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Vicenza - Venezia, una situazione non Serenissima

Il Lanerossi è chiamato a fugare subito tutti i recenti dubbi. In attesa dei misteri di mercato

La settimana tra la Reggiana e il Venezia (domani ore 21, con tanto di seggiolini nuovi, per il momento non utilizzabili) è passata senza novità di mercato, in un vuoto pneumatico di notizie che può significare solo due cose. Nell’ipotesi migliore che Magalini sta lavorando sottotraccia, in totale segretezza, per evitare interferenze nelle trattative. In quella peggiore, che il Supermarket di gennaio non offre nulla di interessante o se lo offre (vedi la voce circolata sulla disponibilità del Monza a cedere Maric) lo fa a prezzi fuori dalla disponibilità dei Rosso.

I pochissimi rumors arrivati sulle pagine degli organi specializzati hanno riguardato difensori o persino centrocampisti (vedi l’interessante ipotesi Varone). Il che ha suscitato qualche stupore nei tifosi, giacchè nella lista della spesa questi ruoli non stavano certo al vertice. Tutto questo può avere un significato comprensibile: il Vicenza si sente scoperto circa il ruolo di terzino destro. Non solo il rientro di Ierardi si allontana nel tempo (domanda: è possibile che un’ernia discale tanto grave non avesse già prodotto guai nel campionato precedente a Bolzano? Oppure è l’intervento a non aver consentito una più rapida risoluzione?) ma pure lo stato di forma di Bruscagin appare lontano dall’ottima stagione precedente. Spiegabili dunque i presunti abboccamenti di via Schio per Bergonzi e adesso per Da Col.

Quella del recupero degli indisponibili tuttavia è una questione prioritaria per Di Carlo, almeno quanto i nuovi acquisti. Nalini non è andato nemmeno in panca al Mapei Stadium, segno che non sta ancora benissimo. Vandeputte ha invece giocato, palesando un ritardo di condizione piuttosto evidente. Meggiorini sta pagando lo sforzo della prima parte di torneo e lo stesso Dalmonte è in cerca della condizione migliore. Per carità, ci sta che nel corso dell’anno si paghi dazio ad infortuni e cali di forma ma il Lane non possiede una panchina così qualitativa da ammortizzare troppi forfait. La quota raggiunta in questa prima parte di campionato significa, al momento, salvezza tranquilla.

Ma attenzione. Da Brescia (pari punti con i biancorossi) si è scritto a chiare lettere che 21 punti non sono soddisfacenti e non mettono tranquille le rondinelle per il girone di ritorno. Mi pare che lo stesso discorso possa valere per Di Carlo & C., soprattutto se l’attacco dovesse confermarsi parsimonioso (solo 9 squadre hanno segnato meno di noi). Ed ecco che arriviamo al discorso bomber. Il bivio è netto: continuare con i cinque attaccanti arrivati dalla campagna acquisti estiva oppure fare lo sforzo per prendere quel top player cui si è rinunciato ai tempi in cui si potevano trattare i vari Forte, Coda, Mancuso e Nzola? L’ultimissimo nome di cui si sta vociferando è quello di Luca Strizzolo della Cremonese. Si tratta di una prima punta ben conosciuta dai tempi del Cittadella e che due anni fa ha fatto bene a Pordenone.

La sua specialità è il gioco aereo, grazie ai quasi 190 cm. di statura. Ma, ammesso che la trattativa esista (sembra che anche la Virtus Entella sia sulle tracce dell’attaccante friulano) non arriverà certo a prezzi stracciati. E siamo alle solite… Per chiudere, c’è un ultimo discorso da fare. Obiettivo salvaguardia della serie B, siamo tutti d’accordo. Ma se si vuol rispettare il programma (triennale o quinquennale, non si è capito bene) di crescita in prospettiva del salto di livello, occorre fin da subito mettere tra le priorità degli innesti un discorso serio di prospettiva. Attualmente il Lane è imbottito di ultratrentenni, validi fin che volete ma che non si prestano ad un ciclo pluriennale. Nella scelta dei nuovi vanno privilegiati giocatori in grado, per età e qualità, di formare lo scheletro della squadra vincente.

Non solo oggi, ma soprattutto nel 2024 o nel 2025. Come fu nel passaggio di consegne tra Ulivieri e Guidolin, tanto per citare la storia. Ma bando alle ciance, concentriamoci sull’anticipo coi lagunari, importantissimo per farci capire una cosa mica da poco. La brutta sconfitta con la Regia è un episodio oppure un segnale di continuità con le perplessità già emerse contro l’Entella? Urge una vittoria franca e convincente. Il Vicenza ne ha i mezzi. Chissà, forse è solo questione di testa… Lo speriamo tutti.

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