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Venerdì, 3 Dicembre 2021
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La Curva Sud attacca De Bortoli: "Venda la sciarpa e basta spremere la gente comune"

Durissimo comunicato della tifoseria organizzata contro il curatore, accusato di non aver tagliato i ponti con vecchie figure e di aver chiesto ai tifosi le "briciole", con le varie iniziative

Questo il testo integrale della lettera aperta della Curva Sud a Nerio De Bortoli, divulgato nella serata di mercoledì.

Sono passati quasi due mesi da quell' assemblea pubblica che mai prima di allora aveva così unito il popolo biancorosso al motto "Via i mercanti dal Menti". Ma se per molti era solo un motto, per noi è un impegno categorico perché mai più i fautori di questi 15 anni di disastri sportivi ed economici possano ancora intravedere quel campo che ha scritto la storia calcistica locale e nazionale.I mesi sono passati e molti sembrano essersi già dimenticati di quella promessa fatta. Ricordiamo a tutti come le cose siano ancora distanti dall'essere risolte: siamo ufficialmente falliti, con un esercizio provvisorio in essere e un' asta ancora da fissare e piena di incognite.

La vecchia dirigenza 


 Proprio per questo ci vogliamo rivolgere al curatore De Bortoli, che è stato accolto con enorme entusiasmo visto il suo modo di fare caloroso verso i tifosi. Partite in curva, sciarpetta al collo, eventi e ringraziamenti continui, quasi a sembrare davvero uno di noi…peccato non aver avuto possibilità di un incontro, altrimenti ci saremmo conosciuti volentieri e magari avremmo chiarito qualche punto.


 Caro curatore, non è assolutamente ammissibile che il marcio che ci ha portato a morire sia ancora lì a gravitare attorno alle faccende societarie e non siamo disposti a tollerare oltre la presenza di alcune facce che ci fanno venire i brividi. Se non fosse stato per l’insistenza di molti di noi avremmo ancora un Dalla Vecchia che parcheggia la sua auto allo stadio come se nulla fosse, si siede tronfio in tribuna sul suo posto gratuito grazie agli accrediti e passa i pomeriggi a infastidire la squadra durante gli allenamenti, creando non pochi malumori dentro ad un gruppo che tutto si merita tranne che le parole di questo personaggio.

Abbiamo ancora un Darietto Cassingena, membro di Vi.Fin., prima ancora di Finalfa e figlio dell’ex presidente Sergio Cassingena (massimo esponente di questo disastro) che gira ancora per gli uffici stipendiato regolarmente, mentre perdiamo punti perché gli stipendi dei giocatori non arrivano e ai quali viene addirittura richiesta una riduzione di ingaggio quando altri contratti sembrano intoccabili o vengono perfino prolungati. Un Darietto Cassingena che viene invitato agli eventi e messo in bella mostra davanti a tutti (vedi la serata a Casa Vicenza dell’08/03), festeggiando i 116 anni di una società che potrebbe scomparire da un momento all’altro. Persona che dalle Sue dichiarazioni, signor Curatore, risulta indispensabile perché “sa dove sono le carte”…allora si faccia fare una mappa e lo mandi via.

Altro schiaffo in faccia è stato il pubblico ringraziamento all’ avvocato Polato, altro grande marionettista, l' eminenza grigia, il cardinale Richelieu di Vicenza che ha manovrato e magheggiato indisturbato da Cassingena a Franchetto spingendoci fino al baratro che stiamo vivendo. Uno schiaffo a tutta quella tifoseria che si sta prodigando più di chiunque altro per la salvezza sportiva ed economica di questi meravigliosi colori.


 Caro curatore, lei è un professionista che viene lautamente pagato per il ruolo che investe, per cui se le premesse sono queste la invitiamo caldamente a svolgerlo senza fingersi tifoso o amante dei colori biancorossi. La sciarpetta la regali a qualcuno, le partite se le guardi in tribuna e non ci coinvolga più in nulla per spremere altre briciole dalla gente comune, perché di briciole stiamo parlando. Finchè l’asta non verrà indetta non risolveremo nulla e sinceramente siamo stanchi di spendere e donare qua e là per farci prendere in giro, sottolineando che parte dei soldi raccolti perfino dai salvadanai dei bambini va a coprire lo stipendio del Trota di Vicenza.

La "colletta"


 Il nostro supporto alla squadra continuerà come sempre, sono bravi ragazzi che hanno scelto di lottare e non di abbandonare, quindi meritano tutto il nostro appoggio. Continueremo a contribuire in qualche maniera, magari con iniziative nostre più mirate, ma sicuramente valuteremo con molta più attenzione se continuare ad assecondare i progetti che arrivano direttamente dal Vicenza Calcio (o da quel che ne rimane).


 Caro curatore, i rami malati si tagliano se si vuole salvare la pianta, altrimenti muore. E noi siamo già morti una volta.

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