Giro d'Italia 2020, la corsa rosa torna ad infiammare le strade vicentine

Appuntamento fissato per il 27 maggio con la partenza della 17esima tappa da Bassano del Grappa. Il comune vicentino torna ad ospitare il via della carovana

L'altimetria della 17a tappa

Partenza da Budapest il 9 maggio arrivo il 31 a Milano. Cima Coppi lo Stelvio, tanta montagna e tre cronometro. Questo, in estrema sintesi, sarà il 103esimo Giro d'Italia.

Ventuno tappe, un avvio fuori Paese con il primo vero testi italiano sarà in Sicilia, sull'Etna, alla quinta frazione. Quindi Calabria, Basilicata, Abruzzo, Marche, Romagna per arrivare in Veneto, Lombardia, Piemonte e chiusura con la prova finale contro il tempo il 31 maggio, da Cernusco sul Naviglio a Milano. Questi i dettagli svelati nel vernissage di giovedì a Milano.

La provincia di Vicenza sarà interessata dal passaggio del Giro d'Italia nella 17esima tappa, da Bassano a Madonna di Campiglio con i suoi oltre 5.500 metri di dislivello. La carovana attraverserà gli abitati di Marostica, Mason, Breganze, Sarcedo, Thiene, Piovene, Cogollo mentre il primo vero test in salita arriverà con Arsiero, per raggiungere Tonezza e da lì Forcella Valbona. Quindi il passaggio in terra trentina fino al traguardo di Madonna di Campiglio.

Bassano torna ad ospitare la partenza di tappa dopo 5 anni. In questo Giro il Veneto sarà protagonista nelle tappe Cervia-Monselice per velocisti, seguita dalla cronometro Conegliano-Valdobbiadene di 33,7 chilometri. Quindi il Fvg con la Rivolto-Piancavallo del 24, la Udine-San Daniele del Friuli del 26, quindi la Bassano-Madonna di Campiglio del 27 maggio.

Figlio di un biciclettaio, l’assessore allo sport della Regione Veneto, Cristiano Corazzari, è cresciuto in mezzo alle due ruote: «Mio padre rie iparava e le vendeva, le biciclette. Sono polesano, della provincia di Rovigo e la classica sgambata l’ho fatta anche io, sempre in pianura naturalmente. Solo perché sono appassionato, sempre fatto senza nessuna velleità. Un riflesso incondizionato, ci sono cresciuto in mezzo alle biciclette». Anche quest’anno belle tappe in Veneto: «Noi abbiamo - spiega l’assessore regionale con delega allo sport, Cristiano Corazzari - un rapporto storico con il giro d’italia, che rispecchia l’importanza del movimento ciclistico in Veneto. Da quella amatoriali a quello agonistico è uno sport che rispecchia i valori dalla nostra Regione: c’è il sacrificio, la determinazione, la passione e la voglia di stare insieme».

Un competizione che viene seguita in tutto il mondo, le gare di ciclismo vengono trasmesse in tutto il mondo, la corsa rosa poi ha un fascino tutto particolare: «Il Giro d’Italia è una grande opportunità per promuovere il nostro territorio. Pensiamo ad esempio alla Cronometro del Prosecco, rappresenta un appuntamento molto importante ed esalta una grande vittoria veneta, mi riferisco al riconoscimento di una delle eccellenze della Regione. Le colline dove viene prodotto il prosecco, diventate Patrimonio Unesco saranno lo scenario perfetto per la tappa a cronometro». Anche nella bassa padovana devono essere soddisfatti: «Certo, anche l’arrivo a Monselice è altrettanto importante, perché da ancora di più l’idea della ricchezza del paesaggio veneto, una opportunità per mostrare al mondo lo splendore dei colli Eugenei». E’ stata la Regione che ha spinto per avere questo tipo di visibilità durante il Giro, quanto c’entra la politica in queste scelte? «Gli organizzatori hanno piena autonomia nel scegliere come organizzare la manifestazione, quindi sicuramente c’è un dialogo importante, consolidato, da sempre. Se ci vengono fatte delle proposte, noi siamo a disposizione per sostenere la corsa a tappe nel nostro territorio. Il Giro, insomma, è importante perché mostra le grandi perle del nostro territorio».

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