Combattere il Covid-19 è possibile: "AMAzzaTEVI" , l'ultima opera di Evyrein

L'installazione del writer vicentino, con un messaggio pieno di sfaccettature rispetto il momento storico che stiamo vivendo

Più che un'opera murale da guerrilla-art, l'ultimo lavoro di Evyrein, artista vicentino, è un'installazione imprescindibile da capire senza il video che si può vedere qui, sulla pagina Facebook del writer. Il messaggio sociale è a primo impatto di sfondo buonista, anche se suggerisce dinamiche diverse e forse più sottili. 

Sul muro è raffigurato un uomo, che assomiglia al Travis di Taxi Driver, che si punta alla tempia la mano modellata a pistola e si spara. Dall'altra parte del cranio esce un raggio arcobaleno. Sotto, la scritta AMAzzaTEVI. Il maiuscolo e l'imperativo sbagliato servono ai fini della rappresentazione messa in scena con l'installazione. A un certo, punto, nel video, appare l'artista e mette un vaso di fiori gialli per coprire le lettere in minuscolo "azza", così che si legga la parola "AMATEVI".

«L'artista, sotto la spinta del momento difficile che tutto il mondo sta attraversando, ci richiama all'essenza dei sentimenti per poter davvero combattere questa pandemia: anziché alimentare odio e colpe di altri, AMATEVI. . . e collaboriamo insieme per vincere di nuovo», spiega una nota, aggiungendo «La street art colpisce ancora. . . in italia in una location segreta questa volta!!!Il messaggio però vuole arrivare ai molti : basta cercare il capro espiatorio, basta accuse e colpe!!! Dobbiamo unire le menti per trovare insieme soluzioni che possano farci vincere la più grande sfida che il mondo da affrontando ormai da mesi: COVID-19». 

Evyren è chiamato il "Bansky veneto", ma la forma di espressione - pur avendo un debito enorme verso le opere seminali dell'artista inglese - è molto diversa, meno diretta e con un humor nero forse più sottile. L'uomo si spara alla testa con una finta pistola e da quello sparo esce un arcobaleno. L'immagine risulta violenta ma di una violenza attenuata dal fatto che non ci sia una vera arma. Che significa quello sparo? Forse che è la paura, la psicosi, a indurci ad annullarci? E che da questo annullamento esce la nostra creatività il nostro spirito (l'arcobaleno)?. E quel vaso di fiori, non sembra un omaggio a una lapide, a un caduto di una guerra dove le vittime non si vedono e dove resta solo l'imperativo "amatevi" a mo' di epitaffio? E se qualcuno provasse a spostare quei fiori, rivelerebbe immediatamente l'altro imperativo, brutale e mediatico, come gli ordini di controllo mentale nascosti in "Essi vivono" di Carpenter. 

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