Mercato e Jack: suspence snervante, come nella saga di Dallas

Se n’è andato il grande Ennio, ma il cinema è sempre cinema. Nel calcio, poi… A volerlo interpretare in chiave bergmaniana potremmo dire: sussurri e grida. Solo sussurri, in realtà, perché di grida manco l’ombra, all’ombra del Palladio

Tutto sembra ruotare attorno alla neverending story del contratto di Giacomelli, sul quale le parti tengono un riserbo così stretto da essere degno, a mio avviso, del Terzo Segreto di Fatima. Nessuna dichiarazione, neanche uno stringato comunicato ufficiale. Basterebbero poche righe. Giusto per spiegare ai tifosi come mai la fumata bianco/nera tardi così tanto ad alzarsi dai camini di via Schio verso i cieli estivi del pallone.

Eppure dal fatidico scarabocchio dipendono molte scelte importanti in capo alla società. In questo vuoto pneumatico e orfani di dati certi, cari lettori, vi toccherà continuare ad accontentarvi delle elucubrazioni (dite pure pippe mentali) del vostro opinionista. E pertanto proviamo a sbirciare nella sfera di cristallo del Mago Giuseppe con l’aiuto dei “rumors” di cui siamo debitori agli addetti ai lavori. Intendiamoci, mica siamo proprio di primo pelo, noi tutti: sappiamo bene che certe voci in circolo sono talora messe in giro dagli stessi procuratori pro domu propria o magari vengono da interpretazioni personali del redattore a caccia di scoop. C’è però una regola alla quale ci si può affidare con una certa tranquillità: in mezzo al fumo c’è sempre un po’ di arrosto.

Analizziamo allora (affidandoci ai proprio ai “si dice” apparsi sulla stampa specializzata) su quali fronti si starebbe muovendo il club biancorosso per approntare l’undici con cui Di Carlo affronterà la Cadetteria. Il terminale d’attacco da affiancare all’Artigliere Marotta tiene saldamente in pugno la hit parade delle ipotesi. Nomi se ne son fatti tanti, almeno una quindicina. Dai più celebrati (e meno raggiungibili) come Ardemagni, Moreo, Coda e Meggiorini, a giocatori ancora rampanti (e dunque più alla portata del budget di RR) come Raspadori, Mazzocchi, Trotta, Vido ecc. Si tratta di capire, tuttavia, che tipo di punta sta chiedendo Mimmo alla società. Vuole un alter ego di Barbagol, cioè un bomber puro, un killer d’area, di quelli abbonati alla doppia cifra sul tabellino marcatori? Oppure è orientato verso un attaccante più versatile, in grado di svariare e aprire spazi alle mezze ali? Sui banchi della Fiera che un tempo si teneva al Gallia c’è di tutto e per tutte le tasche. Monza e Reggina, compagne del Lane nella storica promozione in B, stanno spendendo e spandendo come se non ci fosse un domani.

E il Lane? Dipenderà molto anche dal modulo che il mister intende applicare nella Cadetteria: 4/3/1/2, 4/3/3 o il più prudente “albero di Natale”? Di certo, oltre che sul bomber, si sta lavorando sulle due fasce, per le quali attualmente il tecnico ha una sola opzione certa: Vandeputte a destra e Nalini sul lato mancino (si, ragazzi, proprio il feudo di Jack)… Dalla parte del belga il nome più prestigioso tra i papabili è quello di Luca Siligardi (il quale sappiamo può giocare anche sul lato opposto oppure fare il trequartista), del ventunenne di scuola capitolina Mirko Antonucci e del talentuoso ex Livorno Manuel Marras. L’ultima voce raccolta nell’etere parla anche di un ritorno di fiamma per un vecchio amore, Flavien Tait, tornante destro dei crucchi di Stefano Vecchi.

Sulla corsia mancina, a supporto dell’ex Crotone preso a gennaio (e in costanza dei dubbi su Giacomelli), sono uscite invece le candidature dei giovani Marco Sala (Virtus Entella) e Alessio Di Massimo (ex Samb e Pescara). Venendo ai laterali bassi (orfani certamente di Bianchi e probabilmente di Liviero), dalla parte di Bruscagin i papabili emersi sono stati Davide Zappella (scuola Atalanta) ed Enrico Del Prato (Livorno), un jolly difensivo che può fare anche il mediano e il centrale di difesa. A centrocampo, dato conto della suggestione Davide Di Gennaro (il quale però a mio avviso ha già dato quel che aveva da dare, vedi Lazio e Salernitana), del sogno Fausto Rossi (che la Regia non mollerà) e dello svincolato Crisetig (ormai vicino al Cosenza) restano le ipotetiche candidature di Francesco Mezzoni (21 anni, nato nel Carpi ma cresciuto nel Napoli) in grado di occupare tutti i posti della zona nevralgica del campo e soprattutto di Grigoris Kastanos (mezzala trequartista cipriota, di proprietà della Juve) che vanta una presenza in serie A proprio con la maglia della Vecchia Signora. Né l’uno, né l’altro, tuttavia, mi sembrano avere l’identikit tipico del “regista”, del fosforico autore dell’ultimo passaggio che mi pare manchi al centrocampo berico.

Resterebbe da parlare del portiere. Ma che farà la dirigenza con il confermato Pizzignacco? Lo relegherà a far panchina come terza scelta oppure cercherà di valorizzarlo dandolo in prestito ad un ambizioso club di C? Propendo per questa seconda possibilità. E intanto medito sui tanti nomi abbozzati per questo ruolo: Di Gregorio (che però sta firmando col Monza), Viviano (idem con la Reggina), Minelli, Lazzerini, Provedel, Frey… Al tirar delle somme, dunque, quanti nuovi acquisti potrebbero essere alle viste prima che il Big Ben dica stop? Un portiere, due terzini, due esterni, un centrocampista, un attaccante (almeno). Siamo a sette elementi. Otto se ci mettiamo anche un rinforzo tra i centrali di difesa.

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Pure qui di nomi se ne son fatti, eccome. Partendo dal figliol prodigo Nicolò Brighenti e al solito Magnus Troest, per arrivare all’irraggiungibile Gabbia. Ma restiamo coi piedi per terra, amici miei, lasciando al DS di fare un lavoro che ha dimostrato di saper svolgere bene. Ci accontenteremmo, nell’attesa dei botti pirotecnici, di un cenno, un indizio, una mezza parola sul matrimonio tra Jack e la Nobile. Divorzio o amore eterno? In attesa di sapere quando si potrà rivivere una partita dagli spalti di uno stadio, fateci sapere qualcosa dalla stanza dei bottoni, please… Perché così è peggio dei 357 episodi della saga di Dallas su Canale 5, per chi negli anni ’80 è riuscito a sciropparsi gli intrighi amorosi di Sue Ellen e JR Ewing. Al South Fork Ranch si parlerà spoletino, di qui in poi? Anche no, grazie…

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