Il Lane impone ancora una volta la sua legge

Il Rimini dell’ex Colella travolto nel primo tempo dalla caratura di un Lane sempre più capolista. Tra i migliori del Vicenza, oltre alla solita coppia centrale: Pontisso, Guerra, Barlocco, Tronco e Rigoni

LE PAGELLE

GRANDI 6,5: nel primo tempo fa da spettatore. Nella ripresa il Lane cala di intensità e anche per lui c’è un po’ di lavoro da sbrigare, come al 53’, al 65’ e al 66’, quando il Rimini butta in campo tutte le sue energie per non uscire del tutto umiliato. Niente da fare sul gol romagnolo, dove è la superdifesa berica a dormire.

BRUSCAGIN 6/7: in difesa gli esterni biancorossi fanno bene, soprattutto nella prima frazione di gioco. Tra i due, però, l’ex veneziano è quello meno preciso nei traversoni. Il suo apporto dinamico è comunque rilevante, così come la copertura sulle (timide) folate dei padroni di casa.

PADELLA 7: per capire perché i nostri siano la miglior difesa della galassia, andare alla pagina dell’ex capitano dell’Ascoli. Un acquisto formidabile che si traduce in strapotere fisico, tempismo perfetto e dominio sulle palle aeree. De Vito & company ci provano, ma i risultati sono frustranti. Mezzo punto in meno perché sulla dormita del 3-1 c’era anche il suo ronfare.

CAPPELLETTI 7: che coppia, ragazzi. Ringhia il giusto, senza esagerare e non ha paura di andare negli spazi quando il copione di gara lo suggerisce. In caso di calci da fermo in area avversaria la sua presenza è inquietante per l’altrui difesa. Da ricordare, fra tante buone cose, un gran salvataggio al 20’. Paga dazio anche lui sul gol di Letizia.

BARLOCCO 7+: l’1/2/3 del Vicenza è anche frutto di una partita sua di grande sostanza sulla fascia di competenza, sulla quale affetta spesso e volentieri la truppa di Colella. Il gol del raddoppio, favorito dalla papera di Meli, arriva su una sua sberla da lontano

TRONCO 7+: un esempio da manuale su come una seconda scelta dovrebbe sfruttare le opportunità concesse dal mister. Di Carlo lo chiama a coprire la fascia sinistra e l’Alberto interpreta il ruolo in modo convincente, sia in termini di quantità che di qualità. Promosso anche dal punto di vista dinamico per il grande dispendio di energie. Prova anche a far male ai locali, come al 28’ e al 73’.

RIGONI 7+: torna in squadra e getta sul piatto della bilancia tutta la sua sagacia tattica e la tranquillità nei disimpegni garantita da tante stagioni ai massimi livelli. Quando un compagno si trova in difficoltà sa sempre di poter trovare il biondo al posto giusto per il passaggio di scarico. Fondamentale.

PONTISSO 7,5: altra partita da protagonista capace sempre di stupire per la naturalezza con cui, a soli 22 anni, sa interpretare un ruolo difficile come quello de costruttore di gioco. E’ suo l’assist col metronomo per il gol annullato nel primo tempo. Prova a colpire anche al 29’, al 45’ e al 55’. Praticamente non sbaglia nulla.

VANDEPUTTE 7: finalmente una partita davvero ispirata dopo un paio di prove non del tutto convincenti. Sulla corsia di sinistra, specie nella parte iniziale di gara, fa il bello e cattivo tempo come un folletto inarrestabile. Ci sta anche qualche errore strada facendo, come al 23’ e al 49’, ma la prestazione c’è.

GUERRA 7,5: ecco un altro che incappa in qualche sbavatura, vedi errori di misura al 6’ e al 40’, che si collocano però all’interno di una prova convincente, impreziosita da una doppietta. Pare che si rinnovi il copione dello scorso anno: Simone tarda a svegliarsi ma quando esce dal letargo il suo campionato entra nei binari di quando fu capocannoniere del Salò.

MAROTTA 6,5: c’è un caso Marotta? Certamente no, perché il bomber rimane una mina vagante per gli avversari e un compagno di battaglia per i suoi. Gli manca però il gol, che è il suo nutrimento naturale, tanto da farlo star male. Così lo si vede ringhiare, affondare, cercare il gol rabbiosamente. Va al tiro al 37’, prova la rovesciata prima al 38’ e poi (splendidamente) al 48’ e viene anticipato d’un soffio sull’imbucata al 79’. Da applausi, ma il centro non arriva…

ZARPELLON 5,5: tra gli entrati in corsa è l’unico che merita un discorso a parte. Entra in un momento in cui il Rimini prova a spingere e lascia spazi. Sarebbe un piatto appetitoso per un elemento veloce e tecnico come lui. Ma l’approccio alla gara di Leo è molle e distratto. Perde molte palle e non riesce mai ad infilarsi nel corridoio giusto. Un passo indietro…

SARANITI, ARMA, SCOPPA, ARMA, ZONTA s.v.: ognuno per la sua parte contribuisce al successo esterno della squadra. Confermando che la forza del Lane odierno sta anche nella capacità dei cosiddetti panchiunari di entrare subito in partita.

Mister DI CARLO 8: che diavolo volete dire di uno che vince praticamente sempre? Mimmo è protagonista di un filotto magico che ne esalta le doti di tecnico e di stratega. Quel che colpisce, soprattutto, è la bravura con cui ha plasmato lo spirito di gruppo, creando uno zoccolo duro in campo senza tuttavia perdere per strada nessuno dei cosiddetti rincalzi. A Rimini ha buttato nella mischia Tronco, ha rilanciato Guerra e ha restituito il suo carisma a Rigoni. I giocatori lo seguono come il Pifferaio di Hamelin… E il Vicenza vola!

Mister COLELLA s.v.: fatemi spendere alcune righe per l’allenatore ospite (ormai dimissionario o dimissionato). Nel calcio come nella vita c’è una regola crudele: chi sta in alto è un genio, chi giace in basso un somaro. Ho letto ieri alcuni post livorosi da parte dei soliti fenomeni che a Vicenza non lo amavano. Anche a Rimini in tanti hanno scambiato la sua brusca sincerità per fastidiosa arroganza. Succede. Ma, come dice Shakespeare, a questo punto, dopo il fallimento clamoroso dell’esperienza in terra romagnola, sono qui per seppellire Giovanni, non per lodarlo. Oggi lasciamo che ridano i fenomeni. Domani, chissà, riderà lui… Resta comunque l’affetto che qui da noi è rimasto nel cuore di quei (molti) tifosi che gli hanno mandato saluti affettuosi. Che valgono molto di più quando il destinatario è nella polvere e non sull’altare.

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