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Vicenza-Bassano tra l'asta deserta e il cupo finale

Le riflessioni di Alberto Belloni dopo la mattinata a Borgo Berga e verso l'ultima partita di regular season al Menti

E la montagna partorì il topolino. Anzi, vista l’asta deserta in Tribunale, la montagna non partorì proprio nulla. Questo Vicenza, con un piede e mezzo in Quarta Serie, non alletta nessuno. Meglio lasciarlo affondare e comperarne il cadavere, si è pensato. E a chi non si rassegna a vedere la Nobile Provinciale che precipita nel calcio dei derelitti, resta solo la speranza di un finale di campionato diviso tra Bassano, Albinoleffe e le due gare di play out.

Ma cambierebbe davvero qualcosa una salvezza acciuffata all’ultimo secondo? Anche no. Perché se uno non ha depositato la busta a un milione e mezzo di euro, dite che lo farà con lo sconto del 10% concesso secondo normativa dal giudice? Tutto l’ipotetico interesse per il Lane, sbandierato pure da noi giornalisti con rivelazioni clamorose su ghiotti interessi e cordate in formazione (francesi, spagnoli, samorini, sanfilippini, pasqualini maraggià, giocolieri, nani e ballerine) si è dissolto in bolle di sapone in una mattina di fine aprile 2018.

Il Vicenza non lo vuole nessuno, signori miei… Ed è un peccato, perché

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