Piovene Rocchette, Villa Fraccaroli: il mistero della bimba fantasma

L'edificio risale alla fine dell'800 ed è soprannominato "La casa degli spiriti". La leggenda narra che il proprietario fosse appassionato di magia nera

Foto da pagina Facebook "Veneto Segreto"

Il fantasma di una bimba si aggira tra le rovine di un misterioso castello. Si tratta della Villa Fraccaroli a Piovene Rocchette, da tutti conosciuta come "La casa dei fantasmi". Quest’edificio costruito intorno alla metà dell’Ottocento venne realizzato su progetto dell’architetto Antonio Caregaro Negrin, architetto di fama e molto in voga all’epoca, che venne incaricato nel 1853 dal nobile Fraccaroli e dalla moglie Verlato di costruire un palazzo, che doveva avere tre piani, numerose finestre, delle torrette e doveva spiccare per eleganza.

Le notizie e la sua storia si interrompono nella seconda metà dell’Ottocento come pure la volontà degli antichi proprietari di portare a compimento questa dimora che sarebbe stata di certo fuori dagli schemi ed estremamente pregiata. Le cause di non dare seguito ai lavori sono dovute probabilmente ad un trasferimento della famiglia a causa dell’epidemia di peste, o da attività lavorative lontane, o da una probabile unione in matrimonio risolutrice causata dall’arrivo imminente di un figlio.

Non fu finito in effetti per ragion che rimangono abbastanza misteriose, la leggenda narra che il nobile fosse appassionato di magia nera e che, durante i lavori di costruzione dell'edificio, una bambina morì colpita da una trave che stava per essere issata. Secondo alcuni il fantasma della bambina aleggia ancora da queste parti senza trovare pace tanto che questo palazzo in paese è conosciuto da tutti come il "castello degli spiriti".

Se si osserva la facciata di Palazzino Fraccaroli, si possono facilmente notare alcune mensole di pietra rette da statue con fattezze diaboliche nella parte centrale della facciata fronte strada, appena sopra gli archi delle 3 porte. Queste grottesche figure altro non sono che semplici contrafforti, anche se secondo la leggenda sarebbero state collocate in determinati punti della costruzione, per tener lontane le energie negative dalla casa e dai suoi abitanti.

Durante la prima guerra mondiale venne adibito a usi militari, ma la guerra era vicina, Piovene venne bombardata, gli stabilimenti del Rossi distrutti e la popolazione evacuata. Alla fine della guerra l’ala sinistra era distrutta.

(Fonte pagina Facebook Veneto Segreto) 

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