Babbi Natale sul Canal Grande: il gondolone dell'Altopiano conquista Venezia

Gli alberi schiantati di Asiago hanno primeggiato alla tradizionale parata acquea veneziana. Seconda vita per gli abeti che sono arrivati in laguna scolpiti e rigenerati

Foto pagina FB Sandra Chiarato

Gli abeti dell’Altopiano protagonisti a Venezia. La drammatica distruzione di alberi, che ha pesantemente colpito l’Altopiano dei Sette Comuni, ha rappresentato anche l’occasione per far riviere relazioni sopite.Così categorie economiche, imprenditori, cittadini, sportivi e non solo hanno iniziato a dialogare per crescere sotto il segno della solidarietà, grazie al coordinamento del progetto #adottaunalbero da parte di Coldiretti Vicenza, per la ricostruzione dei paesaggi colpiti a fine ottobre, in particolare tra Asiago ed Enego. Gli alberi schiantati dell'Altopiano hanno primeggiato al corteo acqueo dei “Babbi Natale”, domenica mattina, sul Canal Grande a Venezia. Oltre a rivivere una seconda vita in molte case d'Italia, scolpiti e rigenerati sono arrivati anche in laguna grazie all’associazione Canottieri ASD di Mestre, che li hanno voluti per addobbare le loro barche.

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Gondole e caorline hanno ospitato le creature dell’operatrice didattica, nonché vicepresidente di Donne Impresa Coldiretti Vicenza, Cristina Panozzo, titolare della “Fattoria Cason delle Meraviglie” poi aiutata nell’impresa dalla Proloco di Enego e dai giovani rappresentanti da Marco Buratti, a bordo del gondolone con il presidente di Coldiretti Venezia Andrea Colla. I lavori degli artigiani boscaioli sono stati fotografati a Palermo, Ancona, Milano, Roma, Torino come centro tavola o al posto del classico albero con luci e non solo.

“Abbiamo ancora impressa nella mente l’immagine di un territorio splendido e curato – commenta Martino Cerantola, presidente provinciale di Coldiretti Vicenza – ora non è più così. Ripristinare il paesaggio costerà moltissimo, non solo economicamente, ma anche in termini di tempo. Con questi gesti spontanei di tanta gente si può sperare di ritornare alla bellezza di quei posti come erano un tempo prima della calamità che ha distrutto quasi tutto”.

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