Pellicce: stop alle uccisioni dei visoni, la denuncia di Essere Animali

L'associazione porta l'attenzione sull'allevamento di Luisana, uno dei più grandi d’Italia, che ha sospeso l’attività dopo una segnalazione per la presenza di amianto, materiale utilizzato per le tettoie dei capanni sotto cui vengono allevati i visoni in gabbia

Una delle tettoie in amianto nell'allevamento di Luisana Conco (VI). Si vedono i visoni allevati in gabbia. Credit "Essere Animali"

Da marzo dello scorso anno le gabbie che contenevano circa 30.000 visoni in un allevamento situato a Luisana Conco, in provincia di Vicenza, sono tutte vuote. A dare la notizia è Essere Animali, l'organizzazione che ha filmato le condizioni dei visoni negli allevamenti italiani e lanciato la campagna 160.000 visoni da salvare per ottenere l'introduzione in Italia del divieto di allevamenti di animali da pelliccia.

"Nel 2015, oltre a richiedere controlli sulle condizioni degli animali - segnala Essere Animali - l'organizzazione segnalò all’ULSS7 della Regione Veneto e al Comune di Luisana Conco anche la presenza di manufatti in amianto all’interno dell’allevamento, sollecitandone la rimozione. L’intervento di bonifica doveva essere eseguito entro il 2019 ed avrebbe comportato lo smantellamento di decine di tettoie realizzate con il materiale cancerogeno, sotto le quali vengono allevati i visoni rinchiusi in piccole gabbie. Ora gli atti del Dipartimento di Prevenzione, Servizio Igiene degli Allevamenti e Produzioni Zootecniche dell'ULSS7 attestano che l'allevamento, uno dei più grandi d'Italia, ha dichiarato la sospensione dell'attività".

“Con la nostra segnalazione siamo riusciti ad evitare la morte di migliaia di visoni. Se l’allevamento fosse attivo procederebbe agli abbattimenti proprio in questi giorni. Verso fine novembre infatti negli allevamenti di visoni i cuccioli vengono uccisi per diventare pellicce, inseriti in camere a gas dove muoiono per asfissia. Il fatto che nell’allevamento di Luisana Conco ciò non accada più ci riempie di gioia. Riteniamo difficile una ripresa dell’attività, che comporterebbe costi non indifferenti, proprio per la necessità di smaltire e sostituire l’amianto. Improbabile un investimento economico così importante in un mercato, quello delle pellicce, oggi in crisi globale per la mutata sensibilità dei consumatori, sempre più attenti alle sofferenze degli animali. E questo si riflette anche sulle politiche dei governi. Gli allevamenti di animali da pelliccia sono vietati, o normati così rigidamente da non essere di fatto realizzabili, in ben 15 stati europei. Ora serve una legge nazionale anche in Italia", dichiara Essere Animali.

"Nel nostro paese gli allevamenti di animali da pelliccia, tutti di visoni, sarebbero circa una ventina- Negli ultimi anni almeno altri 5 allevamenti hanno cessato l'attività e la produzione nazionale è passata da 160.000 a 145.000 visoni uccisi. Il fermo tecnico imposto per la presenza di amianto a Luisana Conco porterà ad un ulteriore drastico calo"

Attraverso diverse indagini, Essere Animali ha documentato le condizioni dei visoni negli allevamenti italiani, filmando, grazie al posizionamento di telecamere nascoste e al lavoro di un infiltrato, animali rinchiusi in piccole gabbie di rete metalliche, alcuni con comportamenti stereotipati e ferite. Secondo diversi studi scientifici il visone, animale selvatico e semiacquatico, non può essere allevato se non causandogli gravi sofferenze.

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“Mentre assistiamo a una svolta epocale in quasi tutto il mondo, in Italia la discussione di un divieto di allevamento è da anni rimandata, nonostante vi siamo tre proposte di Legge appoggiate, perlomeno nei programmi, dai maggiori partiti e dai loro rappresentanti. Chiediamo coerenza, migliaia di visoni continuano a morire negli allevamenti italiani”, conclude Essere Animali.

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