Si rigioca! Certo, certissimo, anzi improbabile

Il Consiglio Federale di ieri in nome di interessi più pressanti, ha smentito la linea espressa dalla serie C per puntare invece tutte le sue carte sulla regolare ripresa dei campionati

Come volevasi dimostrare. Il Consiglio Federale di mercledì in nome di interessi più pressanti, ha smentito la linea espressa dalla serie C per puntare invece tutte le sue carte sulla regolare ripresa dei campionati. Che sarebbe di per sé una bella notizia, capace di smorzare sul nascere tutte le polemiche piovute sul Vicenza dopo la proposta dell’assemblea di Lega Pro. Vicenza favorito, Vicenza approfittatore, Vicenza che torna sulla scorciatoia amministrativa, come ai tempi delle retrocessioni evitate a tavolino. Una bella notizia che tiene però in scarso conto il momento socioeconomico che contraddistingue la pausa del dopo contagio.

La serie A, pandemia permettendo, potrà anche far finta che l’emergenza sia sostanzialmente passata, per rimettere così in piedi un campionato più morto che vivo (come si sta sperimentando in Germania). Anche la serie Cadetta, che ne è l’appendice naturale quanto ad interessi e bacino, potrà forse (ma con grandi difficoltà logistiche e di bilancio) seguirla sulla strada del calcio giocato fino al fatidico 20 agosto indicato come dead line per la stagione in corso. Ma è ragionevole chiedere alla Terza Serie di tornare in campo, assicurando a tutte le 11 giornate (più recuperi) che ancora mancano all’appello l’intero corredo di protocolli di sicurezza, di strutture sportive a norma e di risorse finanziarie necessari come garanzie per il calcio durante il Corona Virus? Il presidente Ghirelli è uscito dalla riunione imbufalito, tuonando che la C non è in grado di riprendere la stagione. E ha dalla sua i medici sportivi (che si sono già espressi in merito), gli epidemiologi più attenti e soprattutto i rappresentanti di molte società (quelle più in difficoltà sul piano della liquidità).

La FIGC sa di essersi messa su una strada sdrucciolevole. Lo si capisce attraverso il semplice esame del comunicato: “Tra le modifiche, ai fini ammissivi, le Società dovranno assolvere al pagamento degli emolumenti (netti) e degli altri compensi scaduti il 31 maggio 2020, intendendosi come tali quelli che, anche sulla scorta dei vari accordi modificativi e novativi eventualmente ratificati dalla Lega, sono effettivamente scaduti a detta data. Si terrà conto in ogni caso degli eventuali contenziosi che dovessero insorgere per il periodo di sospensione delle attività (marzo/aprile). Il termine perentorio per le iscrizioni verrà fissato nella seconda metà di agosto e comunque dopo la fine dei campionati. Per quanto riguarda l'impianto delle garanzie fideiussorie, per la Lega B è stato confermato l'importo di 800 mila euro e per la Serie C l'importo di 350 mila euro. Per i soli Club di Lega Pro, in alternativa o a integrazione, potrà essere prodotta una certificazione della Lega, approvata dall'Assemblea, di aver costituito una garanzia collettiva di efficacia equipollente alle garanzie singole, di pari importo, e nel rispetto degli stessi requisiti richiesti ai soggetti fideiussori". Sfrondato dal linguaggio politichese, appare evidente come il testo preveda già grandi difficoltà sul piano delle iscrizioni.

Ma c’è di più. In un altro passo, pure assai significativo, si precisa che il campionato dovrà in ogni caso terminare entro il 20 agosto, prevedendo tuttavia già l’ipotesi di una nuova sospensione. Indicando in tal caso la soluzione attraverso i playoff e play out e, nel caso di impossibilità pratica a terminare la stagione, una classifica 2019/2020 stilata in base a effettivi coefficienti correttivi. Quelli, tanto per capirci, proposti dall’ultima assemblea di Lega Pro e ora accantonati. Tanto per capirci, il quadro avanzato è questo: proviamo a giocare (così accontentiamo il calcio dei paperoni) e se non ci si riesce passiamo al piano B o al piano C. Geniale. Ebbene, ammesso che le squadre (nella loro totalità, altrimenti il campionato risulterebbe falsato e antistorico) riescano ad accedere alla coda agonistica, ci si potrebbe ritrovare a giugno o addirittura luglio/agosto di fonte ad un nuovo stop. E quindi a dover giocare gli spareggi in piena crisi o a essere costretti a riprendere in mano la questione parametri promozione, quella che già oggi, a maggio, aveva scatenato i preparativi per una marea di ricorsi ai due gradi rimasti della giustizia pallonara. Qualche altra timida domanda aggiuntiva. E il raccordo con il Ministero della Salute che il 28 maggio paleserà la sua posizione?

