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Vecchi: Ronaldo-Tronchin, che coppia!

Ripercorriamo il Vecchipensiero espresso al termine della gara con la Triestina

Da quanto tempo attorno al Lanerossi Vicenza non si respirava un’aria tanto entusiasta e soddisfatta? Un’eternità… Certo, c’è chi si diverte a tirar fuori il gioco del “carro dei vincenti”, sottolineando il confine tra chi si è fatto l’abbonamento e non ha mai mollato, da chi si è tesserato ma poi ha disertato il Menti per la delusione e chi non ha fatto nemmeno l’atto di fede iniziale. Oggi però tutto questo conta poco.

L’importante è aver esorcizzato la Maledizione di Montezuma, rotto l’incantesimo del “Mai una gioia” e rinverdito gli allori di un tempo con il lancio in prima squadra di alcuni gioielli del vivaio. Ripercorriamo sinteticamente il Vecchipensiero espresso al termine della gara con la Triestina e sintetizzabile in sei punti: 1) Non sedersi sugli allori e continuare il lavoro che stiamo facendo in settimana per creare una catena virtuosa; 2) la partita con gli alabardati va considerata una prova di maturità  in vista degli impegni ai play off, dove incontreremo solo squadre forti e attrezzate; 3) siamo in una fase nella quale gli avversari magari aspettano un nostro errore difensivo e invece noi reggiamo benissimo e siamo micidiali nelle ripartenze; 4) attraverso le prestazioni stiamo ritrovando il consenso e il calore del pubblico. Mi ha fatto piacere vedere come è stata festeggiata la squadra. Io non cerco gli applausi, non mi piace andare a fare passerella sotto la Curva. Ma per loro invece è gratificante; 5) stiamo lanciando i nostri ragazzi. È chiaro che i campionati non si vincono solo con i giovani, ma se i protagonisti sono di Vicenza facciamo festa tutti; 6) abbiamo un centrocampo importante. Ronaldo ha alzato il livello delle sue prestazioni ed ora è diventato il giocatore che io ho sempre saputo. Ce ne sono pochissimi come lui in questa categoria. Quanto a Tronchin è un elemento molto intelligente in fase di interdizione grazie ad un’ottima visione del gioco e ad una tenuta fisica importante. Sono una bella coppia, che sa farsi valere anche in inferiorità numerica, il che può capitare quando ci troviamo schierati a zona.

Questo per quanto riguarda il mister. Ora la difficoltà sta tutta nel mantenere vivo questo registro. Non è facile conservare la forma al 100% per lunghi periodi ed è chiaro che l’optimum sarebbe di arrivare al top della condizione in corrispondenza del rush finale. Una buona dose di ottimismo viene però dall’analisi della rosa. Aver giocato bene come ieri, partendo con in panchina elementi del calibro di Delle Monache (che è stato il gioiello del mercato invernale), i senatori Cavion e Rossi, pezzi da novanta come Greco, Pellegrini e Lattanzio e titolari del calibro di Laezza e De Col, non è mica cosa da poco. La strada per mantenere al top la forma collettiva, sarà probabilmente proprio il turn over. Ma è inutile insegnare il mestiere a Stefano Vecchi, il quale si sta dimostrando nocchiero esperto e prudente.  In fondo, arrivare secondi, terzi o quarti conta relativamente.

La cosa fondamentale è mantenere il DNA appena ritrovato: inaffondabili dietro, lucidi e pugnaci in mezzo, micidiali davanti, dove si riesce persino a gestire alla grande il momento particolare del Loco. Aspettiamo dunque la visita del Fiorenzuola, domenica alle ora 18.30 per poi prepararci alla straregionale con il Padova all’Euganeo. Gara molto sentita, ma fino ad un certo punto. Per i tifosi del Lane il Padova è un rivale acerrimo ma non un incontro con la Storia. Altra cosa da parte biancoscudata, dove sembra sempre questione di vita o di morte. Ma si sa, il Derby vero, quello da batticuore puro, per noi parla solo veronese. E chissà che l’epico scontro con i gialloblù non sia alle porte. Non costa niente crederci…

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