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Lane, tempo di bilanci

Cos’è andato e cosa no in questa stagione? Pagellone di fine campionato

Jallow

Ad inizio campionato avevo scritto che il Vicenza era squadra che poteva ambire al massimo ad un 9/11° posto. Nella parte destra della classifica. A bocce ferme si colloca al 12° (assieme a Pisa e Cremonese). Diavolo d’un Belloni… Ma va bene così, perché l’obiettivo di salvare la categoria è stato raggiunto, pur tra qualche sofferenza. Superata la metà del guado (se non ricordo male la società aveva parlato di piano quinquennale per la scalata alla serie A), restano due stagioni per fare il botto. La discussione adesso si sposta sul valore della formazione attuale e sulle ipotesi circa un suo rinforzo. Dovrà essere sostanziale oppure (come è stato detto da qualcuno) basteranno pochi ritocchi ben mirati. C’è davanti tutta l’estate per dialogare su questo punto. In questo momento, archiviata l’insignificante vittoria contro la Reggiana per 2 a 1, è invece il momento di un pagellone generale che abbracci tutte le 38 giornate del 2020/2021. Proviamoci assieme…

GRANDI: qualche errore l’ha commesso, ma nel complesso ha fatto il suo, dimostrandosi portiere che può reggere la Cadetteria. Ben più forte tra i pali che nelle uscite, si avvia ad essere confermato nel gruppo, magari non con la maglia da titolare ma come secondo di lusso. VOTO 6

PERINA: ha giocato meno e non sempre convinto al 100%. Tuttavia anche per lui scatta la sufficienza, considerando anche che non ha mai fatto polemiche dannose allo spogliatoio. VOTO 6-

BERUATTO: tra alti (più) e bassi (meno) si è guadagnato la stima del pubblico, dimostrando di essere molto cresciuto rispetto alla sua prima esperienza vicentina. Il suo tallone d’Achille è la copertura difensiva, mentre è un’iradiddio negli inserimenti. Ricordiamocelo così, perché la Juve se lo riprenderà, per dirottarlo verso altri più ambiziosi lidi. VOTO 6/7

BARLOCCO: è stato meno utilizzato, ma quando il mister l’ha chiamato in causa ha sempre risposto dignitosamente. Al contrario del compagno di reparto, è più votato alla copertura che all’offesa. Peccato solo che non abbia sfruttato il suo buon tiro. VOTO 6+

PADELLA: un grande sia dal punto di vista agonistico (fondamentali i suoi due gol) sia soprattutto da quello dello spogliatoio. Non è un mistero che gradirebbe di chiudere la carriera nella sua Ascoli, per cui siamo forse al momento dei saluti. E dei ringraziamenti per quanto ha dato alla causa. VOTO 6,5

PASINI: messo apparentemente in seconda linea, tutte le volte in cui è stato chiamato ha saputo dare un contributo importante, specie nella seconda parte del torneo. L’età lo candida come un buon rincalzo anche per la prossima avventura. VOTO 6+

VALENTINI: aveva suscitato qualche perplessità l’acquisto di un giocatore che faceva la riserva in C. L’esperto difensore invece ha dato un aiuto importante alla salvezza con prestazioni accettabili e qualche zuccata vincente. VOTO 6

CAPPELLETTI: il suo rendimento non è sempre stato continuo, ma ha il grande merito di essersi sacrificato in più ruoli. Fondamentale la “toppa” che spesso ha messo sulla corsia di destra. E’ stato anche un terzino goleador, in una stagione (Meggio a parte) in cui sono mancati gli attaccanti. VOTO 7

BRUSCAGIN: un’annata da dimenticare e comunque non certo paragonabile alla precedente. Quando è stato utilizzato come esterno basso ha tradito un piede non sopraffino e una scarsa attitudine all’offesa. Promosso invece sul fronte dell’impegno. VOTO 5/6

IERARDI: una sola presenza in extremis. Sicuramente ci sarà nel prossimo campionato, per far vedere quanto vale. Ad inizio stagione mi aveva convinto più da centrale che da laterale. Vedremo. VOTO: n.g.

RIGONI: si capisce quanto pesano il suo carisma e la sua esperienza quando non c’è. Si è adattato al ruolo di play basso che, a mio avviso, non è esattamente nelle sue corde, ma ha messo comunque il suo carisma al servizio del gruppo. L’età è quel che è, ma almeno un altro anno di battaglia può reggerlo. VOTO 6,5

AGAZZI: preso per dar corpo alla zona nevralgica del campo, è arrivato da Livorno con le credenziali del giocatore con testa e tecnica. Alla corte di Di Carlo non è riuscito a mostrare pienamente queste doti, disputando partite oneste ma mai entusiasmanti. Da rivedere. VOTO 6-

PONTISSO: complici una serie di guai fisici, la sua annata è stata decisamente deludente. Avrebbe dovuto candidarsi per un futuro “dopo Rigoni” e invece ha più che altro deluso. Avrà probabilmente nuove occasioni per dimostrare che quella appena vista è la copia sbiadita del vero Pontisso. VOTO 5+

