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Triestina-Vicenza: l'analisi di Alberto Belloni

Sarà una trasferta dura, con il cuore ancora in amarezza per la morte di un altro giovane giocatore, Astori. Un nome che si aggiunge al lungo elenco di atleti, italiani e non, morti in attività per problemi cardiaci

Lo sapevamo tutti, ma adesso l’iter per l’assegnazione dei 4 punti di penalizzazione è partito. Poco male, perché tutti facevamo i calcoli su un Lane a 26 punti,. Come ho sempre sostenuto (in aperta ancorché simpatica polemica con Moreno Zocchi) continuo a predicare l’obbligo di guardare alla parte bassa della classifica, impegnando ogni energia per evitare il doppio gradino scomodo che porterà alla disputa dei play out.

Ce la può fare, il Vicenza.

Intanto perché ci sono squadre che sembrerebbero (il condizionale è d’obbligo) meno attrezzate dei biancorossi in termini qualitativi e poi perché la formazione di Zanini ha oggi almeno due, in qualche caso 3 partite in meno rispetto agli avversari. Il pericolo è che queste note positive possano far credere a qualcuno che sarà una passeggiata.

Ci sono ricordi abbastanza freschi di campionati nei quali ci si sentiva già salvi e questa idea ha alla fine portato la squadra ad una rilassatezza e tranquillità risultate fatali. Il Lane può giocarsela con chiunque (in fondo nel post fallimento ha alzato bandiera bianca solo contro Padova e Reggiana, rispettivamente prima e quarta in graduatoria) ma rischia contro tutti, soprattutto se dovesse smarrire la “vis pugnandi” dimostrata nel momento di difficoltà.

La trasferta di Trieste sarà lo specchio di questo momento psicologico. I giuliani stanno facendo un discreto campionato ma non possono certo essere definiti una corazzata. Il loro pubblico negli ultimi anni si è un pochino disamorato dei suoi ma il Nereo Rocco è stadio che tradizionalmente regala pochi sorrisi ai supporter della Nobile. Sarà una trasferta dura, con il cuore ancora in amarezza per la morte di un altro giovane giocatore, Astori. Un nome che si aggiunge al lungo elenco di atleti, italiani e non, morti in attività per problemi cardiaci. Il minuto di raccoglimento che anticiperà le partite sarà un saluto per il difensore della Fiorentina ma a noi vicentini non potrà non rammentare Mario Morosini, che dai nostri cuori non è mai volato via.

Ciao Davide e ciao Moro.

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