Vicenza-Padova: sold out e 12mila presenze

Nonostante sia un “derbino” sarà uno stadio record e uno tsunami di tifo biancorosso

Carletto Perrone in un derby del passato

Febbre da derbino per un Menti sold out. E’ in partite come queste che si rimpiange di non avere a disposizione uno stadio ristrutturato da 20.000 posti. Una partita col Vicenza capolista e il Padova secondo li avrebbe riempiti tutti. Ma la cornice sarà egualmente da pelle d’oca con uno spettacolo coreografico che non si vede da troppi anni e che sommergerà i cugini biancoscudati con uno tsunami di tifo.

Tanti, troppo, i precedenti tra le due squadre per sceglierne qualcuno facendo torto agli altri. Le due venete hanno dato vita a grandi battaglie nel passato, anche se va detto che il peso delle straregionali è cambiato nel corso del tempo. Oggi, parlare di derby a Vicenza induce subito a pensare al confronto con il Verona, considerato dal popolo del Lane l’unico che possa ambire a fregiarsi del titolo di “madre di tutte le partite”. Ma non è sempre stato così. Per la generazione di mio padre, cioè per gli incontri prima degli anni ’60, la rivalità feroce non era con gli scaligeri ma coi supporters della Città del Santo. Anzi, i rapporti con i gialloblù erano persino buoni, al punto di aiutarsi reciprocamente quando servì all’uno o all’altro il punticino salvezza. Diversa cosa coi padovani.

Rivalità sentitissima soprattutto in serie A, quando alla squadra del paron Rocco (con i vari Blason, Scagnellato, Azzini, Moro e Brighenti) i berici rispondevano con Savoini, David, Lancioni, Aronsson e Campana. Poi il lungo tramonto dei patavini e la fine del ventennio di A degli uomini di Farina. Ci si ritrova in serie C nel 1981. Di lì il Padova approderà nel 1995 nella massima serie, dove le due formazioni si reincontrano. E’ il Padova allenato da Sandreani, nelle cui fila troviamo il mitico Lalas, Coppola, Longhi e Galderisi, opposto ai biancorossi Mendez, Otero, Murgita, Bijorlung e Lopez.

Il resto è storia recente. Storia del sorpasso la scorsa settimana. Oggi i vicentini lo chiamano “il derbino con le galline” e i cugini rispondono etichettandolo “Il derby coi ripesgatti”. Ci sarà da divertirsi insomma. Ma le tifoserie stiano attente. Sfottò libero ma niente di più. Il questore ha promesso guanto di ferro con chi intende trasformare la partita in guerriglia. Meglio godersi lo spettacolo sportivo e dimenticare i fattacci di due anni fa, quando nei tafferugli venne coinvolto persino il vicequestore di Vicenza Alessandro Campagnolo. C’è il rischio di mettersi davvero nei guai e finire in gattabuia per direttissima.

La cornice di pubblico, ripetiamo, sarà impressionante. Saranno circa 12.000 gli spettatori, dei quali 1.300 di fede biancoscudata, ospitati in Curva Nord. Una raccomandazione: recatevi per tempo al Menti, perché sono annunciati rallentamenti nel traffico ed interruzioni all’arrivo dei supporters ospiti. Giusto perché non vi capiti di entrare a partita già iniziata.

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