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Fallimento Vicenza, Sanfilippo: "Deluso ma pronto per l'asta"

L'ultimo, discusso, amministratore del Vicenza dice la sua sulla decisione del tribuale di affidare il fallimento polotato a Nerio De Bortoli

"La verità emerge ma non mi soddisfa la risoluzione... "

Così Fabio Sanfilippo, ultimo amministratore del Vicenza Calcio, commenta a freddo la decisione del tribunale di Vicenza di affidare il fallimento pilotato a Nerio De Bortoli. 

"Per quanto concerne la sentenza rimango stranito in quanto il nostro rinvio è stato richiesto fino a giovedì ed il tribunale propose martedì. Abbiamo garantito di costituire il nuovo Cda ed organo amministrativo, nonché aumento di capitale sociale a 5 milioni e fornito le dichiarazioni firmate dagli sponsor per un totale di 705 Mila euro immediati a condizione del Rigetto dell’istanza di fallimento ed in aggiunta la nostra carta vincente presentando la holding finanziaria inglese con capitale sociale da 33 milioni di sterline dove lo stesso amministratore delegato ha fornito l’impegno di entrare nell’azionario versando 3 milioni di euro".

Vittima di un raggiro

E prosegue "Nonostante la procura ed il tribunale fossero coscienti che il sottoscritto è a tutti gli effetti vittima di un raggiro, hanno ritenuto opportuno gestire una situazione di cui i miei legali sono all’opera per comprendere I retroscena dell’accadimento. Conseguentemente al responso che verrà depositato sul mio tavolo, verrà deciso il proseguo. Aggiungo che per certi versi questa situazione è chiara anche alla procura che è stata creata da ViFin (Quale precedente proprietà) e non certo da soli 20 giorni di NON gestione del sottoscritto. Altrettanto vero però precisare come poi il tribunale si contraddica alla luce di 4 milioni di euro imminenti da loro stimati, non facendosi bastare 5 milioni. Ci impuntano il buon proposito, ribadendo che è solo un buon proposito".

"Allora mi chiedo - continua Sanfilippo - come si possono versare dei denari in un’azienda dove emerge subito il raggiro dopo l’atto ? Sono stati bloccati i conti 4gg dopo la vendita per pignoramenti a noi non preannunciati, un bilancio che ho immediatamente contestato e non firmato, una società di revisione che solo dopo emerge che al 31 gennaio 2017 (1 anno prima) avesse già preannunciato dubbi sul valore del marchio e sollevato dubbi sui bilanci e per finire nel colpo di scena, i soldi sottoscritti all’amato notarile non erano presenti sui conti correnti. Credo che qui a tutti interessasse solo che qualcuno pagasse fregandosene altamente se poi i soldi degli investitori venissero persi".

L'asta

"La Cordata continua a confermare interesse sul Vicenza calcio e pertanto non escludiamo la partecipazione all’asta - conclude l'imprenditore torinese - Mi auguro solo che la squadra sia in grado di non retrocedere perché diversamente in categoria D il fallimento verrebbe conclamato, portando il marchio a non avere più un valore. Almeno nel male, è stata comunque provata l’esistenza della cordata e suoi fondi, l’impegno, e di aver fin da subito rispettato le leggi da buon amministratore che non si è fatto raggirare".

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