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Al Vicenza un punto, al Cosenza gli applausi: le pagelle

Contro i calabresi al Menti il Lane delude e si fa raggiungere dopo il vantaggio. Delusione generale. Si salvano solo Meggiorini autore del gol e Giacomelli, protagonista dell’assist del vantaggio. Senza infamia né lode Cinelli e Perina. Male tutto il resto della truppa

LE PAGELLINE

PERINA 6-: più che sul gol dei Lupi, pare avere qualche responsabilità sul palo clamoroso colpito nel primo tempo. Il gesto tecnico del giocatore ospite è molto bello ma la palla a giro è lente e piuttosto prevedibile. Per il resto si disimpegna a dovere.

BRUSCAGIN 5,5: là dietro soffre come tutti e vengono completamente a mancare gli inserimenti sulla sua corsia e i cross conseguenti. Verso la fine si fa anche male: speriamo non sia nulla di serio.

PADELLA 5: all’86’, quando Tiritiello stacca per il pareggio dove sono le torri della difesa biancorossa? L’autore del gol proviene dalle retrovie, è vero, ma il traversone su calcio da fermo non pare irresistibile. Più in generale, là dietro si pasticcia spesso e volentieri.

CAPPELLETTI 5: dopo la grave indecisione al 7 su Carretta, chiude invece su Sacko qualche minuto più tardi. Per tutta la gara i calabresi maramaldeggiano in avanti pur non avendo punte stellari. E’ la difesa berica ad essere incappata in una serata da dimenticare.

BERUATTO 4,5: la sua peggior prestazione da quando è a Vicenza. Fatica a trovare la posizione e non riesce mai a trovare una delle sue proverbiali incursioni. A mancare è anche la sua proverbiale “vis pugnandi”. Col Cosenza è poco più di una pecorella…

DALMONTE 6,5: al 26’ prova a ripetersi con uno dei suoi bolidi da 20 metri ma Falcone ci arriva. Nel marasma generale, è l’unico a cercare di dare geometrie e velocità. Ci riesce solo a tratti, ma è abbastanza da farlo uscire dal grigiore generale.

DA RIVA 5,5: non ripete le buone prove precedenti. Si vede poco e quando si vede è per azioni senza brillantezza. Con un Cosenza così intraprendente servirebbe calma e fosforo e il giovane ex atalantino non torva né l’una né l’altra, finendo nel grigiore compessivo.

CINELLI 5/6: al 42’ ci prova dalla distanza: il tiro è ben indirizzato ma il portiere devia. Prova a mettere in campo esperienza e grinta, ma il centrocampo del Lane esce massacrato dal confronto con gli ospiti, che tengono il controllo del gioco per quasi tutta la gara.

GUERRA 4,5: passa attraverso la partita come una stella cadente, ma senza la luce. Di Carlo lo preferisce a Giacomelli e Yallow sperando in una sua partita vincente. L’ex bomber del Salò, purtroppo, fa invece da spettatore non pagante.

MAROTTA 5: a fine primo tempo ha una discreta chance ma non la sfrutta. Al 62’ batte con forza ma non trova la porta. Come al solito è commovente per l’impegno. Ma qualcuno inizia a pensare che la serie B gli stia stretta, troppo stretta. Tocca a lui la smentita sul campo.

MEGGIORINI 6,5: ci prova al 57’ ma la sfera va alta. Ci riprova al 68’. E tre minuti dopo va in gol: riceve la palla da Jack e senza pensarci misura un tiro incrociato che non lascia scampo al Cosenza. Come dire che all’elemento di classe bastano solo un paio di palloni per diventare “man o the match”.

ZONTA 6: salvataggio su Carretta al 59’. Gioca fuori ruolo ma sa dare una mano dovunque.

SCOPPA, GORI e LONGO n.g.: una comparsata buona solo per i tabellini dell’album Panini.

Mister DI CARLO 5/6: alla squadra mancano cattiveria, dinamismo e continuità, tutte doti che Occhiuzzi ha buttato a palate sui suoi. Così il Vicenza, dopo essere piaciuto così tanto a Empoli e a Monza, naufraga al Menti. Psicologicamente e anche fisicamente. Dopo aver subito il gol del pageggio ci sarebbero 10 minuti per tentare almeno di abbozzare una reazione, ma a quel punto i biancorossi sono degli zombies con le gambe molli e il cuore di passerotto. Per fortuna che l’arbitro Piccinini fischia (in leggero anticipo) la fine delle ostilità, evitando una possibile Waterloo. I cambi hanno giovato più agli ospiti che al Lane, ma qui non è colpa di Mimmo, che in panca aveva l’esercito di Franceschiello. Restano tuttavia molti interrogativi. Yallow non poteva fare nemmeno uno scampolo di gara? Perché a centrocampo non dare spazio a Rigoni invece di Scoppa? Che cos’hanno veramente Nalini e Vandeputte? Lasciamo al mister il tempo di riguardarsi la partita, di parlare coi suoi giocatori e di ricaricare la squadra in vista della gara di sabato contro il Pescara. Non è il caso di fare tragedie, ma il sapore amaro in bocca resta.

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