Calciomercato, Palermo e giovanili: il punto di Alberto Belloni

In attesa della sfida a Palermo salutiamo i primi passi del nuovo settore giovanile del Lane con due nomi ben conosciuti, che hanno contribuito a fare la storia del Vicenza

Lasciamo sonnecchiare ancora un po’ il mercato, evitando di fare troppe elucubrazioni sul ritorno di fiamma per Paghera a centrocampo o il nuovo interesse per Stanco in avanti e salutiamo invece i primi passi del nuovo settore giovanile del Lane. Alla Berretti si insediano due nomi ben conosciuti, che hanno contribuito a fare la storia del Vicenza: il primo, Toto Rondon, portò in serie A i biancorossi di Bruno Giorgi nella stagione 1985/1986 (poi vanificata dal “calcio scommesse”) con le sue 8 marcature, il secondo, Guido Bellardinelli, a rovescio, evitò che la Nobile precipitasse in C2 nel 1989/1990.

La storia

In quella stagione, in realtà, il difensore non giocava con il Vicenza, ma con il Trento; tuttavia fu proprio un suo intervento in area (per la verità apparso a tutti assolutamente veniale) su Cantarutti a spingere il signor Cardona di Milano all’assegnazione di un penalty (realizzato da Pizzi) che regalò ai padroni di casa il pari, condannando la Virescit Boccaleone alla retrocessione. Ben ritrovati entrambi e buon lavoro, dunque! Uno degli obiettivi più importanti per Michele Nicolini, neo responsabile dell’intero comparto, sarà quello di riannodare le fila con le società minori presenti sul nostro territorio.

Senza trascurare, aggiungo io, quelle zone che un tempo hanno fornito per tradizione tanti giovani talenti al vivaio berico e mi riferisco alle aree di Cittadella, di San Bonifacio, del trevigiano e del veneziano. Aree di reclutamento via via perse per la concorrenza dei grandi club di serie A ma anche per il più forte appeal creatosi attorno a realtà come l’Hellas o il Padova. Simpatico pure l’annuncio della sinergia attuata con il Villaggio Marzotto di Jesolo che ospiterà per qualche giorno la linea verde del LR Vicenza Virtus. Si tratta di una struttura ricettiva che è rimasta nel cuore a molti di noi e la sua valorizzazione anche in senso sportivo fa molto piacere.

Lavoro immane

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