Il LaneRosso Vicenza sempre più protagonista

Dopo i tre punti col Carpi c'è ora da lavorare su un "caso" Giacomelli?

Il Carpi è ripartito con le pive nel sacco e Vicenza gli ha fatto ciao ciao con la manina, anzi con due manine, perchè per ricordare a Riolfo lo svantaggio maturato in classifica dopo la gara di ieri, di dita ne servono sette. Tanto critici siamo stati sull'atteggiamento del Lane a Fermo, tanto entusiasti ora dopo la prestazione di ieri.

C'entrano i tre punti, chiaro. Ma fin dal primo minuto abbiamo iniziato a parlare di un Vicenza che sembrava partito col piede giusto: quadratura, grinta ,pressing, ripartenze, superiorità costante in termini di possesso palla, personalità e pericolosità. Aggiungiamoci la forza dei nervi distesi, che ieri, contro una formazione che randellava di buona lena, è stata arma fondamentale.

Si poteva cadere nella trappola del nervosismo ed invece la squadra ha macinato calcio senza perdere il lume della ragione, tanto che i cartellini sventolati in faccia ai biancorossi sono sembrati in buona parte un eccesso di protagonismo del signor Meraviglia di Pistoia. Diversa la musica per gli ospiti, costretti a subire il peso di un Romeo Menti colmo in ogni ordine di posti. Una bolgia del genere può farti un baffo se ti chiami Ibrahimovic o Lukaku. Ma se il tuo nome è Jelenic o Maurizi (con tutto il rispetto) la pressione del pubblico può giocare pessimi scherzi di frustrazione. Anche questo è affrontare la capolista, signori miei...

La Regia intanto non molla. Ma chissenefrega. Gli amici granata possono correre fin che vogliono, ma se non sarà il Lane a rallentare non vedo trippa per gatti. In effetti, giunti a questo punto, gli uomini di Mimmo Di Carlo hanno un solo avversario pericoloso: sè stessi. Nel mondo del pallone a certi rischi si danno nomi differenti: abbassamento di tensione, calo nella fame di risultati, crisi di primavera e chi più ne ha più ne metta. E visto che non si potrà sempre vincere (lo dice, oltre  alla statistica, il buon senso) va difesa con le unghie e con i denti l'armonia ambientale necessaria a garantire gli ingredienti giusti per il salto di categoria: continuità e armonia di spogliatoio.

Da quest'ultimo punto di vista diventa delicata la questione rinforzi. La squadra meriterebbe di essere ulteriomente puntellata, anche perchè le rivali al mercato non sono state a guardare. Ma attenzione al profilo umano e professionale degli eventuali rinforzi. Faccio un esempio: Ardemagni. Si tratta di un bomber che non ha bisogno di referenze, parla il suo curriculum.

Ma siamo sicuri che lui (o qualsiasi altro nuovo arrivo) abbia carattere e disponibilità per mettersi in gruppo senza pretese e senza mordere il freno alla prima panchina decisa dal mister o alla prima sostituzione in corsa? Immagino che Magalini abbia questa esigenza primaria nel taccuino. Di tutto il Vicenza ha bisogno ora, meno che di capricci e rivendicazioni. Il che porta ad affrontare anche il tema cessioni, strettamente collegato al precedente. Si è forse aperto un caso Giacomelli? Sappiamo che fra i tre senatori in odor di rinnovo (Rigoni, Cinelli e lo stesso Giacomelli) è proprio Jack ad essere ancora in ballo.

Mercoledì a Caldogno Giacomelli è entrato nella lista degli infortunati e non ha giocato contro il Carpi. Alimentiamo dell'inutile dietrologia oppure, al di là del guaio fisico, le parti stanno vivendo una fase di difficile dialogo? E' invece il momento della calma e della diplomazia. Il Vicenza ha dato molto al giocatore, ma anche Giacomelli ha dato tanto alla società biancorossa. La vittoria di ieri, ottenuta senza l'apporto del fantasista, può intanto servire all'interessato per ricordargli la vecchia regola per la quale nessuno è indispensabile. Ma c'è pure un debito di riconoscenza da saldare, in nome dei suoi nove anni di onorata militanza.

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Cosa mi auguro personalmente? Che la ragionevolezza prevalga sui puntigli. Giacomelli non può chiedere la luna, soprattutto a questo punto della sua carriera. Ma in via Schio si deve tenere a mente che parliamo di un elemento (non ce ne sono tantissimi in rosa) in possesso di talento e esperienza da spendere anche nella Cadetteria.  Alla fine, un matrimonio si può anche sciogliere. Senza dimenticare che alla base c'è l'amore per la maglia. Questione di stile, per entrambe le parti...

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