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Lr Vicenza, Diana: "Nervi saldi perché ci saranno sempre provocazioni"

Soprattutto dai giocatori più sanguigni e caratteriali Diana vuole calma e ragionamento, perché contro al Vicenza tutti la butteranno sul fisico e non ci si può permettere di regalare a nessuno la superiorità numerica. Quindi grinta, animo e pressing, ma senza strafare

“Prima di tutto voglio esprimere la solidarietà mia e di tutta la società a mister Abbate dopo il suo malore. Sembra che le notizie dall’ospedale siano buone e che il peggio sia passato. Per quanto riguarda la gara, direi che vanno rilevati sia aspetti positivi che negativi.

La famosa quadra di cui ho parlato non è ancora realizzata, anche perché ho alcuni elementi che restano sottotono e ciò determina nella partita un andamento, come dire, ballerino. Direi che solo 7 o 8 elementi della mia rosa ideale in questo momento sono al top, mentre altri non stanno ancora dando il meglio. Lo si vede quando dobbiamo fare ripartire l’azione in velocità. Le linee di passaggio sono spesso difficoltose. Oggi abbiamo trovato una grande prestazione di Della Morte, un ragazzo cui ho detto chiaramente che deve concretizzare le sue qualità mettendoci anche doti che sin qui non ha fatto vedere.

ùLa partita l’abbiamo vinta quindi non tanto grazie al gioco espresso quanto grazie all’impatto caratteriale, di grinta, di corsa e di aggressività. Magari non saremo belli ma mandiamo un messaggio forte alle altre squadre e cioè che il Vicenza è squadra vera e che non molla mai. Dopo soli due mesi di lavoro direi che questo è già abbastanza e il pubblico lo capisce. Permettetemi di fare una riflessione sugli arbitri. Non è una critica particolare alla direzione odierna, anche se 10 cartellini mi sembrano tanti, ma solo la considerazione che un palcoscenico come quello del Menti, con quasi 8.000 persone anche oggi, magari porta i protagonisti a strafare. Anche l’arbitro dovrebbe calarsi di più nel contesto, senza voler strafare.

Oggi avevo tutti e tre i giocatori di difesa ammoniti e questo mi ha condizionato molto nei cambi. Ma i contrasti, anzi l’intera partita, non mi è sembrata cattiva.  Concludo tornando sull’importanza dell’identità di squadra, che stiamo rincorrendo e un po’ alla volta anche trovando. Ai miei giocatori chiedo una crescita continua, di giornata in giornata e su tre fronti principali: personalità, tecnica e capacità di gestire le fasi emozionali del match. Penso per esempio a Ferrari. Per il tipo di gioco che fa lui è soggetto a botte e provocazioni continue. Ad un certo punto l’ho visto nervoso e ho preferito richiamarlo. Noi saremo sempre nell’occhio del ciclone e dobbiamo essere bravi a non cadere nei tranelli.”

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