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Sabato, 27 Novembre 2021
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I migliori bar di Vicenza sono in provincia: i premiati dalla Guida Gambero Rosso

La prestigiosa stella dorata arriva a Lonigo, i 3 chicchi vanno ad Arzignano, nessun riconoscimento per i locali in città

Grande soddisfazione per i pasticceri Olivieri di Arzignano, e per il Chiosco di Lonigo confermati eccellenze dalla guida più popolare, Il Gambero Rosso Migliori Bar d'Italia 2022, presentata oggi 27 ottobre.

I premiati al cui bancone vorremmo avere la fortuna di appoggiare i gomiti ogni mattina sono per il vicentino Olivieri 1882 e il Chiosco di Lonigo che mantengono la posizione al vertice già conquistata gli anni scorsi.

Il Chiosco di Lonigo stella d'oro per i 10 anni al top, sempre più in alto grazie alla sua filosofia: "Esaltiamo i sapori che Natura ci regala. Nessun colorante o conservante, nessun aroma chimico. A Il Chiosco lavoriamo in totale assenza di mono e digliceridi degli acidi grassi. 

Il pastry chef Francesco Ballico di ritorno da Milano commenta il grande risultato: "Crediamo che porsi degli obiettivi e riuscire a raggiungerli sia la più grande soddisfazione che un professionista possa avere. Un riconoscimento che ci riempie di orgoglio e di motivazione nel continuare a crescere ogni giorno facendoci trasportare dall’amore per questo lavoro.
Dopo due anni difficili per il nostro settore, nonostante tutto abbiamo continuato a perseverare, a insistere sulla qualità cercando di inserire sempre un pizzico di novità. Siamo grati ai nostri clienti, dal primo all’ultimo, siamo fieri di dedicare tutto questo a loro, che ci motivano giorno dopo giorno a dare sempre il nostro meglio."

LE STELLE 2022
(I locali che per almeno dieci anni consecutivi hanno conquistato tre tazzine & tre chicchi)

 Si arricchisce di tre nuovi “medagliati”, realtà solidissime e di lungo corso che, rimanendo ai vertici anche in questi difficili periodi, dimostrano la loro capacità di reazione e di messa in campo di soluzioni valide e brillanti, anche in contesti che hanno subìto ricadute pesanti dalla pandemia. È il caso de Il Chiosco di Lonigo (VI), regno dell’egregio pasticcere Francesco Ballico, instancabile sperimentatore e rigorosissimo nelle scelte buone e giuste su tutto quello che entra in laboratorio o arriva al tavolo.

Veneto

  • Il Chiosco | Lonigo [VI] – Nuovo  
  • Biasetto | Padova
  • Gran Caffè Quadri | Venezia – Nuovo  

Tre Chicchi e Tre Tazzine 2022

I locali premiati con Tre Chicchi e Tre Tazzine, che simboleggiano il massimo riconoscimento sia nella qualità del caffè che in quella dell’offerta complessiva, quest’anno conta 43 locali distribuiti tra Nord e Sud della Penisola.

Veneto

  • Olivieri 1882 | Arzignano [VI]
  •  Il Chiosco | Lonigo [VI]
  •  Biasetto | Padova
  • Amo| Venezia
  • Gran Caffè Quadri | Venezia

Il Chiosco - Lonigo

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A Lonigo sboccia sotto le fresche frasche di un viale alberato, il dolce rifugio del pasticcere Francesco Ballico: Il Chiosco.

Un bar pasticceria, un posto informale ma elegante dove serve le sue specialità artigianali. «Lo aprii nel 1996. Era un baretto, originariamente in legno e successivamente in cemento, che vendeva bibite. Ho mantenuto il suo nome ma ho rivoluzionato contenitore e contenuti», racconta fiero Francesco.

Il Chiosco è un dolce rifugio da molti anni. Nel centro di Lonigo è un piccolo spazio curato con grande passione e lui si impegna quotidianamente per garantire artigianalità e genuinità in tutti i prodotti, dal dolce al salato. Materie prime d’eccellenza supportano il rinnovato laboratorio nella produzione di specialità e lievitati naturali, per cui Il Chiosco è rinomato. Le sue brioches e croissant sono ritenuti eccezionali. Il suo bauletto da colazione alle albicocche, o alle pere e cioccolato, va per la maggiore. 

Grande soddisfazione anche quest'anno per Ballico, una riconferma importante: «E' un riconoscimento a cui tengo molto, servo solo prodotti artigianali freschieleziono le eccellenze di caffetteria, come le miscele della pregiata Torrefazione Giamaica di Verona e ho una notevole varietà di tisane ed infusi naturali. E' un bar che mi assomiglia, io sono curioso di provare nuove cose, di creare, ma voglio anche la sostanza, la soddisfazione del cliente, il volto che si illumina per la bontà al primo sorso o morso.».

Uno spazio all’avanguardia ma con i piedi per terra dunque, dove Francesco si propone di sviluppare anche una pasticceria salata per tutti i giorni. Dai mignon ai croissant. «Mi piacerebbe farcirli in maniera gourmet. Con la parmigiana di melanzane. Oppure con cime di rapa e pecorino. Lontano dai canonici prosciutto e formaggio. Inoltre vorrei proporre il panettone gastronomico. Anche al posto del solito tramezzino. Noi siamo molto conosciuti per i lievitati che io curo con passione da sempre».

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Olivieri 1882 - Arzignano

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Olivieri è una attività che si è fatta strada partendo da un angolo di Arzignano, entri e trovi un locale che non ti aspetti, una pasticceria bar pizza gourmet insolita. La location è geniale in un ex capannone industriale imbiancato a dovere e reso moderno dall'arredamento e dai marmi, con un carroponte riverniciato, che come una spada di Damocle vigila sulle teste degli avventori. Luminoso, arioso, piante dappertutto, personale molto gentile e disponible. Un luogo che soddisfa non solo il palato ma anche gli occhi con ampia scelta e la possibilità di cenare quando la pasticceria chiude alle 19,30. 
Da più di 130 anni Olivieri lavora in modo artigianale, impastando a mano e seguendo con pazienza ogni lavorazione, pensando alla digeribilità e alla ricerca nelle ricette. Una grande esperienza nei lievitati, il panettone è tra i top 10 italiani e le pizze gourmet farcite con molta fantasia danno una sensazione che può diventare emozione o magia.
Dopo oltre un secolo in cui Olivieri di Arzignano custodisce e tramanda segreti e ricette della pasticceria ricevendo encomi ad ogni panettone, ora anche il bar si distingue da tutti per la qualità dei prodotti e il servizio. Una eccellenza premiata oggi dal Gambero Rosso.

La guida Gambero Rosso 2022

La fotografia del settore mette sul tavolo una serie di punti: la necessità di essere flessibili nell’offerta e di garantire igiene e cura degli ambienti, la capacità di valorizzare il proprio territorio e di saper “catturare” la clientela costruendosi un’identità chiara e riconoscibile, da comunicare in modo adeguato e coerente sui vari canali.  E il bar, proprio per la sua naturale poliedricità, se da un lato si è potuto trovare penalizzato in questo ultimo anno, dall’altro ha sperimentare nuove formule e alzato l’asticella della proposta, sempre più selettiva. Dalla tazzina al tramezzino. Ci si organizza con la produzione di pane, un’attenzione ancor più spiccata alle varie esigenze e regimi alimentari, si potenzia l’uso di materiali plastic free e ancora si punta sull’orto di proprietà per avere l’intero controllo della materia prima. Il trinomio buono, sano e giusto scala tante posizioni nella classifica delle priorità.

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