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Domenica, 26 Giugno 2022
Calcio

All'ultimo chilometro il Lane precipita in C

Non basta la carica dei 600. Proprio come a Balaklava la cavalleria leggera dei tifosi biancorossi non basta a rovesciare l’esito di una partita segnata nel secondo tempo da un duplice errore della difesa berica

Bisogna ringraziare mister Baldini per averci regalato un sogno ma l’epilogo dei play off si innesta perfettamente nella falsariga di un campionato iniziato malissimo, continuato tra alti e bassi (più bassi, decisamente) e soltanto chiuso con una certa dignità. Al Marulla la squadra regge solo un tempo, poi ammaina bandiera senza impensierire mai il portiere dei calabresi. E questo la dice tutta sui limiti tecnici e caratteriali che ha avuto nel DNA. Si salvano solo Contini, un buon Bikel e l’allenatore in panchina. Il resto è insufficiente o peggio.

Le pagelle

CONTINI 6:

al 16’ interviene bene di pugno su un cross dell’ex Di Pardo. Al 46’ ci mette una pezza sul colpo di testa di Zilli ma non può niente sul tapin di Larrivey. Al 55’ si oppone alla conclusione dello stesso Larrivey. Niente può sul rigore dello stesso attaccante, che lo spiazza inesorabilmente.

BROSCO 4:

riesce a sfangarla con difficoltà nei primi 45’. Poi decide di dimostrare quanto è scarso e cancella con uno sciagurato intervento di mano il (poco) di buono combinato nelle ultime 3 o 4 gare. Ogni volta che l’uomo lo punta sono guai per la difesa.

DE MAIO 5:

ora possiamo dirlo. Ingaggiato per dare sicurezze alla difesa si è lasciato contagiare dal pressapochismo del reparto, adeguandosi all’andazzo. Anche oggi piuttosto lento, talora inutilmente falloso e mai presente in avanti a dar manforte ai suoi quando la partita ha preso una brutta piega.

BRUSCAGIN 5-:

l’hanno spesso fatto giocare in un ruolo non suo, ma le sue prestazioni sono quasi sempre state insufficienti. Anche in terra calabrese i soliti limiti. Quando spiove in area il fatal cross di Liotti c’è lui che dovrebbe contrastare Zilli, ma fa la bella statuina. E non si può chiedere all’ucraino di difendere da solo Azovstal…

(MEGGIORINI) n.g.:

se vi siete accorti del suo ingresso, bravi voi. Al Lane si chiedeva almeno un Fort Apache finale. Con 5 attaccanti dentro, invece, nemmeno il solletico a Matosevic.

MAGGIO 5:

stavolta nemmeno il grande Cristian riesce e togliere le castagne dal fuoco. Anzi. L’occasione forse più ghiotta per il Vicenza di pareggiare gli capita sui piedi al 49’ ma lui la ciabatta ignobilmente sul fondo. C’è altro da dire?

CAVION 5+:

un gran correre senza costrutto, specie nei secondi 45 minuti. Mai presente nelle azioni di ripartenza dei biancorossi e in difficoltà in un centrocampo che forse avrebbe avuto bisogno del supporto di Zonta. E’ stato uno dei più positivi della seconda parte di stagione, ma ha chiuso in calo.

(GIACOMELLI) n.g.:

una ventina di minuti, qualche scatto ed un tiro rabbioso al 94’, deviato in corner da un rossoblu quando la gara era ormai segnata.

BIKEL 6,5:

il migliore in campo. E ci voleva poco. Certo il porto/canadese paga un piede maleducato, ma anche nel play out decisivo è quello che combatte la sua solita battaglia solitaria, come il giapponese nella giungla della Guinea. Mette un buon cross, fa ammonire Carraro, mette tutte le pezze che gli riescono ma poi gli si accende un po’ la spia della benza e il tecnico decide di dargli il cambio. Qualche dubbio…

(DA CRUZ) ???:

come al solito non pervenuto. Qualche giocata la prova ma con esito deludente. Er lo più sembra avulso dal gioco. Pensare che qualche genio l’ha portato qui pensando di aver comprato un fenomento al costo di quattro “stracaganasse…

LUKAKU 5 :

negli ultimi tempi ha dato qualche segnale delle sue (non poche) potenzialità. Non a Cosenza, però. Dove ha giocato una partita povera di contenuti e orfana delle accelerazioni che sono il suo pezzo forte.

GRECO n.g. :

comparsata, senza infamia né lode.

RANOCCHIA 5:

è autore della pagina più bella del match, con un bolide che il portiere rossoblu riesce a respingere con grande difficoltà. Ma siamo a partita appena iniziata. Per il resto, invece, non riesce ad entrare nel vivo della gara, quasi fosse un corpo estraneo. E le 2/3 conclusioni del secondo tempo sono da scapoli e ammogliati… Se vuol farsi notare nella Vecchia Signora, non è questo lo spartito giusto…

DALMONTE 5:

il Lane avrebbe assoluto bisogno di qualche sua giocata per spaccare la partita. Stavolta però i colpi gli restano in canna e il suo peso sulla bilancia del match è impalpabile. Per lui un campionato da dimenticare in tutta fretta.

(BOLI) n.g.:

la mossa della disperazione

DIAW 4:

se il Vicenza aspettava da lui i gol per salvare la baracca contro i Lupi, la partita poteva anche durare tre ore senza cambiare il canovaccio. Nervoso, confusionario, mai concreto. Una delle peggiori esibizioni da quando è a Vicenza. Vero che per mancanza di attaccanti gli fanno fare la primo punta (e lui non lo è). Ma questo non basta a spiegare l’involuzione di uno dei migliori bomber in circolazione. Deludentissimo.

Mister BALDINI 6:

ha fatto più di quello che era lecito chiedere ad un allenatore chiamato a governare una barca in balia dei flutti. Ringraziamolo di cuore. Non senza sottolineare che il primo cambio operato è stato quello di Bikel. Spero che il giocatore stesse male, altrimenti la mossa non è solo incomprensibile, ma persino suicida. Sulla girandola dei cambi c’è poco da dire: in panchina c’era quel che c’era. Ma Zonta al posto di Da Cruz dall’inizio proprio non ci stava, mister?

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