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Crack Vicenza, intervista a Marco Milioni: "Decenni di ombre, indaghino la Magistratura e la Finanza"

Il noto inchiestista vicentino disegna uno scenario inquietante che parte da lontano

«Se la vicenda del tramonto del Vicenza calcio prosegue in modo così poco chiaro credo che alla fine sarà più facile capire i motivi del collasso di BpVi piuttosto che quelli dell'agonia di una squadra da tempo legata sentimentalmente all'istituto di via Framarin»,

Poche ore fa Marco Milioni, il giornalista vicentino ben noto a chi si occupa di inchieste sul malaffare se n’è uscito con una battuta al curaro sulla sua bacheca Facebook nella quale ha legato due argomenti spinosi, quello del collasso della BpVi e quello della fine poco edificante che incombe sul club biancorosso.

Scusa Marco perché ti sei lasciato andare ad una battuta così pessimista? Sei un tifoso del Lane?

«No, non seguo il calcio che non amo particolarmente. Seguo il rugby che di una pasta ben diversa. Tifosi inclusi».

Ok. Però nel tuo intervento hai inserito due articoli, uno di Vicenzatoday e uno di Vvox in cui si parla del Vicenza, come mai?

«Ho preso spunto da quei due servizi poiché credo che per certi versi testimonino che il destino delle due società sia la metafora di una città che si sfarina».

Il sindaco Achille Variati se n’é uscito con una battutaccia in cui dice che quasi quasi la proprietà del Vicenza ha fatto peggio di Gianni Zonin, ex pater familias di BpVi Che ne pensi?

«La battuta è salace. Ma il problema di Variati è il suo subconscio. Non è riuscito a tenerlo a bada, perché un’uscita del genere può anche suonare come una diminutio delle responsabilità di Zonin. Vallo a dire ai risparmiatori azzerati e ti arrostiranno viva. D’altronde da uno che per mesi si è ben guardato di raccontare di un pranzo a casa del cavalier Gianni...».

Ora però il Vicenza Calcio è a un bivio. Che è successo?

«È successo che stranamente quando si capisce che Intesa subentra a BpVi, che tra l’altro del Vicenza era main sponsor, sono arrivati i tormenti per la società di via Schio. Ora bisognerà capire se l’ultimo collasso del Vicenza sia per caso dovuto al fatto che il nuovo proprietario di BpVi, ovvero Intesa, ovviamente parlo per ipotesi perché non ho dati certi al riguardo, abbia deciso di non sostenere più la società biancorossa. Noi non possiamo sapere per esempio, almeno con dettaglio millimetrico, se in modo diretto o indiretto vi fossero impegni da parte di BpVi nel sostegno al club biancorosso. Però...».

Però cosa?

«Però la tempistica fa riflettere. Come fa riflettere che puntualmente quando al club tira aria di burrasca arrivi qualche alieno che dice di essere pronto a rilevare il club. L’ultimo della serie è questo Fabio Sanfilippo che ha un curriculum tutt’altro che calcistico. Ora io mi domando, ma chi glielo ha fatto fare a ficcarsi in una rogna del genere? Ci si è messo da solo o agisce in nome e per conto di qualcun altro magari per togliergli certe castagne dal fuoco?».

Non mancano in città i tifosi che sostengono che le magagne del Vicenza siano cominciate nel 2015. Più o meno quando si avvia a conclusione l’era di Sergio Cassingena e della sua famiglia per passare a quella del duo Marco Franchetto a Alfredo Pastorelli. Vero?

«No, è una sciocchezza. Che sul Vicenza incombano ombre di ogni tipo ce lo dice la storia del club».

Un esempio?

«Un esempio? Ci vuole una carriola di esempi. Ma chi si ricorda le meteora dell’avvocato Angelo Massone che doveva pure lui rilevare la squadra? Chi si ricorda i trascorsi dell’ex amministratore delegato Danilo Preto? Chi ricorda le opacità sulla catena di controllo del Vicenza a quei tempi? Chi ricorda i silenzi di Preto e quelli dei giornaloni dell’epoca sugli assetti proprietari della squadra? E chi si ricorda quando fece capolino tale Jimmy Greselin che non si è mai capito quanto abbia mai pesato nella compagine societaria berica? Faccio notare che questa lunga storia di opacità ha avuto un solo vero momento di maggiore chiarezza. Quello in cui il Vicenza fu in mano agli inglesi dell’Enic. I quali, sarà un caso, s’erano comprati la squadra dopo un clamoroso fallimento. ‘Ste cose in città le sanno in molti. Nessuno le dice».

Tu vai molto indietro nel tempo come mai?

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