Sudtirol-Lr Vicenza, 0-1: E il gatto si pappa anche i wurstel

Vicenza sempre più cannibale dopo aver sofferto per un tempo

Il Sudtirol parte a razzo e mette immediatamente alle corde il Vicenza che nel primo tempo ci capisce poco o nulla. Solo un Grandi in versione Batman riesce a tenere inchiodato il risultato sullo 0-0. Nella ripresa, però, gli altoatesini pagano lo sforzo e il Lane cresce. La partita cambia così copione e il gol di Pontisso non arriva per caso. Di Carlo aggiunge un altro tassello alla sua serie positiva e i biancorossi restano in Paradiso con 4 punti di vantaggio sul Carpi, unica formazione di vertice che ha tenuto il passo.

LE PAGELLINE

GRANDI 9: monumentale. Nella mezza partita dominata dai padroni di casa ha compiuto almeno quattro interventi salva risultato: al 3’ su Morosini, al 24’ su Ierardi (con bis un minuto dopo) e al 43’ su Casiraghi. Ma non sono state queste le uniche prodezze dell’estremo difensore berico… Se la squadra può rinserrare le fila ed inseguire di lì in poi il risultato gran parte del merito va al suo portiere.

BRUSCAGIN 6+: parte male, commettendo almeno un paio di errori grossolani che avrebbero potuto determinare la catastrofe, come al 29’. Si becca anche un pesante cartellino giallo, specchio della grande difficoltà che vive in campo. Per fortuna, non appena i tirolesi vanno in apnea, lui ritrova fiducia e sicurezza. .

CAPPELLETTI 6: anche per lui un primo tempo ai limiti del disastroso iniziato culminato al 37’ e al 39 con due erroracci molto pericolosi. Perde quasi tutti i duelli arei, complice anche la stazza fisica degli avversari. Nel secondo tempo si rivede il solito mastino e persino qualche timida scorribanda in avanti.

PADELLA 6: subito al 1’ minuto salva di testa. Al 7’ contrasta duramente Turchetta in area suscitando le proteste dei locali, ma l’impressione è che abbia ragione l’arbitro a sorvolare. La pressione dei bolzanini però è così intensa che tutto il reparto centrale soffre vistosamente. Forse persino troppo, nonostante l’exploit di Turchetta, Ierardi & C. Nella ripresa ha vita più facile, come tutti…

BARLOCCO 6+: nel mio taccuino restano pochissime note che lo riguardano. Segno che ha sbagliato poco ma anche che è rimasto abbastanza in ombra (fatta eccezione per un cross al 22’), anche nella ripresa quando il Lane ha avuto in mano il pallino del gioco e sulle fasce c’era più spazio per far male.

RIGONI 5,5: il più deludente della giornata, anche se ha dalla sua la giustificazione di uno stato di salute precario fin dai primi minuti. L’abbiamo visto più volte segnalare di non essere al 100% ma intanto il centrocampo tirolese gli sfrecciava accanto come il Freccia Rossa davanti alla stazione di Lerino. Lui sentiva l’impossibilità di opporsi e ha provato coi falli tattici. Col risultato di beccarsi l’ammonizione.

PONTISSO 8: ecco the man of the match. E non solo per il missile radente l’erba con cui ha sigillato il successo esterno ma per la personalità con cui ha preso in mano i compagni, diventando subito il migliore caccia palloni e distributore di fosforo. Che iniezione di vitalità in una squadra che sin lì aveva solo subìto…

CINELLI 6,5: nel primo tempo c’è poco da fare contro lo strapotere fisico degli uomini di Vecchi. Lui ci prova, con buona volontà, come sul colpo di testa al 23’. Ma il Vicenza è alla deriva… Non appena il Sudtirol smette i panni della Marvel gli riesce di cucire meglio la manovra e il copione in campo inizia a mutare.

VANDEPUTTE 5,5: il giovane talento belga non è nella sua giornata migliore e lo si capisce in fretta. Forse non sta nemmeno benissimo. Certo è che, abituati ad un giocatore che fa la differenza, contro il SudTirol trova raramente gli spunti del suo repertorio. Salva la prestazione al 68’ quando si inventa l’assist decisivo per lo 0-1. E mica è poco…

ZARPELLON 6+: il giovane trequartista lascia il segno sulla partita con gli ultimi minuti giocati con grinta ed intelligenza, durante i quali costringe gli avversari fermarlo con le cattive. E l’orologio corre…

GIACOMELLI 6+: è forse l’unico che nella prima parte di gara, quando i bolzanini fanno il bello e cattivo tempo, prova (ma senza troppo successo) a contrastarli in velocità. Meglio dopo il rientro dagli spogliatoi, soprattutto prima del gol decisivo, quando sono le sue accelerazioni a mettere in crisi i giganti di casa.

TRONCO n.g.: una manciata di minuti, giusto per far scorrere il tempo verso il fischio finale. Un po’ di gloria anche per lui, bomber di Coppa.

ARMA 5: stavolta la generosità non basta a salvare la prestazione. Gli manca troppe volte quella cattiveria sportiva che serve nelle partite all’arma (absit iniuria verbis!) come quella del Druso. Si impegna, è fuor di dubbio, ma non dà nessuna preoccupazione a Cucchietti, anche se due volte (55’ e 63’) ne avrebbe la possibilità.

MAROTTA 6: ringhia per tutta la gara come un leone in gabbia. O come un Artigliere cui non portano le munizioni. Ci prova al 18’ e al 74’ senza esito. E quando non riesce a metterla dentro Barbagol sente di non aver accontentato i suoi tifosi. Che al 94’ però lo applaudono lo stesso con convinzione.

GUERRA n.g.: una presenza buona per il tabellino personale e per dire che c’è anche lui, dentro questo miracolo del Lane.

Mister DI CARLO 7: si era sgolato in settimana chiedendo ai suoi di non partire sottotono, lasciando l’iniziativa ai padroni di casa. Niente da fare. Non si capisce bene se per merito della furia agonistica del SudTirol o della timidezza del Vicenza, succede proprio questo. E nei primi 45’ c’è una sola squadra in campo. La spinta dei locali è così potente che si capisce come la Sambenedettese sia andata sotto di tre gol in 20 minuti, poco tempo fa. Il suo Vicenza si aggrappa al portiere per far passare lo tsunami. Negli spogliatoi Mimmo appende qualcuno all’attaccapanni e decide un cambio vincente. Il suo Lane torna cannibale e gli avversari spariscono, traditi dalla loro stessa generosità. Piedi per terra, per favore. Ma guardare le altre da lassù è una cosa della quale non avevamo più memoria…

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