Dopo la Fermana e verso la Triestina: Il Vicenza torna tra i "mortali"

Il rimaneggiatissimo Vicenza di Fermo porta a 1 la cesella delle sconfitte. Quel che doveva succedere è successo contro la Fermana

Quel che doveva succedere è successo contro la Fermana. Per la gioia di chi, seduto sulla riva del fatidico fiume, aspettava il primo passo falso del Lane per poter dire “L’avevo detto, io, che la squadra è scarsa! Mica come certi giornalisti che battono sempre le mani…”.

La cronaca della partita

Il girone B: risultati e classifica

Cambia tuttavia poco in classifica, grazie ai molti pareggi delle avversarie. E cambia poco per le strategie di Colella che aveva dichiarato in tempi non sospetti: “In termini numerici, è conveniente perdere una gara e poi vincerne una, che pareggiarne due di fila.” Il che pare un’ovvietà, per quanto non sempre i commenti calcistici al Bar Sport coincidano con l’evidenza.

Cerchiamo peraltro di fare qualche commento senza dividerci tra superottimisti e mugugnatori incalliti.

Lo stop nelle Marche è figlio di alcuni nostri errori sui quali il mister farà bene a soffermarsi con i suoi ragazzi. In difesa i biancorossi sono costretti a fare i conti con un’emergenza non destinata a risolversi al termine del periodo di turn over forzato: Mantovani ha dei problemi alla schiena che hanno fatto dire a Colella “Andrea è così sofferente che non regge un’intera partita e terminata questa lo devo tener fermo almeno un’altra affinchè possa recuperare. Quanto a Bizzotto, si porta dietro il suo guaio alla gamba ed è un altro giocatore che devo per forza gestire nell’impiego.”.

La difesa

A Fermo è così scesa in campo la coppia Pasini/Bonetto, entrambi buoni giocatori, ma se nella gerarchia stanno dietro ai cosiddetti titolari, un motivo ci deve pur esserci, a meno di non voler considerare il tecnico un autolesionista. In effetti il primo gol dei gialloblù (soprattutto) ma anche il successivo raddoppio, hanno evidenziato una corresponsabilità dei nostri centrali di difesa. Quello della retroguardia è un aspetto che io già segnalato in passato, affermando che il reparto che così bene ha figurato l’anno scorso con la maglia del Bassano, quest’anno non appare al 100% della condizione.

Le partite contro Feralpi, Vis Pesaro, Pordenone e Monza sembravano aver fugato questi miei dubbi ma la prestazione di ieri ripropone un po’ il tema, soprattutto sulle palle che arrivano trasversalmente e che sono state origine di molti gol subiti sia in precampionato che nella regular season. Il confronto titolari/seconde linee è apparso evidente anche a centrocampo, dimostratosi più affidabile con il cambio di modulo, ora a 3, e con l’affidamento delle maglie a De Falco, Nicolò Bianchi e Salvi. Una zona nevralgica del campo ridotta, nella sfortunata trasferta, al solo Salvi con l’appoggio di Zonta e Laurenti.

Il cartellino rosso

Fondamentale, dopo il gol inopinatamente incassato ad inizio gara, è stata naturalmente la successiva espulsione di Arma, incappato in una gomitata all’avversario diretto a palla lontana, evidente quanto inutile. A quel punto il Vicenza, sotto di un gol, in formazione di emergenza e con l’uomo in meno, è praticamente scomparso dal campo, sfiatandosi in una generosa quanto impalpabile rincorsa, tant’è che sono andati più vicini al terzo gol i padroni di casa che al gol della bandiera gli ospiti. Niente di irreparabile.

Avanti

Il Lane si prepara ora ad un triplo turno di gare.

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