Intervista a Paolo Fresu: «Scrivo per aria mentre vado da un posto all'altro» e stasera concerto al teatro Olimpico

Incontro con uno dei grandi jazzisti italiani che ha lunedì in una piazza Sala di Palazzo Leoni Montanari gremitissima ha presentato il suo libro nell'ambito di Vicenza Poetry

Paolo Fresu lunedì al Festival della poesia ha presentato il suo libro: "Poesie jazz per cuori curiosi" nella Sala di Palazzo Leoni Montanari gremita di persona. Fresu, considerato uno dei più grandi musicisti jazz italiani,  ha iniziato a studiare la tromba a undici anni, mentre suonava nella banda del paese. Da allora non si è più fermato: ha registrato più di centoventi album e si è esibito nei più importanti festival italiani e internazionali, ha insegnato musica, vive tra Bologna, Parigi e la Sardegna.

Com'è Paolo Fresu uomo e artista?

«Io sono pudico, timido, esprimo le emozioni quando suono. Vengo da un piccolo paese, Berchidda, mio padre era pastore, poi ho incontrato la musica e ora narro storie con la tromba».

Come ti sei avvicinato alla musica?

«Non dimenticherò facilmente quando per la prima volta emisi il suono che mi riempì dentro. L’impressione fu come di una finestra che si apriva d’improvviso e dalla quale potevo vedere me stesso proiettato avanti nel tempo. Una sorta di specchio magico che mi allontanava dalla realtà catapultandomi nel futuro dove ora mi trovo».

Quali sono le tue influenze musicali e culturali, a partire naturalmente dalla tua terra che spesso hai dichiarato essere un punto di riferimento per te ? 

«Amo la Sardegna poetica dei pastori, scrivo per aria mentre vado da un posto all'altro e prediligo leggere gli autori sardi e sudamericani. Amo la musica tutta, ma ho questi riferimenti: John Cage, Billie Holiday, Chet Baker, Charlie Parker, e in cima a tutti Bach»

Martedì 14 maggio 2019 - ore 21
Teatro Olimpico di Vicenza

PAOLO FRESU
"A solo"
Per quanto la tromba sia uno degli strumenti principe della musica afroamericana, questo suo ruolo predominante è sempre inteso all’interno di un contesto di gruppo. L’esercizio davvero solistico dello strumento non è comunemente contemplato.
Fu l’Auditorium di Roma a proporre a Paolo Fresu, nel 2005, di essere protagonista di un concerto solistico per tromba. Col suo immancabile sense of humor la risposta fu qualcosa tipo: “ma voi siete pazzi!”. Eppure lo spettacolo si fece. A convincere Fresu deve essere intervenuta la sua immancabile “follia” creativa, oltre al sostegno messo a disposizione dall’elettronica. Il fatto che oggi Fresu continui a proporre il suo “A solo” la dice lunga sull’esito di quella prima esperienza. Fu anzi uno dei momenti di svolta più importanti nella carriera del trombettista sardo.
Col passare del tempo il concerto si è evoluto, assumendo una forte valenza teatrale grazie all’uso delle luci e dell’amplificazione. I suoni pre-registrati delle sordine e delle trombe si incontrano con quelli dal vivo in un viaggio all’interno della storia e delle geografie, passando dalla polifonia sarda al Vietnam, dai suoni classici degli archi (reminiscenze di colonne sonore filmiche) a Miles Davis, dalla trance Gnawa alla poesia del suono continuo reso possibile dall’elettronica.
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Biglietti: [SOLD OUT - disponibili solo in caso di rinuncia dei possessori]
Intero: 23,00 euro + dp
Ridotto*: 19,00 euro + dp

*ridotto valido per under 35 anni, over 65, associazioni culturali musicali, Touring Club Italiano, dipendenti Comune di Vicenza, abbonati TCVI

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