ZONTA: il soldatino non ha brillato, ma come suo solito è riuscito egualmente a dare una mano alla squadra, specie quando la sorte ne fa falcidiato i ranghi. In realtà si tratta del giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero avere in organico. VOTO 6

CINELLI: il suo rendimento è sempre apparso sotto tono e la sua posizione nelle gerarchie interne è andata via via calando, relegandolo alla fine nel ruolo di comprimario. Peccato perché la sua dedizione alla maglia non è in discussione. VOTO 5,5

DA RIVA: a sprazzi, per colpa anche degli infortuni, ha fatto vedere di possedere quel qualcosa in più che proietta un buon giocatore nell’olimpo dei talenti veri. L’Atalanta se lo riprenderà, per cui ci resterà solo il ricordo dei suoi numeri, con in testa la magica giornata di Brescia. VOTO 6,5

GIACOMELLI: discusso, contestato o amato alla follia. Jack è inscindibile dal Lane, tanto da diventarne l’emblema. Quest’anno è stato meno utilizzato e qualche volta è andato a corrente alternata. Resta il fatto incontrovertibile che resta uno dei pochissimi giocatori berici che ha nel piede la giocata capace di cambiare da sola una partita. VOTO 6+

NALINI: è stato fortemente condizionato da malanni fisici, restando spesso ai margini. Si tratta di un ragazzo che ha un bagaglio tecnico da massima serie ma un fisico fragile che l’ha condizionato per tutta la carriera. Con la maglia biancorossa ha fatto meno di quanto avrebbe potuto e voluto… VOTO 5/6

DALMONTE: assieme a Meggiorini il miglior colpo di mercato di Giuseppe Magalini, anche perché rispetto al bomber ha una vita calcistica davanti. E’ un peccato che non sia sempre stato disponibile, perché le sue presenze sono quasi sempre state decisive nell’economia della compagine. Quasi certamente sarà riscattato e costituirà uno dei punti di forza del prossimo gruppo. VOTO 7

VANDEPUTTE: questo ragazzo è stato raccomandato da Jo Lopez, che l’ha etichettato come elemento da serie superiore. L’anno passato è stato in linea con certe aspettative, quest’anno, complice anche la pubalgia, assolutamente no. L’anno prossimo deve essere quello della consacrazione. Lui lo merita, come chi l’ha voluto a Vicenza. VOTO 5

LANZAFAME: arrivato alla corte di Mimmo tra qualche perplessità, ha dimostrato subito di essere ancora elemento che può far salire il tasso qualitativo e di non aver smarrito il fiuto del gol. Peccato che la condizione fisica nel finale l’abbia tradito, togliendo ai biancorossi una delle loro armi migliori. VOTO 6+

GORI: nonostante sia arrivato solo in prestito, il mister l’ha spesso utilizzato. L’ex Fiorentina non ha ripagato la fiducia, disputando un campionato scialbo e senza mordente, certo al di sotto delle sue possibilità che non sembrerebbe così modeste. VOTO 5+

JALLOW: c’erano tante aspettative sul ventiseienne gambiano ma la resa è stata decisamente bassa. Si intuiscono a tratti, doti di velocità e di scaltrezza, ma per lo più ha mostrato poca voglia di combattere e scarsa personalità. Il gol segnato alla Reggiana (di buona fattura) e l’abbraccio forte al mister forse gli hanno fatto guadagnare la riconferma per il 2021/2022. VOTO 5+

LONGO: non ci sono da spendere troppe parole, se non il quesito per capire chi diavolo l’abbia voluto al Lane e sulla base di quali informazioni. Lento, demotivato, persino irritante nei suoi movimenti, si è distinto solo come punta di diamante del Trio Meravigliao. Andrà al Barca o al Real? VOTO 4

MANCINI: il golden boy ha avuto poco spazio per mettersi in mostra, ma quando l’ha fatto ha dimostrato di essere ancora acerbo. L’unico modo di farlo maturare, però, è quello di dargli spazio, perché il talento è evidentissimo. VOTO: n.g.

MEGGIORINI: acquistato tra qualche mugugno per via dell’età, il Meggio ha fatto subito vedere di che pasta è ancora fatto. Senza i suoi 10 gol la musica sarebbe stata ben diversa. E la sensazione è che abbia ancora qualcosa da dire, almeno per un’altra stagione. Standing ovation. VOTO 8.

Mister MIMMO DI CARLO: gli avevano chiesto la salvezza e salvezza è stata. Questo di per sé vale già la sufficienza. Ha capacità enormi come conduttore del gruppo e come catalizzatore del tifo. Nonostante le sue recentissime dichiarazioni contro chi l’avrebbe “pugnalato alla schiena” io personalmente l’ho sempre difeso come allenatore e sarò felice di vederlo in panca l’anno venturo. L’ho invece criticato pesantemente (ma credo civilmente) sul fronte comunicativo. Le sue esternazioni dei dopo partita mi sono sembrate spesso fuori luogo e talvolta anche irridenti all’intelligenza di chi aveva seguito la gara. Opinione personale, ovviamente. Per il resto un grazie per il lavoro e la missione compiuta. VOTO 6

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