Calcio

Sconfitte Lane: dopo la cinquina ecco la tombola

Contro la Cremonese, nonostante il cambio in panchina e la discreta prestazione al Menti, i biancorossi perdono nuovamente (0-1) e restano ultimi in classifica in solitaria. Sugli scudi il giovane Ranocchia. Tra i più deludenti Di Pardo e Calderoni

LE PAGELLINE

GRANDI 6:

devia in corner al 68’ un traversone di Crescenzi. Buon intervento a tempo scaduto su un tiro insidioso di Vido. Nel complesso una gara nella quale non ha dovuto fare gli straordinari. Con un po’ di fortuna avrebbe potuto intercettare la brutta esecuzione di Dionigi sul calcio di rigore.

DI PARDO 4:

buon cross per Diaw al 21’. Tutto il resto è un copione mediocre, nel quale interpreta timidamente il ruolo di cursore di fascia, soffrendo quando deve difendere e traccheggiando quando deve spingere.

(BROSCO) n.g.:

in chiusura di gara aggiunge anche il suo nome alla lista dei “cattivi”. Per il resto non aggiunge né toglie niente alla partita dei compagni.

PASINI 6-:

colpisce con la coscia sottoporta al 3’ ma la palla scheggia il palo. Ammonizione al 54’ per un’irregolarità su Bonaiuto. Nel primo tempo soffre parecchio le folate dei grigiorossi, che però arrivano principalmente dalle fasce laterali del Lane, lasciate troppo incustodite.

CAPPELLETTI 6-:

come sopra. In realtà non sono Ciofani né Bonaiuto a far danni, ma i raddoppi degli ospiti sulle corsie, soprattutto con la coppia Sernicola/Gaetano. Mai presente però nell’area avversaria a cercare il guizzo personale.

CALDERONI 4:

ammonito quasi subito per un fallo su Zanimacchia e poi ribecca l’ammonizione (e il rosso) in occasione del fallo da rigore del 41’. Nel fallo fatale il braccio è a protezione del viso ma l’arto è decisamente staccato dal corpo e intercetta un tiro diretto in porta. E’ l’unica volta in 95’ che il signor Santoro vede bene. Anzi a veder bene è il VAR. Una prestazione, la sua, assolutamente da dimenticare. E pensare che, secondo la campagna acquisti, stiamo parlando dell’elemento che doveva non far rimpiangere Barlocco e Beruatto.

ZONTA 6:

aggiunge un bel po’ di dinamismo al centrocampo biancorosso, cercando anche più volte (specie nella prima parte di gara) l’inserimento tra le linee. Col passare del tempo, tuttavia, si accende la spia della benzina e il suo contributo si riduce. Nel complesso, comunque, semaforo verde.

RIGONI 5,5:

il meno brillante nel centrocampo di Brocchi. Fa il suo nel ruolo di centromediano metodista, badando a fare argine, specie quando la squadra resta in inferiorità numerica. Quando il fiato inizia a mancare il mister lo richiama negli spogliatoi, ma la squadra non ne soffre l’assenza, entrando anzi nel suo momento migliore.

(CRECCO) 5:

un tempo, nel quale viene chiamato a fare il laterale arretrato, senza lasciare però alcun segno tangibile nel taccuino del cronista.

RANOCCHIA 7,5:

prova la conclusione personale al 65 ma la traiettoria va alta. Al 73’ riceve un ghiotto pallone in area ma il suo tiro a colpo sicuro impatta sul palo alla destra di Sarr. Per tutta la gara è un faro che illumina la manovra. O una voce che predica nel deserto, fate voi. Una spanna (forse due) sopra agli altri. Peccato per il gol mancato.

PROIA 5,5:

ammonito al 52’ per un fallo su Crescenzi. Si sbatte parecchio sul piano dell’impegno, ma per essere l’oggetto prezioso del mercato di Magallini, continua a restare sottotono. L’ombra cioè del giocatore determinante che è stato a Cittadella. E il Vicenza ha troppo bisogno del suo estro.

(GIACOMELLI) n.g.:

appena entrato un giallo per scorrettezza sull’altro neo entrato Baez. Poco d’altro da segnalare, se non la solita grinta da guerriero. Non basta…

MEGGIORINI 5-:

Brocchi lo butta nella mischia anche se forse accelerando i tempi. Che non sia pronto al 100% lo si vede durante tutta la gara, nella quale, praticamente, non ne becca mezza. E la volta che trova il modo di infilarsi tra due difensori in un’azione interessante, il direttore di gara gli nega la sacrosanta punizione. Ora il quesito resta: quante partite potrà fare il nostro bomber in questa stagione?

(DALMONTE) n.g.:

all’80’ finisce nel taccuino del mediocrissimo arbitro dopo un presunto fallo su Valzania. Una comparsata, in attesa di ritrovare il miglior Dalmonte, quello che può far vincere da solo le partite.

DIAW 6-:

giallo (evitabile) al 27’. Grandissima proiezione da centrocampo verso l’area al 57, conclusa con un missile dal limite che sibila appena alto. Grande assist per Ranocchia al 73’. Cinque minuti dopo mette al centro un interessante pallone, deviato dal portiere. Nel complesso una partita positiva, nella quale però non ha mai impensierito il portiere ospite. Mica poco…

Mister BROCCHI: 6.

In quattro giorni nessuno si aspettava da lui il miracolo di cambiare volto alla squadra. Nel primo tempo ha subìto la Cremonese, senza però esserne travolto. Nel secondo, decisamente più Lane (in 10) che Cremo (in 11). Se vogliamo sottolineare i (pochi) passi in avanti rispetto all’Armata Brancaleone di Di Carlo, mettiamoci maggiore grinta, compattezza e gamba. Se vogliamo invece passare alle note meno liete, ritroviamo poca incisività in avanti, gioco piuttosto involuto e una squadra incompleta nei vari ruoli e con cambi non sempre all’altezza. Il Vicenza non ha giocato una brutta gara, in sintesi. Ma incombe il pericolo di accontentarsi delle briciole. “Abbiamo perso ma avremmo meritato di più”. Era il ritornello di Mimmo e sarebbe esiziale che squadra e ambiente si accontentassero di questa caramella. Come è stato giustamente sottolineato, la nostra è l’unica squadra di A, B, C e D ferma al palo a 0 punti. Il resto sono chiacchiere, con le quali, come i tifosi sanno benissimo, non si impastano le “fritoe”. Il gap negativo già in essere rischia di diventare un ritardo difficilissimo da colmare, una sorta di palla al piede verso la C. Con questo organico sembra difficile poter invertire la rotta, ma non bisogna cedere al pessimismo e far quadrato attorno al nuovo mister, chiamato ad affrontare adesso la gara tra le derelitte a Pordenone. Servono tante cose a questo Lane, tra cui anche un po’ di buona sorte. Al momento gira tutto male, ma c’è sempre una luce alla fine del tunnel. Almeno così si dice..

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