Vicenza romantica: storie di grandi amori

Vicenza è da sempre una città di grandi passioni romantiche, ecco un percorso nei luoghi dove la magia dell'amore incontra la storia, da San Felice in città al Castello di Marostica, senza dimenticare Giulietta e Romeo

due sposi in visita ai castelli di Montecchio (fonte icastellidigiuliettaeromeo.it)

Partiamo per questo viaggio sentimentale dal cuore antico di Vicenza. L'occhio segue le volute del fiume, varca antichi ponti, si sofferma su palazzetti dai preziosi inserti d'arte: è il rione Barche dove un tempo approdavano i burchi che dal mare e dalle lagune risalivano il Bacchiglione. Ritroviamo l'eco della Venezia dei mercanti nel gotico fiorito di finestre e portoni, nei portici e nei ballatoi che furono di fondaci, nelle volte in penombra dalle quali ancora emergono voci genuine.

Marostica e la bella Lionora

Marostica è nota nel mondo per la famosa Partita a scacchi con la quale due giovani, Vieri di Vallonara e Rinaldo di Angarano, si sfidarono per l'amore e la mano della bella Lionora, figlia del veneto Podestà dell'epoca Taddeo Parisio (1454). Dal 1954, cinquecento anni dopo la prima sfida, questa partita a scacchi viventi viene riproposta ogni due anni e coinvolge 400 figuranti.

La contesa per la bella Lionora di Marostica
“sia la tenzon a tutta oltranza et sanza esclusion de niun colpo che l’onoranda regola impone”
Così ebbe inizio la partita a scacchi tra Vieri de Vallonara e Rinaldo d'Angarano nel 1454. Il vincitore avrebbe sposato la bella Lionora, di cui erano entrambi innamorati, il perdente la sorella Oldrada.
All'epoca il borgo era sotto il dominio della Serenissima, ed il suo reggente era Taddeo Parisio (padre di Lionora). Le regole della Repubblica vietavano ogni forma di duello.
La seconda domenica di settembre Parisio indisse quindi un duello indolore a suon di scacchi, viventi, nella piazza del Castello da Basso, e tutta la corte assistette.
Lionora guardava dalla finestra, con accanto la sua balia, sperando in cuor suo che vincesse il Vieri di cui era segretamente innamorata.
Fortunatamente vinse proprio l'amato, e i due giovani poterono così coronare il loro sogno d'amore. Mentre Rinaldo sposò Oldrada.
Dal 1954, ben 500 anni dopo, si decise di proporre una ricostruzione storica del romantico duello nel secondo finesettimana di settembre degli anni pari.
La partita da disputare, nell’impossibilità di ricostruire mossa per mossa quella originale di Vieri e Rinaldo, viene scelta di volta in volta tra quelle più famose della storia mondiale degli scacchi. 

I Castelli di Giulietta e Romeomontecgiul01-3

Non è la Verona di Shakespeare, ma il borgo di Montecchio e la penna di Luigi da Porto, che fu antesignano nel raccontare una vicenda che chissà mai dove si svolse, se mai si svolse. Ma i due manieri che si guardano dalla cima di colli opposti ci invitano a credere che l'ispirazione per la novella dei giovani sfortunati amanti sia nata proprio qui e che un altro monumento vicentino Villa da Porto di Montorso, proprietà di famiglia dello scrittore, abbia battezzato l'opera. La voce popolare vuole, infatti, che il Da Porto solesse rifugiarsi presso la casa del fattore Borin dove in un vano d'angolo del primo piano in una mattonella stava scritto "in questa camera Luigi da Porto ha scritto la novella di Giulietta e Romeo.

Luigi Da Porto, uomo d’armi e letterato vicentino (1485-1529), scrisse la novella dalle finestre della sua villa mentre vedeva questi due castelli, la leggenda attribuisce le due rocche alle famiglie veronesi dei Montecchi e dei Capuleti, facendone le dimore di Romeo e Giulietta, entrò con forza nel folclore popolare alla metà dell’Ottocento, cioè in pieno clima romantico, periodo in cui era molto sentito il fascino delle rovine medioevali, soprattutto se usate come ambientazione per vicende suggestive e affascinanti.

San Valentino e la Basilica dei Santi Felice e Fortunato

Qui si onora con una bella festa, dal 1922, una reliqua 4443548806_454b6665bd-2di San Valentino patrono degli innamorati.La reliquia di San Valentino nella basilica SS Felice e Fortunato a Vicenza
Secondo la tradizione, Felice e Fortunato furono due fratelli originari di Vicenza, forse soldati, che alla fine del III secolo si trovavano ad Aquileia che stava diventando il luogo principale della predicazione della nuova religione cristiana. Il loro martirio avvenne nel 303-304, durante la persecuzione dei cristiani sotto Diocleziano: i due, interrogati, non vollero rinnegare la propria fede e vennero decapitati.

A Vicenza si sviluppò ben presto la devozione ai due martiri e fu loro dedicata la basilica, identificata come il più antico luogo di culto paleocristiano della città. All’interno della basilica, nel sacello del martirio, sono conservate le reliquie dei Santi Felice e Fortunato contese con Aquileia. È qui conservata anche una reliquia di San Valentino, patrono degli innamorati, esposta ogni anno il 14 febbraio. 

La tradizione della Festa di S. Valentino a Vicenza si ripete da 500 anni ed è stata spostata nella Basilica a seguito della sconsacrazione della Chiesa di S.Valentino della quale si può apprezzare la facciata al civico 54 di Corso San Felice. Sono trascorsi oltre 1.700 anni da quel 14 febbraio, giorno dalla morte, e il culto di San Valentino, il vescovo guaritore di Terni, è sempre vivo. Venerato in tutto il mondo come il santo della pace e dell'amore, proclamato a furor di popolo come protettore degli innamorati gode di una enorme popolarità in tutto il mondo dal Giappone, agli Stati Uniti, all'Inghilterra e persino in Australia. Peraltro furono proprio gli anglicani d'Inghilterra e i protestanti degli Stati Uniti i primi a proclamarlo protettore degli innamorati e dove la ricorrenza del 14 febbraio, ufficializzata nel secolo scorso, è particolarmente sentita.

Per un bel regalo a San Valentino per lei e per lui guardate qui

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