un vecchio transatlantico che si sta inabissando nonostante il “maydai” lanciato a più riprese. Una bagnarola che non vale più nulla. E in questo senso stride ancora di più il ricordo di quanto successo meno di un anno fa.

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