Vicenza: un pareggio che non cambia nulla

Con la Salernitana primo tempo da 7 e ripresa da 5. Le pagelle

GRANDI 6: il rigore di Djuric lo spiazza inesorabilmente. Per il resto, solo ordinaria amministrazione. La Salernitana si dà molto da fare ma non è che punga molto.

BERUATTO 6+: grande primo tempo, nel quale dà molto fastidio agli avversari con le sue sgroppate. Prova il gran gol dalla distanza al 12’. Poi nella ripresa cala vistosamente. Al 61’ si fa ammonire per un fallo da cartellino arancione e un minuto dopo rischia l’espulsione con un’altra entrata pericolosa. E’ tuttavia tra gli ultimi a smettere di provarci.

PADELLA 6+: in una gara difficile, contribuisce a disinnescare gli attaccanti campani, sostanzialmente riuscendoci bene. La Salernitana si presenta più volte dalle sue parti ma la difesa berica, pur tra qualche affanno, regge bene l’urto della ex capolista. Ammonizione per proteste evitabile.

CAPPELLETTI 6,5: il gigante bosniaco, coi suoi quasi 2 metri, è un elemento quasi immarcabile nelle palle aeree, ma il centrale biancorosso, con le buone o con le cattive, gli lascia solo poche palle e tutte sporche. Per di più è l’unico del pacchetto difensivo a non incorrere in sanzioni arbitrali.

BRUSCAGIN 6,5: un buon inizio gara sulla fascia, caratterizzato da frequenti iniziative e palloni messi in mezzo, come quello ghiotto del 13’. Poi, quando il Vicenza va in calando, anche lui tende a sparire e la ripresa è quasi interamente dedicata ad arginare le folate degli uomini di Castori.

VANDEPUTTE 6,5: parte con il turbo innestato e per 45’ è una vera spina nel fianco della formazione ospite che non riesce a contrastarlo. Un tiro potente al 12’, una bella zione al 15’ e un’altra conclusione al 27’. Nella latitanza delle punte, è lui il guastatore del Lane. Poi perde un po’ di brillantezza e il mister lo fa uscire. Decisione ancora da decifrare.

RIGONI 7: una gara decisamente positiva. L’unico neo è il pallo da rigore. Lui dice di aver toccato prima il pallone ma le immagini, a mio avviso, gli danno torto. La decisione del signor Illuzzi sul penalty è forse severa, ma non immotivata. Al 43’ trova il gol del pareggio con un movimento da manuale: sul corner si fa trovare al posto giusto ed incorna alla perfezione. Bravo…

PONTISSO 6+: apparentemente in ombra, ma il suo contributo è oscuro e importante. Il centrocampo berico è spesso saltato dai lanci lunghi dei granata, ma sostanzialmente ha retto il confronto con Tutino e compagnia. Esce quando serve più benzina nel filtro.

DALMONTE 5: è lui la delusione più acuta della gara. Abituato sin qui ad essere sempre tra i migliori in campo, l’ex grifone disputa la sua peggior partita in biancorosso. Mai veramente sul pezzo, trotterella qua e là senza mai trovare un acuto dei suoi e alla fine la sostituzione non è che la conseguenza di una serata da desaparecido.

JALLOW 5+: illude con un colpo di testa alto al 10’. Poi è notte fonda. La decisione (coraggiosa) di Mimmo che lo inserisce dal primo minuto non paga. Fisicamente è ancora indietro e si ostina spesso a tener palla invece di cercare il dialogo veloce. Si rivede sul taccuino solo al 58’ per un tiro senza pretese. Forse stava meglio ancora un turno in panchina.

MAROTTA 5+: un bomber perennemente a secco serve poco alla squadra. L’Artigliere ce la mette tutta, perché non è certo l’animus pugnandi a mancargli. Però la colonnina delle conclusioni in porta è tragicamente vuota. Forse lo fanno giocare un po’ troppo indietro. Forse sente che la B non è come la C. Fatto sta che il Vicenza segna davvero col contagocce. Ed è un problemone…

GUERRA 5: con mezzora di tempo per provare a dar corpo al forcing del Lane, Simone non trova nemmeno un tiro verso Belec. Certo, l’aridità odierna del fronte offensivo biancorosso non può essere imputata a lui, tuttavia ha avuto un’occasione per mettersi in mostra e l’ha ustata malamente.

NALINI 6,5: una delle buone notizie emerse dalla partita. Il ragazzo pare recuperato e il suo ingresso ha un po’ vivacizzato la manovra, come al 42’ e al 45’, con due iniziative interessanti. Si tratta di un giocatore fondamentale nello scacchiere di Di Carlo e ritrovarselo ben disponibile è un viatico che tornerà utile già da Ferrara.

GORI 6-: il mister gli concede una ventina di minuti che il baby ex viola cerca di utilizzare meglio che può. Va subito nel vivo dell’area di rigore, fa a sportellate, cerca il varco e protesta su un paio di interventi rudi. Non combina granchè, ma va apprezzato lo spirito che ci mette. Non è su un ragazzo di 21 anni, fresco di Primavera, che si può far ricadere l’inefficienza della prima linea.

GIACOMELLI 5,5: stavolta non modifica di un rigo il copione della partita. Scende in campo, si innervosisce perché si accorge di non riuscire ad incidere come vorrebbe e a conti fatti il suo ingresso è ininfluente. Stavolta il fattore Jack non paga.

CINELLI 5/6: anche per il centrocampista e capitano, uno spezzone di match anonimo e improduttivo. Quando il mister lo chiama, la squadra è già sfilacciata e stanca. Non si può fare altro che difendere il punto, evitando la beffa del gol sul finale. A questo serve anche l’esperienza.

Mister DI CARLO 6-: si possono discutere un paio di scelte. Per esempio aver puntato su Jallow fin dall’inizio, oppure aver fatto uscire Vandeputte invece dello spento Dalmonte, tuttavia sono dettagli. Perché il vero problema della squadra in questo momento sta nell’assenza di un giocatore capace di andare in gol con regolarità, sfruttando anche la mezza palla buona che oggi il Vicenza non riesce a monetizzare. In organico Mimmo ha sei punte, delle quali però solo Meggiorin sfoggia un Palmares da bomber di rango superiore. Ma il Meggio ha 35 anni… In una recente trasmissione televisiva il Mago ha citato le qualità di un elemento come Biasci, a lungo al centro dei sogni di casa nostra. Tuttavia, come ha salomonicamente puntualizzato uno che di gol se ne intende, Stefan Schwoch, per portare a casa i cannonieri di razza occorre cacciare il grano. Molto grano. La società ha scelto una politica differente, più sparagnina. Siamo tutti uniti nella speranza che abbia avuto ragione via Schio. Intanto, però, l’allenatore resta alle prese con i due gol fatti (da difensori) in tre partite. Gli tocca il compito di recuperare gli elementi indietro di condizione e inventare schemi che valorizzino al massimo quel che abbiamo in casa. Ha esperienza e intelligenza per poterlo fare. Ma sarà un bel lavoraccio…

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