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San Biagio, protettore della gola: la benedizione di pane e cerali

Biagio di Sebaste, noto come San Biagio (San Biase in alcune varietà dialettali, nato a Sebastea, nel III secolo e morto il febbraio 316, è stato un vescovo e santo armeno, venerato come santo dalla Chiesa cattolica (vescovo e martire) e dalla Chiesa ortodossa

San Biagio e il salvataggio del bimbo

La devozione a San Biagio, patrono, tra gli altri, dei due comuni vicentini di Caltrano e Montorso, è accompagnata da riti e manifestazioni popolari multiformi.

Uno dei riti più caratteristici e più comuni è l'unzione e la benedizione della gola con i ceri accesi ed incrociati; al Santo viene attribuito il miracolo di aver salvato un bambino che stava soffocando a causa di una lisca di pesce. 

Un antico Benedizionale manoscritto che nel sec. XVII si conservava nella chiesa di Santo Stefano a Napoli riportava alcune formule di benedizione per il pane, il vino, le frutta, i cereali (avena, favetta, orzo, ecc.) in cui si invocava S. Biagio.

Le motivazioni erano:

per i pani: (dal latino) Benedici, o Signore, questi pani... affinché chi ne abbia mangiato o gustato ottenga completamente guarigione da ogni male di gola e da qualsiasi infermità corporale e noi, tuoi servi, conservi sani da ogni malattia dell'anima e del corpo, per i meriti e l'intercessione del martire S. Biagio

per i cereali: Benedici, o Signore, questi semi... affinché gli animali che ne mangeranno o ne gusteranno, per i meriti ed intercessione di S. Biagio, ricevano completa guarigione da qualsiasi infermità siano aggravati.

Altra usanza in molti paesi europei è quella di benedire e mangiare speciali panini confezionati in varie forme che alludono alle varie parti del corpo di cui si desidera la protezione e la guarigione.

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