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LR Vicenza, sullo stretto: sprofondo biancorosso

Il Lane concede due gol in 6 minuti alla Reggina e poi recita da semplice comparsa, subendo la terza rete nel secondo tempo e sbagliando un rigore con Giacomelli. Nelle pagelle nessun biancorosso si salva dalla bocciatura

LE PAGELLE

GRANDI 5,5: a fine primo tempo facile intervento sulla punizione di Bellomo. Non ha grandi responsabilità sui tre gol, ma forse poteva fare qualcosa di più sul primo e sul terzo. Non è comunque sul banco dei principali imputati per la debacle biancorossa.

BERUATTO 5,5: ci prova al 33’ ma il tiro è deviato. Ci riprova al 40’ ma la traiettoria va a fil di palo. Conferma di aver smarrito ultimamente la buona verve di qualche settimana fa. Prova a far male ma ha le polveri bagnate.

(BARLOCCO) n.g.: solo un quarto d’ora, a partita già largamente archiviata.

PADELLA 5+: perde Edera sul raddoppio granata. Buon colpo di testa al 78’ su cross di Giacomelli ma il portiere para. Quando la squadra becca tre schiaffoni, la difesa non può chiamarsi fuori.

VALENTINI 5-: al 3’ fa autogol con una sfortunata deviazione di coscia. Al 41’ giallo per gioco falloso. Vale anche per lui quanto annotato sul suo compagno di reparto. Rendimento in flessione.

BRUSCAGIN 4,5: è stato in campo ma nessuno se n’è accorto. Complice nelle amnesie difensive del reparto e mai presente nella fase di spinta sulla fascia.

RIGONI 5: al 40’ ha sul piede una mezza occasione ma consente il salvataggio di un avversario. Al 57’ si suicida perdendo un pallone al limite dell’area e offrendo a Denis un regalo che l’attaccante non sbaglia. Quando non c’p si sente. Ma oggi che c’era il suo contributo è stato insufficiente.

(PONTISSO) n.g.: ci si accorge del suo ingresso in campo solo al 92 nel cuore della mischia ma inventa qualche pallone quando ferma irregolarmente un avversario.

AGAZZI 4,5: forse il peggiore del centrocampo. Non riesce a mettersi in luce né in fase di tamponamento né come costruzione delle ripartenze. Anche per l’ex Livorno un bel passo all’indietro.

DA RIVA  5,5: nella zona nevralgica del gioco è quello che fa meno peggio. Risulta leggerino nel cuore della mischia ma inventa qualche pallone giusto. Quando esce il Vicenza non migliora.

(MANCINI) n.g.: appena entrato prova un paio di volte a creare scompiglio nell’area calabrese: è uno dei pochi momenti in cui l’attacco berico si fa vedere. Bisogna insistere su di lui, magari quando potrà avere Meggio vicino.

VANDEPUTTE 4: perde a centrocampo un sanguinoso pallone che innesca l’azione del 2-0. Per il resto è un film già visto. Si muove con un certo impegno ma la qualità (eppure ne ha da vendere) non si vede proprio mai. La delusione continua…

NALINI 5: dopo un primo tempo di più ombre che luci, il mister lo fa restare negli spogliatoi. Mossa poco comprensibile perché non era stato centro il peggiore dei suoi… Infortunio?

(GIACOMELLI) 5: al 75’ avrebbe l’occasione del gol della bandiera dagli 11 metri, ma il suo tiro è prevedibile e infatti Nicolas lo para. All’88’ cerca una parabola da lontano ma non sorprende l’estremo difensore. Gli si chiedeva di fare superiorità numerica sulla trequarti campo ma è una pia illusione.

GORI 5+: al 25’ spara alto un interessante assist di Rigoni. Poi ci mette un certo impegno, ma sul taccuino restano solo velleità: fatti concreti zero.

(LONGO) n.g.: mezz'ora per convincere tutti che non è così scarso come evidenziato dall’intera stagione. Missione fallita anche stavolta. E’ vero che gli tocca lo spezzone di una gara già compromessa, ma il tempo per dimostrare qualcosa è già ampiamente scaduto.

Mister DI CARLO 5: nel primo tempo la sua squadra è disattente e svogliata. Ad inizio ripresa cambia modulo e passa a due punte, ma senza risultati evidenti. Chi è stato all’allenamento di venerdi parla di un gruppo in palla e motivato. Al Granillo è invece arrivata un’armata Brancaleone senza idee né gamba. E’ l’allenatore a non essere stato in grado di conservare questa motivazione oppure i giocatori ad aver smarrito in 48 tutta la vis pugnandi? Confermo che a mio avviso Mimmo non si tocca, tuttavia il timoniere non può più esimersi da una valutazione lucida e impietosa sul suo materiale umano. Quella in Calabria e una vera e propria Waterloo che fa il bis con il tracollo di Ascoli.

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