L.R. Vicenza: ancora lunga la strada per la promozione

Il primo passo è stato fatto. La serie C, infatti, si è espressa ieri con molta chiarezza. Ma cosa potrà succedere?

Meglio tenere in fresca le bottiglie di campagne, almeno per un po’… Ma per il Lane in serie B il primo passo è stato fatto. La serie C, infatti, si è espressa ieri con molta chiarezza: unanimità o quasi sull’impossibilità di finire normalmente la stagione dopo il Corona Virus e poi una buona maggioranza di club che si sono espressi per la promozione delle prime arrivate nei tre gironi, con via libera al criterio della media ponderata per la quarta, cioè il Carpi.

Il Lanerossi Vicenza, che aveva più volte espresso la preferenza per una conclusione di campionato sul campo, ha finito per votare assieme alla maggioranza tanto per il lock down definitivo, quanto per indicare nel quoziente punti il criterio decisivo. Schierandosi così contro l’ipotesi di decidere la promozione tra i Cadetti attraverso play off, ipotesi quest’ultima fortemente voluta da molti club delusi, con in testa Reggiana, Bari, Feralpi Salò, Padova, Catanzaro ecc. Tutte società che non si rassegneranno facilmente al responso della votazione e pronte quindi a chiedere giustizia attraverso i ricorsi. La palla passa ora al Consiglio Federale, che dovrà ratificare (o meno) la proposta della Lega Pro, tenendo conto non solo degli interessi della Terza Serie, ma anche quelli di tutto il calcio italiano, da A e B fino alla D.

Cosa potrà succedere? Difficile pensare ad una retromarcia totale rispetto al documento approvato ieri. Più facile che si proceda ad aggiustamenti. Il campionato di C non può essere concluso sul piano agonistico. Lo dicono le società (che hanno fatto presente di non essere in grado di affrontare l’impatto dei costi), lo dicono i medici (che hanno fatto presente le difficoltà tecniche ad assicurare i presidi di prevenzione per giocatori e addetti ai lavori) ma soprattutto lo dice il buon senso. Probabilmente, ogni sforzo federale sarà indirizzato a garantire il regolare svolgimento delle gare mancanti in serie A, visto che la UEFA lo pretende, anche in prospettiva Coppe.

Stop al resto del pallone, invece? Approfittando dell’occasione per mettere mano a un sistema che così com’è organizzato non può andare avanti. Qualche giorno fa su questa testata abbiamo fatto riferimento ad un’ipotesi ventilata di soppressione della serie C, allargamento a due gironi della B e riassesto totale della serie D. Si tratta solo di un’ipotesi, anche se accreditata, ma le soluzioni possibili sono molte altre. Quel che non può passare, anche a livello di Consiglio Federale, è un “tutto va ben madama la Marchesa”, che ignori lo stato di dissesto che stiamo vivendo.

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Alla fine dell’estate quante saranno le società della Cadetteria e della Terza Serie in grado di affrontare la nuova stagione con i bilanci in ordine? Una bella gatta da pelare per FIGC e Governo, ma un altro passaggio fondamentale per assicurare un futuro al calcio italiano. Da perfezionare in fretta, perché le scadenze che bussano alle porte sono tante e fondamentali. Per quanto ci riguarda direttamente, ad esempio, prendere atto della categoria in cui i biancorossi sono chiamati a giocare, con data di inizio, presidi di prevenzione, svolgimento della preparazione atletica, sessione di mercato, calendari ecc. L’Assemblea di ieri, dunque, è solo il primo step. Festeggiamo pure il primo responso positivo verso la serie B, sapendo tuttavia che “its long way to Tipperary” ossia, è lunga ancora la strada per la promozione.

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