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Avellino - Vicenza, dal Partenio: Ave Ave Ave Maria

Le pagelle del “Baffo” Belloni

L’Avellino sul suo campo e davanti a un pubblico vulcanico sciorina un Fort Apache al quale solo il manto azzurro di Nostra Signora di Monte Berico impedisce di tramutarsi in (sacrosanta) vittoria. Nel corso della gara gli irpini collezionano almeno 6 palle gol (due sulla traversa) ma alla fine paradossalmente è il Lane a sfiorare il colpo grosso con una zuccata del suo Capitano. Sarebbe stata una beffa atroce per i Lupi, costretti adesso a far visita al Romeo Menti partendo dallo 0-0 casalingo.

LE PAGELLE DEL “BAFFO” BELLONI

CONFENTE 6: nonostante il tiro a segno dei verdi verso la sua porta, il portiere berico non deve fare nemmeno una parata. A salvarlo da un passivo che poteva essere pesante solo la buona sorte e l’imprecisione degli avanti di casa. Un’uscita a caccia di lepidotteri all’85’. Ma in certe giornate non si paga dazio.

CUOMO 5/6: si vede poco rispetto al solito, tanto che è persino difficile dargli una valutazione. Per la prima volta da quando è arrivato si ritrova in una situazione in cui il Vicenza è stradominato e preso a sberloni. Lui se ne sta ai margini…

GOLEMIC 6-: in mezzo al fortunale che si scatena per oltre 90 minuti nell’area biancorossa, cerca di far argine sfruttando esperienza e fisicità. Anche per il granitico Vladi, tuttavia, vi sono momenti di grande difficoltà. Un esempio: al 15’ si perde di testa Masiello che lo grazia. Succede anche ai grandi…

LAEZZA 6+: tutto sommato, là dietro è quello che oppone maggiore resistenza all’onda dell’Avellino. Combatte come Leonida alle Termopili, le prende e le dà, spazza via e prova anche qualche inserimento. Insomma, esce con l’onore delle armi.

(SANDON) n.g.: entra e dà il suo piccolo contributo alla difesa della bandiera

DE COL 5: partiamo dal presupposto (certissimo) che il mister di calcio ne sa più che il Baffo. Quindi avrà di certo ragione Vecchi. Io però sto giocatore, ex SudTirol, non riesco a vederlo. E’ un cavallone che sgroppa sulla fascia, ma senza costrutto e con un piede che mi fa rimpiangere la “banana” di Mau Rossi. Al 33’ perde un pallone sanguinoso e ci va di lusso a non pagar dazio. E dopo tanta confusione nel corso della gara, all’87’ si lascia scappare l’avversario che, sciagurato, non conclude.

RONALDO 5: non è la sua partita, troppo frenetica e muscolare. E lo si vede ogni volta che cerca la sua caratteristica progressione palla al piede: raddoppiato, bastonato, sovrastato. Mancando il suo faro abbagliante tutto il centrocampo balbetta. Forse paga molto l’assenza di Tronchin, il suo fedele Sancho Panza…

(ROSSI) n.g.: buono il suo ingresso in un momento di grande sofferenza: lucido e saggio, becca anche qualche punizione salvifica.

GRECO 6/7: altra partita sopra le righe. Non era facile tenere testa agli indemoniati uomini di Pazienza, che là in mezzo raddoppiavano, triplicavano, moltiplicandosi come pani e pesci. Freddy ha cantato e portato la croce, turando falle, aiutando il compagno in difficoltà e caricandosi anche un giallo per eccesso di generosità. Da applausi.

(PROIA) n.g.: qualche minuto. Troppo poco per un giudizio,

COSTA 6: altra gara positiva. Il tecnico avversario gli incolla ai garretti Sgarbi, che non è u esperto di pittura rinascimentale ma si dedica anima e corpo ad impedire al nostro Filippo di scatenare le sue proverbiali scorribande. La battaglia sulla fascia si conclude senza vincitori né vinti. E non è poca cosa…

DELLA MORTE 5: anche per lui il tema tattico al Partenio è piuttosto ingrato. Le poche volte che parte in progressione fa intuire che potrebbe far male ai campani. Ma deve piuttosto preoccuparsi di dare una mano alla resistenza sulle barricate. Che non è esattamente il suo mestiere. Per cercar gloria verso Ghidotti non è proprio aria, anche se l’unico tentativo del primo tempo viene dal suo piede.

(TALARICO) n.g.; un buon innesto, in un fine gara in cui la sua velocità e la sua tigna servono, eccome.

DELLE MONACHE 6+: parte un po’ frastornato. Poi prende fiducia nei suoi notevoli mezzi e per un’oretta diventa l’unica fonte di batticuore per la difesa dei locali. Peccato che il Lane non abbia né la lucidità, né le gambe, per rendere produttive le sue giocate. Poi si spegne, man mano che la benzina finisce.

(PELLEGRINI) n.g.: anche lui aiuta nel momento del bisogno

FERRARI 5/6: viene lasciato da solo, come il soldato giapponese Hiro Onada nella giungla della Nuova Guinea. Il Loco non si tira indietro quando c’è da fare a sportellate. Guadagna qualche calcio da fermo e (cosa molto più importante) evita l’ammonizione che l’avrebbe appiedato. Verso fine gara, però, su un taglio di Costa, non controlla un pallone che poteva essere pericoloso per gli irpini.

All. VECCHI: 6 la mossa di schierare dal primo minuto Delle Monache lasciando in panca Pellegrini è un azzardo ma anche una genialata, visto quanto il baby ex sampdoriano dà fastidio a Frascatore & C. Continua a dar fiducia a De Col (ne ho già parlato) preferendolo sulla corsia a Talarico e questo per me è come il terzo mistero di Fatima. Ma siccome porta a casa il 21 risultato utile consecutivo è chiaro che l’asino non è lui, ma il sottoscritto. Per la prima volta quest’anno, però, il suo Vicenza è in balìa degli avversari e potrebbe affondare clamorosamente. Invece, un po’ di riffe e un po’ di raffe, resta a galla e potrà giocarsi tutto nell’abbraccio del Romeo Menti. Ne abbiamo visto tanto di calcio, specie noi del reparto geriatrico. E sappiamo che certe cose non accadono per caso. Portare a casa il risultato dal Partenio è un segnale fortissimo. Di cosa, preferisco non dirlo. Sempre per via della scaramanzia cara e noi vecchi. E a Stefano Vecchi.

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