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Cremona - Lr Vicenza: una vittoria scacciacrisi

Lane corsaro allo Zini in una partita (almeno per il poco che si è visto) povera di contenuti tecnici e spettacolari

I tre punti sono andati alla squadra che ha sfruttato meglio uno delle pochissime occasioni prodotte dai 97’ di gioco. E sono tre punti che, se non cancellano i problemi evidenziati sin qui dal gruppo di mister Di Carlo, cambiano in modo evidente la classifica, togliendo i biancorossi dalla palude del penultimo posto per guardare con più fiducia al futuro. Tra i migliori in campo Padella e Meggiorini, in compagnia di Dal Monte, Rigoni e il giovane Da Re. In ombra Gori e soprattutto Vandeputte, ormai oggetto misterioso di questo avvio di stagione.

LA PAGELLINE

PERINA 6: due interventi di ordinaria amministrazione, tanto per giustificare di aver indossato la divisa. Per il resto l’attacco grigiorosso è stato assente ingiustificato.

BRUSCAGIN 6-: si è visto poco e non solo per colpa della nebbia. Ha fatto il suo in copertura, meno in appoggio alla prima linea.

PASINI 6+: sbattuto dal Covid in prima squadra non patisce l’emozione del debutto dal primo minuto. Se i padroni di casa non pungono, non vogliamo dare un po’ d merito anche alla nostra retroguardia?

PADELLA 7: chiamato a far dimenticare le perplessità della scorsa settimana, il centralone berico risponde coi fatti. Fa argine dietro alle timide insidie della Cremonese ma soprattutto si fa trovare al posto giusto nel momento giusto, per ik piattone che vale il successo.

BERUATTO 6: solita prova di dinamismo e di spregiudicatezza. Si sta confermando sempre più un elemento insostituibile nel meccanismo biancorosso. Ora deve curare i suoi difetti: primo tra tutti l’irruenza che gli è costata il solito cartellino giallo.

NALINI 6,5: primo tempo sugli scudi, quando si infila in continuazione nelle maglie del centrocampo del Bisolone, prendendo un sacco di botte dagli avversari. Poi esce pieno di lividi, facendosi rimpiandere.

VANDEPUTTE 5: ancora una volta fa il desaparecido. Entra in corsa ed inanella subito due o tre gravi errori che non fanno parte del suo bagaglio. Poi migliora, ma il rendimento è ancora lontanissimo dal suo standard conosciuto.

PONTISSO 6: una gara onesta fino al fatale stacco, sulla cui ricaduta il ginocchio gli si gira in modo preoccupante. Speriamo che si tratti di cosa recuperabile in breve tempo.

CINELLI 6: entra nel secondo tempo e, pur senza brillare, contribuisce alla diga che il Vicenza prova ad erigere a centrocampo. Niente di trascendentale, ma il Vicenza non soffre troppo, quindi…

RIGONI 6,5: una buona prova, la sua. Trasmette a tutta la squadra tranquillità e geometrie, contribuaendo a mantenere in equilibrio il confronto nella zona centrale del campo. Lascia il posto solo quando l’indicatore del carburante passa al rosso.

DA RIVA 6,5: il golden boy doveva farsi perdonare il gestaccio col Pisa. Ci riesce nel modo più costruttivo: niente ciacole e un gesto tecnico (il tacco sul corner decisivo) che spiazza tutta la retroguardia di casa e regala al compagno un assist a 18 carati.

DALMONTE 6,5: prima frazione di gioco in linea con la qualità espressa sin qui in campionato. Non altrettanto convincente nella ripresa, quando l’acido lattico comincia a circolare nei muscoli. Ma si conferma (almeno lui) un acquisto vincente.

GORI 5+: giornata da dimenticare. Mimmo lo tiene in campo fino al riposo ma nessuno se ne accorge. E’ vero che là davanti lo lasciano solo, ma lui non trova mai un varco, un guizzo, qualcosa che valga la presenza.

MAROTTA 6: il suo ingresso regala al Vicenza un po’ di sprint. Dalla sua un paio di puntate interessanti, cui manca solo la velocità di esecuzione. Reclama per un fallo in area dell’ex Terranova. Ma, visto e rivisto, il tocco di mano sulla schiena pare leggerissimo e il contatto sembra più causato dalla traiettoria dell’Artigliere che un intervento volontario del difensore. Niente di scandaloso.

MEGGIORINI 7: ecco uno che sembra aver superato le grosse difficoltà di precampionato e di esordio. L’ex Chievo, falso nueve di questa squadra, sciorina un paio di pezzi da vero bomber e tiene cuciti i 20 metri dietro la prima punta. Bene così.

LONGO 6: ancora in cerca di identità e condizione. Si procura una buona punizione in un momento difficile della gara. Non molto di più, ma val la pena di aspettarlo.

DI CARLO 7: stavolta la sua mano si fa sentire in modo decisivo. Paga dazio alla pandemia prima ancora di giocare, si ritrova a perdere Pontisso in corsa e a dover rinunciare anche a Nalini. Non si piange addosso e chiede ai suoi una prova di maturità. Che arriva puntualmente. Adesso una settimana di riposo che servirà a recuperare gli elementi acciaccati. Dopo qualche riserva, soprattutto di comunicazione, un applauso per Mimmo nostro.

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