E il calciomercato (la Federazione nel documento si è limitata ad aprire a contrattazioni preliminari depositabili dal 1 giugno al 31 agosto)? E il nodo iscrizioni ("Il Consiglio ha aggiornato l'impianto delle licenze Nazionali per l'iscrizione ai campionati professionistici per la stagione 2020/2. Tra le modifiche, ai fini ammissivi, le Società dovranno assolvere al pagamento degli emolumenti netti e degli altri compensi scaduti il 31 maggio 2020, intendendosi come tali quelli che, anche sulla scorta dei vari accordi ratificati dalla Lega, sono effettivamente scaduti a detta data. Si terrà conto in ogni caso degli eventuali contenziosi che dovessero insorgere per il periodo di sospensione delle attività (marzo/aprile). Il termine perentorio per le iscrizioni verrà fissato nella seconda metà di agosto e comunque dopo la fine dei campionati. Per quanto riguarda l'impianto delle garanzie fideiussorie, per la Lega B è stato confermato l'importo di 800 mila euro e per la Serie C l'importo di 350 mila euro. Per i soli Club di Lega Pro, in alternativa o a integrazione, potrà essere prodotta una certificazione della Lega, approvata dall'Assemblea, di aver costituito una garanzia collettiva di efficacia equipollente alle garanzie singole, di pari importo, e nel rispetto degli stessi requisiti richiesti ai soggetti fideiussori")?

Come mettere, cioè, le mani avanti circa una difficoltà generalizzata che non è solo un’ipotesi ma una certezza. In ultima analisi, cosa significa tutto questo per il Lanerossi Vicenza? La società di via Schio è una delle poche del lotto ad avere struttura organizzativa e patrimonializzazione tali da poter affrontare senza ambasce una eventuale ripresa del calcio giocato. La quale, anzi, è stata la soluzione che la famiglia Rosso ha ripetutamente auspicato come ipotesi più gradita. Ma in casa biancorossa non ci è mai nascosti le enormi difficoltà a chiudere regolarmente il torneo, specie per le piccole società cui è stato precluso il modesto, ma per loro fondamentale, finanziamento attraverso il botteghino e la pubblicità. E che a seguito di questo hanno oggi casse vuote e pesante indebitamento. L’atteggiamento ufficiale del Lane è tutto nel comunicato inviato ieri sera: “Prendiamo atto dell’esito del Consiglio Federale odierno che ha manifestato la volontà di provare a concludere tutti i campionati professionistici, inclusa la Serie C. Riteniamo molto positivo il riferimento contenuto all’interno del comunicato FIGC, al merito sportivo e alla previsione di promozioni e retrocessioni, indipendentemente dalla sospensione o meno dei campionati. Permane invece l’incognita e l’incertezza, anche in relazione alla programmazione sportiva della squadra, sulla prosecuzione o meno dell’attività agonistica, che auspichiamo venga chiarita quanto prima. Valuteremo nei prossimi giorni l’eventuale ripresa degli allenamenti individuali, in assenza di un protocollo sanitario per quelli collettivi”.

Vogliamo interpretarlo tra le righe? Il Vicenza manifesta un signorsì a denti stretti, turandosi il naso (come diceva il grande Indro)! Liscia il pelo alla FIGC, riconoscendo l’importanza della parte del dispositivo relativa al concetto di merito sportivo (leggi classifica) e alla necessità di arrivare comunque ad una soluzione, ma (ed è questo l’aspetto più significativo) conferma i dubbi circa la possibilità di chiudere equamente la questione sui campi di gioco. Mimmo & C. non temono affatto di giocarsela direttamente con le altre pretendenti, ma non si nascondono le enormi incognite che permangono sul tappeto. Il mio personale parere? Se la promozione in B dovesse uscire dal completamento del tabellone, meglio per tutti. Ma attenzione. La via d’uscita indicata dalla Lega Pro due settimane fa (promozione della prime dei tre gironi e criterio meritocratico per la quarta ammessa) potrebbe riproporsi paro paro durante la prossima estate. Solo che adesso ci sarebbero stati tre mesi a disposizione per organizzare un atterraggio morbido, mentre il lockdown lungo la strada renderebbe ingestibile la situazione, soprattutto in Terza Serie. Chiedo: il gioco vale davvero la candela? A voi la risposta. La mia già la immaginate…

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Il nuovo Consiglio Federale, intanto, è previsto per inizio giugno (il 2 o il 3) e il Lane manda già un ulteriore segnale. Per il momento resta tutto fermo. Poi si partirà, semmai, con gli allenamenti individuali. Quanto tempo ci vorrà per mettere gli organici in condizioni di disputare le partite senza mettere a rischio la salute degli atleti, fermi da metà febbraio? Altra bella domanda che passo ai lettori di Vicenza Today…

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