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Una fase della partita tra Vicenza e Feralpi-Salò (foto Alberto Belloni)

Una fase della partita tra Vicenza e Feralpi-Salò (foto Alberto Belloni)

La prima lezione del «professor Mimmo»

Nell'amichevole disputata ieri al comunale di Caldogno i biancorossi battono 3-0 il Feralpi-Salò: soddisfatto l'allenatore del club berico. Il prossimo «e più impegnativo» test è previsto oggi contro i biancorossi dell'Udinese

Partiti! Magari in amichevole. Magari senza pubblico. Magari non al Menti. Magari dopo quasi sei mesi. Ma siamo finalmente partiti col calcio giocato. Vicenza-Feralpi Salò, che si è disputata ieri 28 agosto al comunale di Caldogno nel Vicentino, ha avuto il sapore della sfida di pallavolo giocata il primo giorno di scuola, aspettando l'arrivo dei supplenti, con le cartelle nuove e i quaderni belli rilegati. Beh, è andata bene per i biancorossi. Agli ordini del signor Migliorini della sezione di Verona, le due squadre si sono date onesta battaglia ed ha prevalso, giustamente, la più titolata. Il risultato, un secco tre a zero, conta pochissimo; certo che tre «barete» è comunque meglio darle che riceverle.

Il primo tempo è più equilibrato con il l'allenatore biancorosso, «il professor Di Carlo», che scrive sulla lavagna un 4-4-2 quasi marmoreo: con Grandi tra i pali, Padella e Ierardi centrali, Rossi in fascia mancina e Bruscagin in quella di destra, la linea di centrocampo con Vandeputte, Scoppa, Cinelli e Giacomelli e il duo d'attacco coi baby Busatto e Issa: entrambi diciottenni.

Qualche problema nella zona nevralgica del campo fa arrabbiare inizialmente «mister Mimmo», con il belga e l'argentino che perdono diverse palle preziose. Poi, col passare del tempo la formazione biancorossa trova una miglior quadratura, anche se la prima frazione di gioco si chiude a reti inviolate, il cosiddetto risultato ad occhiali.

Nella ripresa, in mezzo al valzer dei cambi (entrano, in successione quasi tutti gli altri, ad esclusione di Barlocco e Bizzotto), i «Leoni del Lago» vanno in difetto di carburante e la migliore qualità del Lane viene fuori in modo evidente. E arrivano non solo i gol (Guerra con una bella spizzata di testa in anticipo su corner di jack, poi deviazione da terra di Issa e gran tiro di Nalini, in entrambi i casi su assist di Cinelli), ma anche alcune belle manovre.

Proviamo a cavar fuori qualche particolare interessante da questa prima partita vera? Dopo un paio di smanacciate avventurose all'inizio, Grandi trova la solita sicurezza. Convince la coppia Padella-Iierardi, con il neo acquisto molto convincente anche nel ruolo di stopper. Un po' in ombra pare Bruscagin, che infatti finisce presto in doccia come misura prudenziale. Bella sorpresa è invece l'altro esterno basso, il giovane Enrico Rossi, diciannove anni e tanta personalità. In mezzo al campo fanno bene Cinelli e Giacomelli, entrambi già in formato campionato. In attacco buone cose (oltre al gol) le ha mostrate il ghanese Ouro Agouda, infaticabile, veloce, grintoso e diventato già il beniamino della cinquantina di fedelissimi che non hanno voluto mancare nemmeno ad un appuntamento a porte chiuse, trovando un piccolo varco tra i teloni del municipale calidonense attraverso cui spiare le fasi del gioco.

«Oooh Issa, oooh Issa!» è l'incitamento coniato per il diciottenne biancorosso. Ancora molto acerbo, invece, è parso l'altro bomber in erba, Busatto, che aspettiamo senz'altro in altra occasione. Tra i subentrati fanno una ottima impressione Pasini, Nalini e Zonta. Intraprendente si mostra Zarpellon che fa sua la corsia sinistra dell'attacco. Hanno inoltre meritato attenzione con alcune giocate convincenti sia Fantoni che soprattutto Tronchin, entrambi del 2002: il primo bassanese proveniente dal vivaio berico, il secondo appena prelevato dal Montebelluna.

Al triplice fischio di chiusura si dice soddisfatto l'allenatore del Lane: «Sono molto contento soprattutto per l'atteggiamento e la mentalità dimostrate in campo. Chiaramente c'è da lavorare ma dopo sei mesi vedere la squadra con questo tipo di aggressività e voglia di tenere ritmi alti è una cosa che fa bene. I giovani che avete visto si allenano con noi da un po' di tempo e mi sono piaciuti».

Poi un'altra considerazione. «L'importante è che tengano i piedi per terra. Luca Rigoni l'avete visto in una posizione che non è la solita, ma lui è un centrocampista importante che può interpretare due o tre ruoli. Bruscagin è uscito perché domani penso di fargli giocare tutta la partita».

E adesso è già ora di Udinese, un confronto decisamente più impegnativo, da cui il mister vorrebbe qualche conferma nonostante fisicamente i bianconeri siano nettamente superiore ai nostri: «Loro sono una squadra di serie A ma vorrei che i ragazzi fossero capaci, di fronte ad un avversario di categoria superiore, di confermare un atteggiamento combattivo e la stessa mentalità espressa oggi. Sarà un bel test ma è quello che ci serve». Il match con l'Udinese è previsto oggi a Manzano, proprio in provincia di Udine.

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