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Vicenza romantica: storie di grandi amori

Alla scoperta dei luoghi dove si vissero passioni, dove la magia dell'amore è rimasta viva per sempre

Nel vicentino si sono vissute love story così travolgenti da passare alla storia, da diventare la trama di drammi immmortali, da essere messe in scena nei teatri di tutto il mondo, da essere ricordate con sfide a scacchi da centinaia di anni.

Un itinerario romantico dal castello di Marostica, ai castelli di Giulietta e Romeo, alla basilica dei SS Felice e Fortunato a Vicenza.

I Castelli di Giulietta e Romeo montecgiul01-3

Questo storia che in molti pensano si sia svolta a Verona e resa immortale da Shakespeare, in verità uscì dalla penna vicentina di Luigi da Porto che la raccontò per primo, e la immaginò nel borgo di Montecchio. Chissà mai dove si svolse in realtà il tragico amore tra Giulietta e Romeo, ma i due manieri che si guardano dalla cima di colli di Montecchio furono d'ispirazione per la novella dei due giovani sfortunati amanti. Luigi da Porto viveva nella villa di famiglia a Montorso. La voce popolare vuole, infatti, che il Da Porto solesse rifugiarsi presso la casa del fattore Borin e che lì scrisse la novella mentre dalle finestre vedeva questi due castelli, la leggenda attribuisce le due rocche alle famiglie veronesi dei Montecchi e dei Capuleti, e così le fece le dimore di Romeo e Giulietta. Da Porto, uomo d’armi e letterato vicentino (1485-1529) con il suo racconto fece entrare nel folclore popolare alla metà dell’Ottocento questa vicenda, cioè in pieno clima romantico, periodo in cui era molto sentito il fascino delle rovine medioevali, soprattutto se usate come ambientazione per vicende suggestive e affascinanti.

Marostica e la bella Lionora

Marostica è nota nel mondo per la famosa Partita a scacchi con la quale due giovani si sfidarono per l'amore e la mano della bella Lionora.

La contesa per la bella Lionora 
Così ebbe inizio la partita a scacchi tra Vieri de Vallonara e Rinaldo d'Angarano nel 1454. Il vincitore avrebbe sposato la bella Lionora, di cui erano entrambi innamorati.
All'epoca il borgo era sotto il dominio della Serenissima. Le regole della Repubblica vietavano ogni forma di duello.
La seconda domenica di settembre Parisio indisse quindi un duello indolore a suon di scacchi, viventi, nella piazza del Castello da Basso, e tutta la corte assistette.
Lionora guardava dalla finestra, con accanto la sua balia, sperando in cuor suo che vincesse il Vieri di cui era segretamente innamorata.
Fortunatamente vinse proprio l'amato, e i due giovani poterono così coronare il loro sogno d'amore.
Dal 1954, ben 500 anni dopo, si decise di proporre una ricostruzione storica del romantico duello nel secondo fine settimana di settembre degli anni pari.
La partita da disputare, nell’impossibilità di ricostruire mossa per mossa quella originale di Vieri e Rinaldo, viene scelta di volta in volta tra quelle più famose della storia mondiale degli scacchi. 

San Valentino e la Basilica dei Santi Felice e Fortunato

Qui si onora dal 1922 una reliqua 4443548806_454b6665bd-2di San ValentinoLa basilica SS Felice e Fortunato è uno dei luoghi sacri in cui a Vicenza ci si reca nel giorno degli innamorati.
Secondo la tradizione, Felice e Fortunato erano due fratelli originari di Vicenza, forse soldati, che alla fine del III secolo si trovavano ad Aquileia che era a quel tempo il luogo principale della predicazione della religione cristiana. Il loro martirio avvenne nel 303-304, durante la persecuzione dei cristiani sotto Diocleziano: i due, interrogati, non vollero rinnegare la propria fede e vennero decapitati.
A Vicenza si sviluppò ben presto la devozione ai due martiri e fu loro dedicata la basilica, identificata come il più antico luogo di culto paleocristiano della città. All’interno della basilica, nel sacello del martirio, sono conservate le reliquie dei Santi Felice e Fortunato e anche quella di San Valentino, patrono degli innamorati, esposta ogni anno il 14 febbraio. 
Sono trascorsi oltre 1.700 anni dal giorno dalla morte, e il culto di San Valentino, il vescovo guaritore di Terni, è sempre vivo. Venerato in tutto il mondo come il santo della pace e dell'amore, proclamato a furor di popolo come protettore degli innamorati gode di una enorme popolarità in tutto il mondo dal Giappone, agli Stati Uniti, all'Inghilterra e persino in Australia. Peraltro furono proprio gli anglicani d'Inghilterra e i protestanti degli Stati Uniti i primi a proclamarlo protettore degli innamorati e dove la ricorrenza del 14 febbraio, ufficializzata nel secolo scorso, è particolarmente sentita.

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