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Sabato, 4 Dicembre 2021
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Dolcetti tradizionali: Ossi dei morti e Fave colorate

Durante le festività dei defunti è una consuetudine nel vicentino sgranocchiare questi dolci con un buon bicchiere di vino

Hai sentito come l’aria si è fatta fredda? Siamo già ad Ognissanti e in un lampo arriverà anche Natale. Questa è la sera delle streghe … dicono i bambini, ormai per tutti è la festa di Halloween, ma in realtà la notte dei morti è sempre stata una serata speciale.

"Mio padre la sera di Ognissanti rientrava a casa sempre con un pacchettino della pasticceria del centro. Dentro al pacchettino c’erano le favette dei morti e gli ossi. Ci facevano impazzire, croccanti all’esterno e morbidi all’interno, che i grandi gustavano insieme al caffè o al liquorino. Diversi da ogni altro dolce, si mangiavano solo in questo periodo e le vetrine delle pasticcerie ne erano piene, insieme alla finta polenta e osei” ricorda una nonna. 

Come vuole la tradizione, ogni anno, in occasione del giorno in cui vengono commemorati i defunti è usanza preparare le ‘fave dei morti’. Nell’antica Roma, le fave simboleggiavano le anime dei morti e per questo motivo, venivano praticati numerosi . Anche con l’avvento del Cristianesimo era usanza mettere sul davanzale e sugli angoli delle strade ciotole colme di fave. Oggi la fava naturale è stata sostituita da un delizioso dolcetto ‘la fava dei morti’, ogni 2 novembre è possibile assaggiare le Fave e gli ‘Ossa di morto’, biscotti che solitamente hanno una consistenza dura e possono contenere mandorle o essere ricoperti di cioccolato.

La storia delle Fave dei Morti

Si dice che la tradizione delle Favette dei morti qui in Veneto si deve ad  una pasticceria Veneziana. Sono dei dolcetti semplici, fatti di poche materie prime ma molto buone. Può sembrare una ricetta rustica, senza sovrastrutture un pò come le persone, concrete, puntuali ma che arrivano dritte al cuore.

Nasce proprio da una questione di cuore, la tradizione delle Favette dei morti a Venezia. Un giovane dopo aver tanto navigato, spinto dalla nostalgia per la sua amata, decise che al ritorno l’avrebbe chiesta in sposa. Pensò di portarle qualcosa di prezioso e raro dentro ad uno scrigno. Dopo mesi passati a bordo, rientrò a Venezia proprio la sera del 31 Ottobre. Si precipitò a casa della “morosa” e davanti a tutta la famiglia la chiese in sposa donandole lo scrigno con all’interno le fave raccolte mesi prima. Immaginatevi il disgusto della ragazza quando aprì lo scrigno! Il povero ragazzo, umiliato dalla brutta figura, si precipitò dal migliore pasticciere di Venezia con lo scrigno e gli chiese di fare dei dolci uguali a quelle brutte fave ma dalla sublime bontà!

RICETTA

Vi serviranno gli ingredienti classici per fare i dolci, sempre presenti in ogni casa: zucchero, uova (solo gli albumi) e pinoli che vanno ben triturati insieme allo zucchero e il tutto amalgamato con gli altri ingredienti. Per creare le diverse tipologie di colore dovrete: dividere l’impasto in tre panetti, su uno aggiungerete un po' di cacao per creare le fave marroni, su uno l’alchermes per quelle rosse, mentre il terzo rimarrà del colore naturale per le fave di color bianco.

Ingredienti per le fave color avorio

100 gr di farina di mandorle, 100 gr di zucchero, 1 albume, 1 bustina di vanillina, 1 fialetta di rum (per quelle verdi aggiungere qualche goccia di colorante vegetale agli spinaci)

Ingredienti per le fave color rosa

100 gr di farina di mandorle, 100 gr di zucchero, 1 albume, 2 cucchiaini di essenza di rosa, 4 cucchiaini di alchermes, qualche goccia di colorante rosso (facoltativo)

Ingredienti per le fave color marrone

100 gr di farina di mandorle, 100 gr di zucchero, 1 albume, 2 cucchiaini di cacao in polvere, 1 punta di vanillina

Lavorare con le mani e creare dei filoncini che tagliarete in piccole parti (come fareste con gli gnocchi) e formare le classiche palline disponendole sulla teglia da forno ricoperta da carta forno. Infornare in forno preriscaldato a 150° (non cadete nella tentazione di alzare i gradi perchè compromettereste il risultato!) per 15 minuti. Togliere dal forno le Fave dei morti e lasciare raffreddare completamente. Meglio se preparate il giorno prima!

Ossi dei morti

Alla vista sembrano dei grossi grissini, in realtà sono dei gustosi biscotti. Sono gli “Ossi da morto” sono un'antica tradizione veneta Si narra che nella notte tra l’1 e il 2 Novembre le anime dei defunti tornino dall’aldilà: il viaggio che li separa dal mondo dei vivi è lungo e faticoso e per questo motivo viene preparato un ristoro che li renda maggiormente benevoli per i giorni a venire. Ricette per questi golosi omaggi si ritrovano un po' in tutta Italia.

Diventati uno dei biscotti popolari della tradizione veneta.  Gli ossi da morto venivano mangiati inzuppandoli nel vino dolce, così da ammorbidirli e renderli più gustosi. Questi biscotti venivano consumati in occasione della ricorrenza della commemorazione dei defunti. Friabili e simili ai buzolai vicentini hanno la classica forma di osso. 

RICETTA

Procedura: 1 ora 10 minuti |Cottura: 30 minuti | Persone: 8 | Difficoltà: facile
Ingredienti: 400 gr farina, 120 gr zucchero, 100 gr fecola di patate, 100 gr burro, 2 uova, 2 dl vino bianco, 1 bustina lievito vanigliato, q.b. sale
1) Fate ammorbidire il burro a temperatura ambiente, tagliatelo a pezzetti, mettetelo in una ciotola e lavoratelo a crema sbattendo con un cucchiaio di legno. Incorporate lo zucchero, le uova sgusciate, un pizzico di sale e la farina mescolata al lievito e alla fecola passata da un setaccio.
2) Amalgamate infine poco alla volta il vino necessario per ottenere una pasta abbastanza morbida. Dividete la pasta a pezzi, ricavate dei cilindretti grossi come un dito mignolo e tagliateli a pezzetti di circa 10 cm di lunghezza; premeteli al centro con la mano aperta lasciando le estremità un po' più spesse, in modo che prendano la tipica forma di un osso.
3) Disponete gli ossi da morto su una placca rivestita di carta forno tenendoli leggermente distanziati e infornateli per circa 30 minuti a 180 °C. Levateli dal forno e lasciateli raffreddare.

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