Un Lane solo al comando

Biancorossi pronti al colpo ma non schiavi del mercato

"Basta mercatini di Natale, ridateci il calcio!" è sbottato un tifoso sugli spalti veronesi, durante l'amichevole di domenica. 

Ecco il clima da sindrome di astinenza che si respira in giro in questi giorni di attesa per il metadone quotidiano che arriverà domenica in quel di Fermo. In attesa del clima partita, non ci restano che due possibilità. Potremmo sbizzarrirci nel più classico esercizio masturbatorio attorno alle ipotesi di mercato maggiormente reboanti. Attività che, al contrario del celeberrimo Onan, ci stimola assai poco.

Oppure cercare di interpretare i piccoli segnali arrivati dopo l'adunata postvacanziera, per tentare di evidenziare qualche dato generale di una certa attendibilità. E allora, cosa enucleare da questo inizio di gennaio? Prima cosa: il Vicenza non comprerà tanto per fare. Qualche soldino da spendere RR l'ha messo a disposizione di Magalini ma si sa che il patron (nonostante la soddisfazione di essere finito su Forbes) i suoi quattrini non ama scialarli alla pene di segugio. Seconda: la squadra, così com'è, ha dominato il girone d'andata finendo solitaria in testa alla classifica come Coppi sul Gavia.Sono casomai gli altri a dover per forza rinforzare organici che non si sono dimostrati altrettanto competititivi rispetto ai biancorossi.

Terza: alla luce di quanto appena detto, il Lane farà uno sforzo di mercato solo per giocatori in grado di far fare alla squadra un sicuro salto qualitativo. Altrimenti meglio continuare così. Quarta: il DS e il mister stanno guardandosi comunque attorno per non lasciare niente di intentato. La loro ottica, muove da una valutazione che non è tanto (o non solo) tecnica, ma soprattutto umana. La forza del team è stata sin qui quella di un gruppo coeso, nel quale anche chi gioca meno vive in modo convinto la filosofia del collettivo. In questi giorno in via Schio sono arrivati diversi abboccamenti di giocatori insoddisfatti dell'attuale collocazione. Gente di serie A, persino.

Trovandola porta chiusa, perchè al Vicenza non interessano nomi altisonanti che potrebbero magari alterare l'armonia dello spogliatoio. Quarto: Mimmo Di Carlo non vuol lasciare nulla di intentato per ripetere nel girone di ritorno l'andamento mostrato nel 2019. Ripete in modo ossessivo di pretendere dai suoi ragazzi per prima cosa la mentalità vincente, la fame di risultati, l'umiltà dei forti e la consapevolezza che niente arriverà gratis.

Saranno lacrime e sangue, ha detto dopo l'incontro col baby Chievo: tutti vorranno fare bella figura con la prima della classe e solo giocando sempre al 100% della concentrazione potremo sperare di restare là in alto. Rispetto per tutti, anche per le formazioni apparentemente meno attrezzate, ma paura di nessuno.

Perchè noi siamo il Lane e (come diceva il marchese del Grillo) gli altri sono quel che sono... Ultima cosa: la gara di Sommacampagna, nonostante l'evidente disparità di livello rispetto ai volonterosi ragazzi gialloblu, ha dimostrato come il Lane si faccia più bello quando gioca in campi asciutti. Ne trae evidente giovamento la velocità nelle giocate e l'efficacia in attacco. Superata la fase invernale, ci si può dunque attendere che l'undici berico vada migliorando nel rush decisivo. Come le squadre di Di Carlo hanno già fatto vedere, per esempio a La Spezia.

Tanti motivi di curiosità e di speranza, dunque, che alimentano l'attesa per la spedizione in terra marchigiana. Attesa, come al solito, una buona presenza di supporters da Vicenza. Si preparino gli uomini di Antonioli. Perchè i biancorossi, oltre che gran bevitori, sono pure dei gran giocatori, che vincono in casa e vincono fuori.

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Quantunque se Mimmo abbia parlato chiaro: nessuno osi considerare come negativo un pareggio al Recchioni, soprattutto se arrivato dopo una buona prestazione. La parola d'ordine, unica e impegnativa per tutti (al contrario di quel che diceva "el crapun" dal balcone) non è "vittoria" ma "continuità". Chiaro per tutti?

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