Brescia-Vicenza, una sconfitta pesante ma non definitiva

Errori in tutti i reparti hanno fatto sì che le rondinelle, già retrocesse, spazzassero via l'euforia biancorossa. Stanchezza fisica e psicologica comprensibile, ma bisogna subito riprendersi

I giocatori hanno comunque reso omaggio ai tifosi (foto Vicenza Calcio)

Troppo brutto per essere vero? Il Vicenza di martedì sera ha ricevuto una secchiata di acqua gelata che ha riportato tutto l'ambiente, squadra e tifosi, bruscamente con i piedi a terra.

BRESCIA-VICENZA: CRONACA E INTERVISTE

brghenti-2La partita con il Brescia ha presentato della analogie a quella persa con il Carpi. Diversamente che in altre gare dove con un ritmo più blando i biancorossi sono un po' alla volta riusciti ad avere la meglio sull'avversario (vedi le recenti al Menti con Avellino e Varese) al Rigamonti i ragazzi di Marino sono partiti generosamente con il piede sull'acceleratore. Come nella gara al Menti con il Carpi la partenza a tavoletta ha portato ad un numero rilevante di calci d'angolo che però non sono stati sfruttati a dovere. Nello stesso tempo, come successo con gli emiliani, il Brescia ha approfittato di errori in fase di disimpegno del centrocampo biancorosso per verticalizzare improvvisamente e colpire.

moretti brescia-2Il centrocampo in realtà è stata la nota dolente della partita con le rondinelle: Di Gennaro ha patito la guardia serrata montatagli da Benali finendo per innervosirsi e sbagliando in maniera per lui del tutto inconsueta e a soccorrerlo non sono intervenuti nè Moretti nè tantomeno Sbrissa, il primo non è mai entrato in partita, il secondo è parso un pesce fuor d'acqua contribuendo in maniera negativa nelle due azioni dei doppio vantaggio bresciano e consegnandosi alla inevitabile sostituzione a fine primo tempo. In altre gare poi i biancorossi sono riusciti a rimettere in sesto la baracca affidandosi ad una ottima condizione atletica e raggiungendo dei pareggi insperati (ad esempio con Virtus Lanciano e a Pescara) o addirittura vincendo (a Modena) ma detto che non tutte le rimonte riescono con il "buco", stavolta l'impressione forse per la prima volta dopo lungo tempo, è stata quella di una squadra in difficoltà anche dal punto di vista atletico con il Brescia che pareva averne di più.

giacomelli-5-2Può essere che inevitabilmente si cominci a patire la lunga (rin)corsa che ha portato i ragazzi di Marino così in alto e probabilmente anche una certa esiguità nei cambi dalla panchina (al punto che Marino spesso ha preferito spremere gli undici titolari piuttosto che giocarsi qualche cambio in più). Si è sentita inoltre la mancanza di un giocatore come Cinelli spesso forse sottovalutato nell'importanza del centrocampo berico, sia sul piano della dinamicità che su quello della capacità di recupero dei palloni. In avanti, con Cocco spento, si è evidenziato il problema irrisolto di un attacco che nonostante Giacomelli sia stato il più ispirato della truppa, non presenta bocche da fuoco che possano rappresentare alternative pratiche in partite dove il risultato si mette male. I subentrati Vita e Ragusa hanno dato senza dubbio maggiore vivacità ma non sono riusciti ad incidere come si sperava.

Ora il Vicenza, ritornato quarto, si ritrova ad inseguire la A diretta di rincorsa, contro avversarie che possono commettere passi falsi, tanto quanto capitato a Brighenti e compagni ma che però possono contare in questo finale su rose più attrezzate e probabilmente anche su un calendario meno duro. Sarà importante dimostrare subito di essersi ripresi dalla scoppola, già nella problematica partita al Menti contro l'Entella in programma sabato prossimo, in cui una mano potrà darla anche il pubblico del Menti (già esaurita la curva Sud). Mancherà Ragusa espulso e che rimarrà pure in diffida. Diffida che scatterà anche per Manfredini con il pericolo giallo che nelle ultime gare potrà influire molto su quello che succederà.

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